Se la politica fosse un genere letterario, l’ultimo comunicato stampa del gruppo “CambiaVerso” meriterebbe il Premio Strega per la narrativa fantasy. Con una prosa che farebbe invidia ai migliori illusionisti, la maggioranza che sostiene il sindaco Peppe Dimartino ci spiega che loro sono “un’esperienza civica autentica”. Puri, incontaminati, quasi bucolici. Un gruppo così civico che, probabilmente, alle riunioni si parla solo di aiuole e gestione dei rifiuti, ignorando l’esistenza dei simboli di partito.
Peccato che la realtà, fuori dal magico mondo di “CambiaVerso”, sia un po’ più… tricolore.
Assistere al tentativo del sindaco Dimartino di nascondere la fiamma che arde nel suo taschino è una scena di un’ironia irresistibile. È un po’ come vedere un supereroe che nega la sua identità segreta nonostante porti il costume sotto la camicia: il sindaco ci dice di essere “civico”, ma poi lo troviamo a ogni evento di Fratelli d’Italia, sorridente e in prima fila, come se fosse un turista capitato lì per caso a ogni convention.
Ma il culmine della commedia lo raggiungiamo con la matematica elettorale. È affascinante come la coerenza “civica” permetta a Dimartino di farsi eleggere consigliere provinciale non in una lista di “Amici del Giardinaggio”, bensì proprio in una lista ufficiale di Fratelli d’Italia. Un dettaglio trascurabile, immaginiamo. Così come dev’essere stato un malinteso la sua partecipazione al tavolo provinciale del Centrodestra, dove sedeva ufficialmente in rappresentanza del partito di Giorgia Meloni. Forse era lì per portare i saluti dei cittadini di Santa Croce e si è seduto alla sedia sbagliata?
Il comunicato di CambiaVerso lancia strali contro le “aggregazioni incoerenti” altrui, temendo che la somma di sigle diverse (FI, PD, DC) porti a fratture post-voto. Eppure, questa predica arriva da chi pratica l’arte del trasformismo zen: essere di partito quando serve (per i posti che contano in provincia) e diventare “civici” quando bisogna parlare al popolo, quasi a voler suggerire che la politica sia una cosa sporca da cui tenersi lontani.
La verità è che il “Noi” di CambiaVerso sembra somigliare molto al “Noi” di un tesseramento di partito. Definire questo comunicato una prova di “trasparenza” è la battuta più divertente dell’anno. La doppia faccia non è più un segreto: di giorno si amministra sotto il vessillo del civismo responsabile, di notte si corre sotto le insegne del partito per scalare le gerarchie provinciali.
Sindaco, un consiglio: la prossima volta che scrive un comunicato sulla purezza civica, si ricordi di togliere la spilla dal bavero. Non per altro, ma perché la satira scrive da sola quando la realtà supera così goffamente la fantasia. Ci vediamo al prossimo raduno di partito… pardon, alla prossima “riunione civica tra amici”.
D’altronde, a Santa Croce Camerina, di fronte a un sindaco che nega l’evidenza delle sue tessere e dei suoi incarichi partitici, la saggezza popolare siciliana ha già la risposta pronta:
“Addumanna a me nanna s’è virgini!”
Perché cercare di far passare per “civico” un politico che siede ufficialmente ai tavoli di Fratelli d’Italia è un esercizio di fantasia talmente audace che persino i nipoti della nonna farebbero fatica a trattenere le risate.