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Due paesi, un destino e… un presente ingombrante. I nuovi marchesi del Palazzo: voti, virtù e vanità

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C’è un filo che, da secoli, lega le colline di Alia alle brezze marine di Santa Croce Camerina.
Un filo d’oro e di pietra, intessuto dalla nobile famiglia dei Celestri — antichi signori, architetti di paesi e di potere.
Nel 1598, Giovanni Battista Celestri ottenne la licentia populandi, portando vita e prestigio nei suoi domini.
Fu suo figlio Pietro, uomo di cultura e influenza, a lasciare il segno più profondo.
Pur risiedendo e ricoprendo cariche a Palermo, scelse Santa Croce Camerina come centro del suo mondo nobiliare: qui fece costruire il maestoso Palazzo Celestri, residenza del casato e simbolo di potere, e la Chiesa Madre, dove volle anche essere sepolto — perché certe radici non si spezzano neppure con la morte.
Intanto, ad Alia, cresceva l’altro ramo della famiglia: la fondazione, l’espansione territoriale, la fatica concreta del costruire.
Due luoghi, un’unica eredità. Alia lavorava la terra, Santa Croce custodiva la memoria.
Comuni fratelli, nati da un solo disegno di espansione e potere.

Eppure i secoli passano, e con essi anche la nobiltà del pensiero.
Oggi, dove un tempo si stilavano pergamene, si postano delibere su Facebook.
Abbiamo difeso i marmi del passato, ma affoghiamo nella burocrazia del presente, dove la politica ha sostituito la nobiltà e la gloria è diventata un selfie.

E allora, prepariamoci a sfogliare l’albo dei “nuovi nobili del Palazzo”, per scoprire se nelle loro vene scorra ancora linfa aristocratica o soltanto l’aroma sbiadito dei salotti di provincia, dove un tempo si discuteva di visioni e oggi si commentano post e pettegolezzi.

📜𝐃𝐀𝐋 𝐅𝐄𝐔𝐃𝐎 𝐀𝐋 𝐅𝐄𝐄𝐃: 𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐚𝐜𝐞𝐛𝐨𝐨𝐤
🧹 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐃𝐢𝐦𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐨
(Vicesindaco – Ambiente e Polizia Municipale)
Voto: 2

✅ L’inquisitore senza mandato
Il meno preparato e il meno competente della compagnia. Gestisce il servizio rifiuti con risultati che offendono più il naso che la vista.
Eletto con poco più di cento voti, è comunque riuscito a farsi consegnare mezza città: doppia carica di consigliere/assessore, vicesindaco e tuttofare a tempo pieno.
Per lui questa, con ogni probabilità, è l’ultima occasione: non sparla e non sbraita più come una volta, sta a cuccia, osserva e calcola — perché ha ottenuto tanto, a costo zero.
Il suo vero talento emerge in Consiglio Comunale, dove sfida la stampa come un Don Chisciotte che confonde i giornali con i mulini a vento.
Ultima trovata: l’assessore allo sfottò, che non dà peso a nulla… tranne che a Santa Croce Web.

🧾 Profilo: se pulisse le strade con la stessa energia con cui tenta di imbavagliare chi scrive, Santa Croce brillerebbe come Venezia a Natale. ❌

⚖️ 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐈𝐚𝐜𝐨𝐧𝐨
(Spettacoli e “Affari Legali”)
Voto: 4
✅ L’avvocato delle mani avanti
Specialista in giustificazioni preventive: il Carnevale non è ancora iniziato, ma lei mette già i cerotti.
L’unica cosa che sa fare — con indiscutibile perseveranza — è difendere ogni causa, anche la più indifendibile: è l’avvocato del diavolo che riesce perfino a difendere… il Carnevale!
🧾 Profilo: una continua arringa che non approda mai a sentenza. ❌

📺 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐁𝐚𝐫𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐢𝐚
(Cultura e Innovazione)
Voto: 6
✅ La prima della classe… ma col telecomando in mano
Presente, diligente, volenterosa: l’unica sufficiente del gruppo.
Peccato che sia un satellite che orbita attorno al Sindaco senza rotta propria.
Nel pantheon cittadino è ormai conosciuta come “il telecomando universale”: sempre pronta a cambiare canale, ma mai a cambiare rotta.
🧾 Profilo: la perfetta esecutrice che confonde la politica con un compito in classe. ❌

🚜 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫à
(Agricoltura, Sviluppo Economico, Sport e Urbanistica)
Voto: 5
✅ L’assente giustificato… ma non troppo
Era partito bene: brillante, operativo, vicino al Sindaco, braccio destro e confidente fidato.
Poi la carriera lo ha portato altrove, nel corpo e nello spirito.
Non può più essere presente, e di smart working amministrativo non se ne parla.
Eppure la poltrona resta, l’indennità pure.
All’agricoltura pare abbia dimenticato di avere la delega; fortunatamente i mercati quest’anno si difendono benissimo da soli.
🧾 Profilo: quando la dignità vale meno della diaria, forse è meglio consegnare le chiavi e lasciare spazio a chi può davvero esserci. ❌

👑 𝐈𝐥 “𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐞” 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐞𝐫𝐳𝐨 𝐌𝐢𝐥𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐨 𝐏𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐃𝐢𝐦𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐨 — 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨
Voto: 6
✅ Il George Clooney di Santa Croce (secondo i suoi amici)
Cammina nei corridoi del Palazzo con la solennità di chi firma trattati internazionali… anche se decide solo dove posare i gerani.
Architetto e protagonista di sé stesso, incarna il mito dell’uomo solo al comando.

✅ L’architetto delle deleghe a specchio
Tiene per sé i Lavori Pubblici — il cemento è la sua poesia — ma cede l’Urbanistica a un fedelissimo per “ovvie opportunità professionali”.
Un’architettura politica degna di un prestigiatore.

✅ Il trasformista del calendario
Civico di giorno, Fratello (d’Italia) di notte: cambia look politico come le storie su Instagram.

✅ La chiamata alle armi di CambiaVerso
Intorno a lui, i fedelissimi rispondono all’appello come un battaglione in parata: ogni post una marcia, ogni selfie un passo sincronizzato verso il consenso virtuale.

🧾 Profilo: convinto che il proprio fascino basti a rattoppare le crepe della realtà, osserva il suo vicesindaco combattere la stampa e la logica. Sorriso in abbondanza e pacche sulle spalle: quello che i paesani vogliono, lui lo serve — possibilmente con filtro bellezza.
Come dicevano i nostri nonni: “U scrùsciu è assai, ma a mola nun macina.” ❌

🏛️ 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄
“Chi ha orecchie per intendere, intenda.”
Ad Alia hanno seppellito i fondatori sotto il restauro; a Santa Croce rischiamo di seppellire il buon senso sotto una colata di autostima.

I Marchesi di un tempo avevano una visione; le comparse di oggi hanno un copione da social media e un selfie da copertina.

Ma la storia non si scrive con i like. Cari amministratori, la storia vi guarda. E finché ci resterà inchiostro, vi guarderemo anche noi: con ironia, con rispetto… e con memoria.

🕯️ La voce della saggezza popolare
“U scrùsciu è assai, ma a mola nun macina.”
Lo avevano intuito i nostri avi, e lo conferma la cronaca attuale:
tra pergamene e post su Facebook, il rumore continua… ma la farina manca sempre.

💬 Post Scriptum: Un pensiero commosso a tutti quelli che hanno portato voti e oggi guardano il Palazzo dalla vetrina del bar, aspettando una poltrona che non arriva mai. Buona visione.

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