Home News Attualità La Sicilia è ancora vittima dei poteri forti: l’aeroporto di Comiso è il nostro, ennesimo ‘bordello’
AttualitàNews

La Sicilia è ancora vittima dei poteri forti: l’aeroporto di Comiso è il nostro, ennesimo ‘bordello’

Condividi
Condividi
ibleaacque

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Gianni Scapellato, ex Direttore di Malpensa, ha utilizzato Dante per descrivere lo stallo in cui potrebbe trovarsi l’avvio dello scalo aeroportuale di Comiso, chiudendo la sua lettera aperta proprio con la celebre frase del sesto canto del ‘Purgatorio’. Potrebbe essere opportuno riscrivere tutta la strofa, sostituendo la parola ‘Italia’ con ‘Sicilia’ e verificando il risultato finale: la nostra Isola sta risentendo in modo marcato della ‘dominazione’ che il clientelismo spudorato, imposto dalla politica (con la ‘p’ molto minuscola) negli ultimi cinquanta anni, ha esercitato in ogni luogo, con connivenze anche trasversali. Un clientelismo che ha spesso trasformato la cultura del fare in cultura del chiedere (il favore, il posto di lavoro, il contributo…), rendendoci sempre più servi e sottomessi. Tutta la vicenda che ruota attorno all’aeroporto di Comiso dimostra in modo inequivocabile la sudditanza che si è avuta nei confronti dei ‘poteri forti’ che hanno rallentato, sicuramente per interessi finanziari di varia natura, tutto l’iter della realizzazione prima e dell’apertura oggi di questo volano dell’economia del sudest siciliano. Il nostro ‘dolore’ si traduce nell’amarezza di continuare ad assistere a questo ‘valzer delle responsabilità’: oggi non si può restare impassibili o inerti, la ‘musica’ deve cessare e ‘i ballerini’ devono ritornare a essere i servitori dell’interesse comune. La collettività iblea sta giocando tutto il suo futuro puntando su questi obiettivi: l’aeroporto di Comiso, il porto di Pozzallo, le infrastrutture viarie, prima fra tutte la Ragusa-Catania. Non possiamo diventare ‘bordello’, il nostro destino si trova nel nostro patrimonio genetico che risale ai Siculi, ai Sicani e agli Elimi, uomini liberi che riuscirono a rendere l’isola fertile e rigogliosa. L’aeroporto di Comiso deve partire col piede giusto: opportune le precisazioni di Scapellato, che non possono restare solo delle esortazioni, a chi ne ha responsabilità il dovere di verificarle e, se opportuno, renderle operative.

 

                                                                              Ermocrate

Condividi
Scritto da
Redazione

Il primo portale d'informazione sulla città di Santa Croce Camerina.

Articoli correlati

La Sicilia che stupisce il mondo: la ricetta di Marcello Strada per trasformare la crisi dell’Etna in un trionfo internazionale

EDITORIALE – Leggere continui commenti negativi sulla Sicilia ferisce chi questa terra...

Potabilità dell’acqua a Punta Secca, Caucana e Casuzze: l’ordinanza del sindaco Di Martino

Un provvedimento precauzionale per tutelare la salute pubblica. È quanto disposto dal...

Polizia di Stato, avvicendamento a Ragusa: benvenuta al Commissario Capo Desiré Anzalone

Proviene dalla Questura di Perugia il Commissario Capo della Polizia di Stato,...

Spiaggia di Casuzze, residenti storici dal sindaco: sul tavolo le criticità, arrivano rassicurazioni

Una delegazione di casuzzari storici, residenti del borgo antico di Casuzze da...