Home News Il Commento Satirico «”U surci ci rissi a nuci”: caro Assessore, per fare i miei anagrammi ci vogliono le lettere, per fare il Suo mestiere ci vogliono le risposte»
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«”U surci ci rissi a nuci”: caro Assessore, per fare i miei anagrammi ci vogliono le lettere, per fare il Suo mestiere ci vogliono le risposte»

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Caro Assessore Dimartino,
apprendo con un misto di stupore e tenerezza che, tra un’emergenza rifiuti e l’altra, Lei trovi il tempo di “giocare col telefono” in Aula per interrogare l’Intelligenza Artificiale sulla mia identità. Mi lusinga saperla così dedito alla mia biografia, ma temo che persino ChatGPT, davanti alle sue bizzarre curiosità, sia andato in corto circuito.

Affermare che l’anagramma di “Ademar Prani” sia “Piero Mandarà” è una perla rara che sfida le leggi della linguistica: le lettere proprio non tornano, Assessore, provi a ricontare con calma. Se i conti del Suo assessorato sono precisi quanto i Suoi anagrammi, ora capiamo tutti perché la gestione dei rifiuti sia un enigma irrisolvibile.

Colpisce, però, un dato: mentre la Sua mente era così “aperta” da produrre anagrammi fantasiosi, è apparsa curiosamente chiusa — o forse solo impreparata — quando è stato il momento di fornire chiarimenti tecnici sulla relazione del sistema gestione rifiuti. Vedere un Assessore che, davanti a domande concrete sul proprio ramo, “passa la palla” al Sindaco per farsi suggerire le risposte, fa sorgere un dubbio: non è che, a forza di giocare con lo smartphone, ha dimenticato di studiare le carte?

Sulla Sua battuta “meglio Sindaco per un giorno che mai”, Le rispondo con un antico proverbio siciliano: “U surci ci rissi a nuci: dammi tempu ca ti perciu”. Lei si goda pure il suo “giorno” di gloria; io mi tengo il “tempo” e la coerenza di chi scrive liberamente, senza dover dipendere da nessuno per rispondere a una domanda.

Quanto a Santa Croce Web, questo giornale rimarrà un presidio di pluralismo aperto a tutti, inclusi gli assessori che confondono l’Aula con una sala giochi. Se però desidera un organo di stampa che ignori i problemi e celebri i Suoi rebus digitali, la soluzione è semplice: fondi o acquisti un giornale tutto Suo. Lo chiami pure “Dodicimila Ricci” (visto che questo, a differenza del mio, è un anagramma che Le calza a pennello), oppure “L’Eco del Bidone”; lì potrà essere Sindaco, Direttore e genio della linguistica. Ogni giorno, non solo per uno.

Nel frattempo, un consiglio: lasci stare il povero ChatGPT e provi a consultare i manuali di gestione rifiuti. Quelli, purtroppo per Lei, non sono un anagramma.

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