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Salvate il campetto di Caucana: “I vandali deturpano la nostra storia”

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Vuoi mettere, una domenica pomeriggio, una sgambata a Caucana, dando calci a un pallone? Beh, quanto pare, l’antica magia sta pian piano svandendo. Il celebre campetto del circolo Velico viene cancellato giorno dopo giorno dai vandali. La denuncia arriva da Gianpiero Ruggeri, uno dei frequentatori del rettangolo da gioco, che domenica, prima di scendere in campo, ha constatato con i “colleghi” un fatto spiacevole: “Ci siamo recati al campetto per la partita domenicale ed abbiamo avuto la sgradevolissima sorpresa di trovare il campo deturpato. Le linee che lo delimitano sono scomparse, la rete della porta verso il circolo velico scomparsa e addirittura la porta verso il lido della Polizia scomparsa e con segni evidenti di taglio effettuato col flex! Crediamo che sia un atto vandalico che tende ad allontanarci da ciò che da decenni per noi è un sano e libero sfogo. Come interpretare altrimenti questo gesto?”.

“Questo campetto è in vita da almeno 45 anni e ha visto avvicendarsi generazioni e generazioni – continua Ruggeri nella sua disamina -. Nel corso di questi decenni abbiamo provveduto autotassandoci a rendere il campo praticabile ed usufruibile a chiunque senza alcuna discriminazione (ne hanno usufruito anche extracomunitari che non avendo la possibilità economica di andare nei campetti a pagamento, gioca subito dopo che finiamo noi). Lo stesso per almeno 25 persone convergenti tutte le domeniche da vari comuni della provincia (Ragusa, Comiso, Vittoria, Santa Croce ed in estate molti turisti residenti). E’ un punto di ritrovo e di socializzazione, dove poter praticare attività sportiva non agonistica ma molto amichevole, respirando aria pulita e godendo del nostro bel mare… Chi non l’ha provato non può capire. Teniamo anche a precisare che, soprattutto in estate, troviamo spesso delle vetture in sosta dentro il rettangolo di gioco, con la conseguenza di doverci adattare rispettando le vetture (ma possono sostare lì??), e col passaggio di intere famiglie che vanno verso la spiaggia, attraversando il campo con conseguenti fermate del gioco, ma sempre col sorriso reciproco sulle labbra. Non crediamo d’aver nuociuto ad alcuno, anche se da un mesetto a questa parte abbiamo trovato i valichi che portano al campo e di conseguenza alla spiaggia chiusi da cancelli con catene e lucchetti. Crediamo che se a qualcuno dia fastidio la nostra presenza non sia questo il modo migliore per comunicarcelo”.

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