
SANTA CROCE CAMERINA (RG) – “Un percorso costruito passo dopo passo”? Leggendo le dichiarazioni trionfali del sindaco Giuseppe Dimartino sulla stampa, sembrerebbe che l’avvio della manifestazione di interesse per la Comunità Energetica Rinnovabile Solidale (CERS) “Santa Croce Centro” sia il coronamento di un’azione amministrativa fluida e tempestiva. Carte alla mano, purtroppo, la realtà è ben diversa.
I consiglieri comunali Pietro Mandarà e Gaetano Riva, a nome del gruppo consiliare “Insieme per Santa Croce”, hanno depositato una formale interrogazione a risposta scritta per fare luce su una serie di ombre amministrative, ritardi ingiustificati e incertezze strutturali che gravano sull’intero progetto.
Quattro anni di silenzio: il vuoto temporale
Il finanziamento regionale di circa 11.700 euro è stato concesso al Comune nel lontano settembre 2022. Eppure, per arrivare all’accertamento in entrata di queste somme e alla pubblicazione dell’avviso per i cittadini si è dovuto attendere ben quattro anni, arrivando a ottobre 2026. Perché questo stallo? L’amministrazione si è attivata per tempo o ha semplicemente subito passivamente i tempi della burocrazia prima che la Regione chiedesse un’integrazione documentale nel maggio scorso?
Incarichi tecnici prima di ascoltare i cittadini
Mentre oggi il Sindaco invita la cittadinanza a informarsi e aderire con entusiasmo, scopriamo che l’amministrazione ha già affidato un incarico tecnico di progettazione a un professionista esterno lo scorso luglio 2026. I consiglieri di opposizione chiedono dunque trasparenza: a quanto ammonta la spesa per questo incarico? Graverà sul bilancio comunale? E soprattutto, qual è lo stato dell’arte di questo progetto, se i dati reali sui consumi si iniziano a raccogliere solo adesso?
Un’adesione “al buio” a fine mandato
La criticità più forte è però di natura strategica: l’avviso pubblico chiede a cittadini e imprese di manifestare interesse a entrare in una Comunità Energetica di cui non si conosce ancora la forma giuridica (associazione, cooperativa, consorzio?), che verrà decisa solo in futuro. A soli otto mesi dalla fine del mandato amministrativo, si chiede alla città un’adesione “al buio” verso un soggetto giuridico inesistente, scaricando sulla prossima amministrazione l’onere e il rischio di gestire un iter ancora totalmente in alto mare.
«Non contestiamo l’importanza della transizione energetica, che consideriamo fondamentale per il territorio» dichiarano i consiglieri Mandarà e Riva. «Contestiamo il metodo e la narrazione. Ai cittadini va detta la verità: si sta proponendo un modulo da compilare a ridosso delle elezioni senza un progetto concreto e definitivo alle spalle. Vogliamo sapere quanto è stato speso e cosa è stato fatto in quattro anni. La trasparenza non è un optional, soprattutto quando si parla di ambiente e risorse pubbliche».
Il gruppo “Insieme per Santa Croce” attende ora risposte scritte e puntuali da parte del Sindaco e degli uffici competenti, continuando a vigilare affinché i finanziamenti pubblici si trasformino in benefici reali per i cittadini e non in semplici spot elettorali.
Gruppo Consiliare “Insieme per Santa Croce”
Cons. Pietro Mandarà
Cons. Gaetano Riva