Il disastro di Niscemi non può essere liquidato come una fatalità. È il monumento al fallimento della gestione del territorio, il risultato di scelte sbagliate e responsabilità mancate. Di fronte a una frana più grande del Vajont, le dimissioni del Ministro Musumeci sarebbero l’unico atto di dignità per una prevenzione trasformata in barzelletta. Ma mentre la Sicilia affonda, la politica locale risponde con l’unica arma che sa maneggiare: il selfie.
𝐈𝐥 𝐥𝐞𝐭𝐚𝐫𝐠𝐨 𝐝𝐚 𝟑,𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐟𝐢𝐥𝐭𝐫𝐢, 𝐩𝐢ù 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢
Cari amministratori, dopo le passerelle di rito, tornate a guardare la nostra costa. Caucana, Torredimezzo, Punta Secca e Casuzze stanno scomparendo. Il Sindaco ci dica: le demolizioni delle case abusive sono un miraggio? L’amministrazione è entrata in possesso degli immobili o sono ancora occupati in attesa della prossima mareggiata?
La cronistoria della tutela costiera è un’opera d’arte dell’immobilismo:
• 2017: Progetto presentato (Amm. Barone).
• 2024: Finanziamento di 3,3 milioni di euro incassato.
• 2026: Il nulla assoluto.
Nove anni per non vedere nemmeno una ruspa. Il Sindaco Dimartino invoca la “burocrazia”, ma la verità è che tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare di inerzia. Con 3,3 milioni fermi, l’unica cosa costruita è una collezione di foto ricordo. Forse il flash dello smartphone vi ha abbagliati così tanto da non farvi trovare la strada per il cantiere?
𝐈𝐥 “𝐌𝐢𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨” 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐨: 𝟖𝟎𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢
E mentre Piazza Punta Secca resta al palo, non dimentichiamo il pezzo forte della collezione di promesse: la riqualificazione urbana di Piazza Faro. Un intervento da 800 mila euro, sbandierato con orgoglio nel DUP 2023-2025 e oggetto di un trionfale annuncio del Sindaco.
Siamo nel 2026 e di quel cantiere non c’è traccia, se non nell’annuncio in una seduta del Consiglio comunale del 14 Aprile 2023. Com’è possibile che con i vostri “contatti pesanti” tra Roma e Palermo non siate riusciti a trasformare un rigo del DUP in una singola pietra posata? Forse eravate troppo occupati a cercare l’angolazione giusta per il selfie mentre i fondi prendevano altre direzioni. È il paradosso di Santa Croce: abbiamo politici “amici” di tutti, ma una piazza che resta un progetto fantasma a prendere polvere. Evidentemente la vostra “sinergia” carica benissimo le batterie dei cellulari, ma quando si tratta di finanziare il territorio il segnale non prende mai.
𝐒𝐚𝐧 𝐒𝐞𝐛𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐧𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐭𝐞
Le recenti passerelle di San Sebastiano sono state l’ultimo atto di questo teatro dell’assurdo. Osservandovi, il giudizio è unanime: un palcoscenico di incompetenti cronici e irresponsabili patentati. Dall’assessore che gioca a fare il “Sindaco per un giorno”, la politica è diventata un carnevale dove si tagliano nastri anche per l’apertura di un pacco di biscotti.
Come dice il proverbio: “Addauru e murtidda, scrùsciu di carta e fumu di canigghia”. Fate un gran rumore con i vostri post, ma è solo fumo che svanisce lasciando il deserto. Siete atleti del selfie in una landa di incompetenza: la fame dei cittadini non si placa con i vostri post in alta risoluzione.
In questo album spicca il “Prefetto-Addicted”: una foto con il Prefetto non si nega a nessuno. Sguardo solenne, posa da statista e la solita didascalia: “Incontro proficuo per la sicurezza del territorio”. Traduzione: abbiamo preso il caffè, parlato del tempo e, uscendo, ci siamo assicurati che l’inquadratura prendesse bene la bandiera. Risultato per il popolo? La sicurezza è rimasta la stessa, ma la galleria fotografica del politico è blindatissima.
𝐕𝐨𝐱 𝐏𝐨𝐩𝐮𝐥𝐢: 𝐥’𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚
Ma il vero futuro di Santa Croce, come sussurra con amarezza la vox populi, è servito nel piatto più amaro: agenzie funebri travestite da associazioni sociali e sanitarie. Un sistema perfetto: di giorno offrono “la spinta che fa la differenza” per i vivi, di notte invocano “dimissioni o ricovero” per gli avversari.
Alla fine è tutto quello che resta: decidono sindaci e sorti del paese con la stessa efficienza con cui organizzano funerali. Altro che rinascita: qui il lutto è diventato la rampa di lancio per il potere. Cari “Onorevoli”, tra un selfie e un’estrema unzione, ricordatevi che i cittadini sono ancora vivi. Il cambiamento non è un regalo che scende dall’alto, ma una conquista di chi ha smesso di credere alle vostre figurine Panini.