
Se hai i deputati in paradiso ti arrivano i milioni a Modica o a Ribera, e se vivi a Santa Croce Camerina ti arriva un pacchetto di emendamenti last-minute proprio mentre i camionisti sulla Gela-Catania regalano le melanzane gratis. Benvenuti nell’autunno caldo camarinense, dove il bilancio della Regione si programma con le racchette da padel, la geopolitica si decide a colpi di comunicati stampa d’urgenza e il menù del giorno in paese offre “solidarietà digitale” mischiata al profumo di asfalto fresco elettorale.
Il “Gran Premio della Mancetta” all’ARS: a Santa Croce piovono le briciole del “mangime”
A Palermo, i nostri infaticabili deputati all’Assemblea Regionale Siciliana hanno finalmente trovato la cura miracolosa per la crisi economica dell’isola. Un jackpot stellare da ben 174 milioni di euro battezzato con l’altisonante nome di manovra per la “coesione e la crescita” ovvero i cosiddetti “Fondi Investimenti Territoriali”. Tradotto dal politichese stretto in dialetto santacrocese: il colossale gioco delle “MANCETTE”. Un banchetto andato in scena dopo ben 21 ore di aula no stop, durante le quali i presenti si sono letteralmente spartiti l’osso, mentre le opposizioni (PD, M5S e Controcorrente) uscivano dall’aula lasciando il centrodestra da solo a votare (37 favorevoli, tre astenuti). Qualcuno dai banchi del governo ha persino difeso l’operazione dichiarando che ai Comuni è stato “distribuito mangime, non mancette”.
Il problema è che mentre a Modica piovono 10 milioni di quel “mangime” e a Ribera ne arrivano 2, a Santa Croce Camerina – colpo di scena! – è appena arrivato il comunicato ufficiale del Comune: dalla finanziaria regionale sbucano 860 mila euro complessivi. I cittadini santacrocesi dovrebbero forse saltare di gioia per i 5 milioni di euro complessivi per i campi da Padel – con la bellissima prospettiva di vedere i maranza locali, muniti di tuta acetata e borsello d’ordinanza a tracolla, abbandonare i muretti del paese per darsi al tennis da gabbia ascoltando musica trap a palla a bordo campo –, i 27 milioni alle chiese o l’un milione per lo stadio di Canicattì, mentre le nostre aziende agricole muoiono di sete?
Certo, l’onorevole Giorgio Assenza ha piazzato 200 mila euro per la circonvallazione in contrada Pezza e via Pirandello, 300 mila euro per il tratto Punta Secca-Caucana, e un po’ di luce tra Punta Braccetto, Casuzze e Pescazze (con l’aiuto dell’onorevole Ignazio Abbate). Praticamente, a Palermo si tengono la torta e a noi mandano i lampioni per guardare meglio le buche extraurbane.
Autotrasportatori in rivolta e il mercato camarinense al collasso
Nel palazzo di Palermo si brinda all’illuminazione delle borgate, ma nel mondo reale la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua senza sosta lungo la statale 117 bis Gela-Catania. I camionisti restano fermi e le conseguenze si abbattono sul mercato ortofrutticolo di Santa Croce Camerina, deserto come i banchi dell’opposizione all’ARS.
I box sono drammaticamente vuoti, gli agricoltori del nostro territorio raccolgono ma non possono vendere, e il prodotto d’eccellenza delle nostre serre è destinato al macero. L’entusiasmo della gente in piazza Vittorio Emanuele è talmente alle stelle che, se un deputato regionale si presentasse oggi a Santa Croce a vantarsi delle lampadine regalate alla provinciale 120, verrebbe preso a pomodori in faccia direttamente dalle cassette buttate via dai nostri produttori.
Il Risiko dei dispetti: a Santa Croce la coerenza è un optional
Di fronte al dramma della merce bloccata, la vera eccellenza istituzionale è stata la Gold Green sulla Santa Croce–Scoglitti, che ha regalare melanzane violette e cetrioli pur di non vederli marcire. Il sindaco Peppe Dimartino è corso a ringraziare pubblicamente su Facebook con un post colmo di “massima attenzione”, salvo poi dover correre a redigere un secondo comunicato per ringraziare, stavolta, gli onorevoli Assenza e Abbate per gli 860 mila euro, parlando di “istituzioni che lavorano in sinergia al di là delle appartenenze”.
Ma quale sinergia? A Santa Croce la coerenza politica è un lusso. Con un cortocircuito fantastico, Forza Italia ha attaccato duramente il sindaco camarinense, accusandolo di essersi “svegliato” dopo quattro anni: “Civico di giorno e Fratelli d’Italia di notte!”.
Le comiche finali? Forza Italia e Fratelli d’Italia governano insieme a Roma e coabitano a Palermo votando la stessa manovra finanziaria. Lì si baciano e firmano gli emendamenti per Casuzze e Pescazze, ma quando arrivano a Santa Croce diventa un Risiko di paese. Se a Modica e Ragusa Forza Italia governa escludendo Fratelli d’Italia, i meloniani rendono il favore: a Santa Croce Camerina e Comiso Fratelli d’Italia governa da sola, isolando gli alleati azzurri. Praticamente Assenza e Abbate firmano le carte a Palermo, ma i loro circoli locali si tirano i piatti in piazza.
Lo stato delle cose in paese: letarghi meloniani, gazebo e… profezie disattese
Il quadro politico locale offre scenari sempre più surreali. Da un lato, il circolo locale di CambiaVerso (Fratelli d’Italia) appare immobile e fermo al palo; l’unico segnale recente è un comunicato di encomio e solidarietà per augurare una lunga carriera politica all’onorevole Giorgio Assenza. Una devozione subito ricompensata con i 760 mila euro di emendamenti calati dall’alto. Dall’altro lato, si muove il Laboratorio Politico Camarinense, che unisce diverse sensibilità in alternativa all’amministrazione: prossimamente allestirà un gazebo in piazza per raccogliere segnalazioni e schede anonime dai cittadini, avviando così la costruzione partecipata del prossimo programma elettorale.
In questo quadro di attese messianiche, spicca la figura di Filippo Frasca, che con fermezza quasi filosofica aveva congelato ogni mossa dichiarando: “Ormai dobbiamo aspettare questo assestamento di bilancio all’ARS prima di ogni passo.. prima di ogni considerazione.. poi al nulla si troverà rimedio…”. Ebbene, l’assestamento all’ARS è arrivato, i soldi per via Pirandello pure, ma il “nulla” politico è rimasto intatto.
Adesso resta da capire cosa farà il buon Frasca, soprattutto dopo la rottura politica consumatasi a Ragusa con Gaetano Mauro sul tema della sicurezza in provincia. Un divorzio lampo giustificato da Frasca con un perentorio: “Su questo tema non siamo disposti a fare passi indietro”. Insomma, l’intesa è saltata, l’assestamento di bilancio ha portato solo lampioni costieri e l’alleanza con Mauro è andata in fumo. Chissà se ora Frasca deciderà di fare un passo avanti da solo o se preferirà accomodarsi anche lui al gazebo dell’8 novembre a compilare una scheda anonima sulle buche.
Nell’attesa che il centrodestra nostrano decida se amarsi a Palermo, ignorarsi nel circolo di FDI o darsi mazzate sotto l’orologio del nostro municipio, noi a Santa Croce continuiamo a mangiare melanzane. Almeno quelle sono gratis. Tutto il resto sono comunicati stampa… e con i watt della pubblica illuminazione non si riempiono le cassette di pomodori. Del resto, come dicevano i nostri vecchi nei campi camarinensi: “I cani si muzzicano tra di iddi, ma muzzicano sempre a u spetunatu”. E i disgraziati sono i cittadini costretti a guardare la recita al buio, o meglio, sotto un lampione regionale da 80 mila euro.
📬 Lettera al Direttore
Oggetto: Melanzane gratis e buche camarinensi: la voce di un cittadino stanco
Caro Direttore,
le scrivo mentre in cucina provo a inventarmi l’ennesima ricetta per consumare il contorno a base di melanzane e cetrioli che ci è stato regalato sulla strada per Scoglitti. Sia chiaro, provo immensa gratitudine per la generosità dei nostri produttori agricoli, ma se questo blocco va avanti ancora, noi santacrocesi rischiamo di trasformarci in ortaggi viventi.
Da cittadino che vive e paga le tasse a Santa Croce Camerina, guardando l’ultimo trionfante comunicato del Comune sui finanziamenti regionali per 860 mila euro, mi sorge spontaneo un moto di profonda ironia. Ho letto delle 21 ore di consiglio regionale no stop in cui i deputati si sono spartiti il “mangime per i Comuni”, e scopro che a Santa Croce arriveranno i fondi per illuminare Casuzze, Pescazze e Punta Braccetto. Benissimo! Ora finalmente, grazie agli onorevoli Assenza e Abbate, avremo la luce perfetta per guardare da vicino i crateri delle nostre strade senza rischiare di caderci dentro al buio.
L’asfalto delle nostre vie cittadine nel pieno centro e quello delle strade extraurbane che collegano Santa Croce alle frazioni non sembra affatto curato; sembra semmai un percorso a ostacoli post-apocalittico. Forse l’obiettivo della macro-politica è costringerci a fare i saltini tra le buche urbane illuminati a giorno, in attesa che i maranza locali ci sfidino nei nuovi campi da padel d’oro finanziati a nostre spese a Palermo.
Mentre noi rischiamo di spaccare le macchine, assistiamo allo spettacolo desolante della politica locale e provinciale. C’è chi attendeva l’assestamento all’ARS per trovare rimedio al “nulla” e oggi si ritrova a rompere alleanze sulla sicurezza, e chi si loda per la “sinergia istituzionale” dimenticando che i partiti che firmano gli emendamenti a Palermo sono gli stessi che a Santa Croce si sparano addosso un giorno sì e l’altro pure. Nel frattempo c’è chi si organizza con i gazebo dell’8 novembre per raccogliere idee, segno che l’aria di campagna elettorale si sente già.
Io non so se il sindaco o i deputati siano davvero convinti che i santacrocesi applaudano a questi 860 mila euro di consolazione mentre il nostro mercato ortofrutticolo muore. Se avanza qualche altro spicciolo dal “mangime” di Palermo, per favore, comprate del catrame vero, non solo lampadine. Altrimenti, la prossima volta che qualcuno scenderà in paese a chiedere il voto, il “gesto di solidarietà” lo faremo noi cittadini: un bel carico di melanzane e cetrioli rimaste invendute, dritto sul parabrezza delle auto blu.
Un cittadino stanco (e illuminato a giorno dentro una buca) di Santa Croce.
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