La banda del finestrino è tornata in azione: devastate altre due auto

I vandali approfittano del coprifuoco per colpire. Ma il Prefetto che fine ha fatto?

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Altri atti vandalici e un paio di auto devastate. E’ successo ancora, nella più completa impunità. Nessuno riesce a mettere una pezza ai frequenti episodi di microcriminalità che assediano Santa Croce durante questa seconda ondata Covid. Atti che si consumano la notte, durante il coprifuoco, a scapito dei residenti. Prima l’episodio ‘ra funtana, nei pressi di un noto ristorante; poi in via Iurato, dove quattro auto sono state vandalizzate da due ragazzi incappucciati, che alla vista dei legittimi proprietari si sono dati alla fuga; e infine, due notti fa, un altro paio di vetture scassinate (le foto circolano su Facebook). La domanda non è ‘quando finirà’, ma ‘chi sarà il prossimo’. Questa gente non conosce redenzione, ma anche i controlli latitano. All’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri, il 30 settembre scorso, il prefetto ebbe modo di confrontarsi con le autorità locali, ma la situazione venne ritenuta sotto controllo. Qualcuno riferisca alla dott. Filippina Cocuzza che sotto controllo la situazione non lo è mai stata.

Sui social alcuni utenti ripropongono il tema della vendetta fai-da-te – meglio evitare – mentre il presidente del Consiglio Piero Mandarà cerca di riannodare i fili del confronto istituzionale: “Siamo stanchi. Le rassicurazioni non bastano. Ci aspettiamo atti concreti da parte degli organi competenti, che non possono abbandonare una città di frontiera al proprio destino. Questi episodi si verificano con cadenza quasi settimanale, in totale spregio del momento storico che stiamo vivendo e dei sacrifici di tutti i santacrocesi per bene. Invito il sindaco ad attivarsi presso sua Eccellenza il prefetto, affinché la questione sia affrontata con la massima urgenza. Bisogna garantire alla città una massiccia presenza di forze dell’ordine, anche a scopo deterrente, per ripristinare un senso di sicurezza che la popolazione non avverte più da tempo”, conclude Mandarà.

Nonostante le numerose telecamere di cui la città è fornita, tra quelle comunali e quelle dei privati, i delinquenti riescono a colpire occultando le facce con passamontagna. Così le punizioni non arrivano. Il sindaco, dopo la missiva del 23 novembre, ha scritto nuovamente al Prefetto: “Ho chiesto un incontro al Prefetto di Ragusa, S.E. Filippina Cocuzza – dichiara Barone – per discutere dell’escalation di atti vandalici di cui la mia città sta soffrendo, soprattutto durante le ore del coprifuoco, da parte di soggetti che si muovono sapendo di andare a colpire nei luoghi in cui non possono essere scoperti, soprattutto nelle zone periferiche, eludendo (secondo loro) l’occhio delle telecamere di video sorveglianza. Un episodio poteva passare inosservato, ma ad oggi sono tanti gli atti criminosi che impongono una seria riflessione sulla sicurezza in città. Questo è vandalismo puro. Molte le auto con i vetri dei finestrini frantumati senza che manchi nulla dall’abitacolo delle macchine prese di mira. Sono atti di spregio fine a stessi”.

“Nelle ultime settimane – commenta ancora Barone -, girando spesso per le vie di Santa Croce, ho notato molti volti nuovi che si aggirano per la città. Non so se i due fatti sono collegati tra loro. Fatto sta che la continuità di questi episodi (se vogliamo anche casuali) mette in serio allarme gli abitanti di Santa Croce. Mi chiedo, cosa si vuole dimostrare con questi atti vandalici? Un disappunto, un malessere generalizzato e diffuso, una protesta o qualcos’altro? Ecco perché chiedo vivamente l’aiuto delle forze dell’ordine, tutte. Al momento non si registrano episodi di aggressione, ma si tratta pur sempre di episodi che allarmano l’opinione pubblica. Tante sono le pressioni che arrivano dal mondo social da dove partono le richieste di maggiore sicurezza. La gente lo chiede a gran voce. E’ molto probabile che questi soggetti non agiscono casualmente. Si travisano il volto perché consapevoli di essere ripresi dalle telecamere di videosorveglianza. Questa è gente che sa ciò che stanno facendo e lo fa sfidando le leggi sulla sicurezza a qualsiasi livello. Non agiscono per rubare, ma per creare allarme alla città.  L’incontro chiesto al Prefetto di Ragusa – chiude il Sindaco – è mirato a studiare tutte le strategie per mettere fine ai numerosi atti delittuosi che la città non è più disposta ad accettare”.

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