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San Giuseppe ci aiuti”: tra passerelle tricolori, cooperative “miracolose” e il letargo dei dotti

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Cittadini, lucidate le scarpe buone e stirate gli abiti della domenica: sta per tornare la festa di San Giuseppe! E no, non parliamo solo dell’emozionante “Scinnuta” del Santo prevista per il 22 febbraio alle 19:30, ma di un’altra sfilata ben più acrobatica: quella dei nostri cari amministratori.

Mentre la banda musicale intona la “Marcia di San Giuseppe”, vedrete le nostre autorità locali procedere a passo cadenzato, con quel piglio da statisti consumati che fa quasi dimenticare l’ultimo Consiglio Comunale. Un Consiglio così edificante che, a confronto, una rissa al mercato sembra un simposio di filosofia greca. Si dice che i politici del passato si stiano rivoltando nelle tombe con una tale foga da poter generare energia elettrica per tutta la provincia, indignati da contenuti così scadenti da far rimpiangere perfino i vecchi verbali scritti a matita.

𝐌𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐚 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐚𝐫𝐜𝐚, 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 “𝐋𝐨𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐀𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢”.

Il menu del 2026 è ricco e i “posti a tavola” sembrano già apparecchiati. Partiamo dal Cimitero: sei mesi di affidamento esterno. Una gara pubblica veloce veloce, di quelle che “in Italia” hanno il magico potere della rigenerazione spontanea: oggi è per sei mesi, domani – puff! – spunterà una proroga che durerà quanto il regno di una regina? Quali cooperative staranno già scaldando i motori per il “colpaccio”?

Non c’è pace nemmeno per il Parco Urbano di Fonte Paradiso. Dopo averlo riqualificato, la domanda sorge spontanea: chi sarà il fortunato custode di questo spazio storico? E che dire dei nuovi “Food Truck”? Con la modifica del regolamento, la caccia al posteggio d’oro è aperta. Se vi sentite fortunati, comprate un biglietto: la lotteria delle aree pubbliche promette vincitori assai… “mirati”.

Ma il vero Chef de rang della politica camarinense ci serve il piatto forte: la Monnezza da 16 milioni di euro. Un appalto di 8 anni che profuma già di campagna elettorale 2027. Niente paura, vigilerà l’assessore Superman. Con lui al timone, il servizio di raccolta sarà così efficiente e organizzato che potremo mangiare direttamente dentro i nostri mastelli colorati — a patto di ricordarsi se oggi è il turno dell’umido, della plastica o del miracolo del ritiro straordinario pre-elettorale. Come si dice dalle nostre parti? ‘U saziunnu non cridi a l’abbisugnu’: chi è seduto comodamente sulla poltrona dei milioni, fatica a vedere la spazzatura che sommerge i comuni mortali”.

𝐄 𝐥’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞? 𝐀𝐡, 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚.

Da una parte abbiamo il Laboratorio Politico Camarinense (opposizione). Un nome, un programma. Sono in fase di “test clinico” perenne: osservano i sintomi della città, analizzano i microbi della politica e poi, come luminari della medicina del sonno, prescrivono a se stessi la solita cura: un letargo profondo. Si sono spenti con la stessa facilità di una lampadina a basso consumo dopo il blackout. Dormite pure, cari scienziati, la città può aspettare la vostra prossima riunione… nel 2030, forse.

Dall’altra parte ruggisce (si fa per dire) CambiaVerso (maggioranza). Un nome profetico: sono gli unici capaci di farti girare la testa a furia di cambiare direzione senza mai fare un passo in avanti. Stanno ancora lì a consultare il navigatore per capire quale sia il ‘verso’ giusto, ma con la bussola che hanno perso nel 2022 l’unica cosa che sono riusciti a imboccare è la strada del ritorno a casa.

Insomma, tra una preghiera al Santo e un occhio al portafoglio delle cooperative, Santa Croce si prepara al 2027. Nel frattempo, godiamoci la passerella: la musica è bella, i figuranti sono i soliti, e lo spettacolo – purtroppo o per fortuna – è gratis.

“In alto i cuori e occhio alle tasche, dunque! Mentre il Laboratorio russa e CambiaVerso gira su se stesso, non ci resta che affidarci a San Giuseppe: l’unico, in questa città, capace di fare miracoli senza bisogno di un bando su misura o di una benedizione dell’assessore di turno.

Un ultimo pensiero affettuoso, però, va ai nostri instancabili amministratori. Pare che, stremati dalle fatiche titaniche dell’ultimo Consiglio Comunale — dove hanno dato fondo a tutta la loro (scarsa) riserva di pazienza e contenuti — siano volati in Sila a ritemprare le membra.

Andate pure, cari governanti: l’aria di montagna è l’ideale per schiarirsi le idee dopo aver confuso per ore il bene pubblico con il gioco delle tre carte. Riposatevi bene, perché al vostro ritorno vi aspetta la sfilata della ‘Scinnuta’: e lì, tra un incenso e una marcia, dovrete essere bravissimi a mantenere la faccia saggia mentre la città vi guarda passare… e spera che la prossima ‘scinnuta’ non sia quella definitiva della vostra amministrazione.
Buon riposo (a chi può)!

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