Classe in quarantena, ma l’avviso dell’Asp arriva tredici giorni dopo

Messaggio tardivo a studenti e insegnanti, che però sono in Dad da giorno 11

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La storia ha dell’incredibile. A raccontarla, all’Agi, è Caterina Gambino, consigliera comunale di Santa Croce, ma in questo caso mamma (direttamente coinvolta) di una ragazza che frequenta la prima media dell’istituto Psaumide. Il 23 marzo Caterina ha ricevuto un messaggio dall’Asp che le comunicava che la figlia era in quarantena dal 10 marzo poiché sarebbe venuta a contatto con un compagno di classe positivo. Lo stesso messaggio è stato inviato a tutti i genitori, e anche agli insegnanti. “Siamo rimasti sconcertati tutti – spiega all’AGI Caterina Gambino – i nostri figli non vanno a scuola dall’11 marzo perché le scuole, proprio per limitare la diffusione dei contagi, sono rimaste chiuse. Abbiamo saputo che un compagno di classe era risultato positivo, ma nessuno ha pensato che il contagio fosse avvenuto a scuola, pensavamo che avesse avuto qualche contatto successivo e nessuno si è allarmato”.

“Ora sì che ci siamo preoccupati, – prosegue Caterina – e il fatto che stia raccontando questa storia è per impedire che casi analoghi accadano di nuovo. Teniamo presente che dalla chiusura delle scuole – continua la Gambino – i nostri bambini sono in didattica a distanza. Sono state 25 mine vaganti, magari asintomatici. A quanto pare nessun altro bambino ha manifestato sintomi, ma non si può comunicare una quarantena con 13 giorni di ritardo. Non so cosa possa essere successo ma ritengo sia un fatto grave per le conseguenze che avrebbe potuto avere”.

Fare chiarezza per evitare che si ripeta, insomma: “Da consigliera comunale, madre, cittadina di una comunità che vive un periodo di profonda apprensione vista l’alta percentuale di contagi con tanto di ordinanza di chiusura delle scuole, pretendo venga fatta immediata chiarezza su questa vicenda confidando in una ferma e decisa presa di posizione del sindaco, appena avvisato, a tutela della salute in primis dei nostri ragazzi, ma anche di tutto il paese a costante rischio zona rossa”. L’AGI ha segnalato la vicenda all’Asp di Ragusa, che sta verificando. Nel frattempo è stata smentita dal sindaco la bufala pubblicata su alcuni giornali secondo i quali Santa Croce sarebbe stata “candidata” alla zona rossa. Il presidente Musumeci, questa sera, ha firmato un’ordinanza per ridurre ulteriori restrizioni in quattro comuni: si tratta di Ribera, in provincia di Agrigento; Serradifalco, in provincia di Caltanissetta; Trabia, nel Palermitano e di Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania

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