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Campo di calcio, risse e orinatoi liberi: cosa è diventato questo paese?

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L’insostenibile peso dell’integrazione. Anche in questi giorni – in cui il nuovo Ministro dell’Interno minaccia la chiusura dei porti italiani per le navi cariche di migranti – Santa Croce torna ad avere a che fare con la parte deteriore della convivenza forzata. Piazza Vittorio Emanuele, nelle ore serali, è diventato un campo da calcio. Chiunque sia passato di lì se ne sarà accorto. E gli scalini del sagrato della Chiesa Madre somigliano tanto alle panchine (talvolta a uno spogliatoio). Nell’ordinanza anti-bivacchi risalente a qualche mese fa, si vieta tassativamente l’assembramento di persone lungo le vie e le pubbliche piazze dalle 17 alle 7 del mattino. A maggior ragione, di fronte ai luoghi di culto. Ma qui le RE-GO-LE non le fa applicare più nessuno.

Sulla scalinata della chiesa si gioca a tris

E’ vero – obietteranno i più attenti – non è fatta menzione di eventuali partite da calcio da svolgersi all’aria aperta. Così extracomunitari di ogni età – la nuova moda serpeggia anche fra i bambini – sono tornati a far rivivere Santa Croce. Con delle modalità che ai santacrocesi, però, non piacciono affatto: “Il nostro ipotetico luogo di culto è diventato la porta per una partita di calcio, mentre la piazza viene circondata o vissuta solo da stranieri – scrive un utente di Facebook nel gruppo “Segnaliamo e denunciamo le schifezze di Santa Croce Camerina” – Adesso vorrei capire se la popolazione è veramente rassegnata a questa nuova situazione e se vuole farsi ancora sottomettere con queste umiliazioni”. Segue una raffica di commenti polemici, da parte dei pochi che non hanno ancora perso la voce e, magari, non intendono darla vinta. “In piazza degli Studi, la sera dopo le 22, succede di tutto – sottolinea una signora – E a me, per una cena nel cortile di casa, l’estate scorsa, mi hanno mandato una pattuglia della polizia”.

Non è tutto. Perché l’alcol, consumato in quantità industriale dai migranti nonostante l’“aut aut” della sopracitata ordinanza, porta molti ragazzi a individuare le pareti di alcune abitazioni come orinatoi in cui scaricare i propri fluidi. “Quand’è il momento che si prenderanno provvedimenti seri per far finire tutto questo schifo? – si chiede un altro santacrocese su Facebook – Quanto deve essere il limite di sopportazione verso questi delinquenti che, non contenti già di quello che fanno, minacciano chi gli dice cosa stanno facendo dentro una costruzione privata?”. E via con le foto del misfatto, che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione. Ma solo al disgusto.

Ma c’è dell’altro, testimoniato da questi occhi. Mercoledì sera – erano da poco trascorse le 21 – un gruppo di extracomunitari si è aggrovigliato all’inizio di viale della Repubblica. Trenta secondi di rissa furibonda e una bottiglia di vetro spaccata per terra. Almeno quindici persone coinvolte e una fatica immane per dividere le gang. Ma cosa siamo diventati? Ma chi controlla? E soprattutto, chi ci salverà?

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