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Si scrive una pagina di storia: inaugurato il museo etnografico

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E’ stato inaugurato ieri, alla presenza dell’assessore regionale Sebastiano Tusa, del presidente della Commissione Attività Produttive all’Ars, Orazio Ragusa, del soprintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto e del sindaco Giovanni Barone, il nuovo museo etnografico e demologico di Santa Croce. Cha da oggi entra a pieno titolo fra i beni storici e culturali del territorio camarinense, laddove avrà il compito di fare sistema con le bellezze paesaggistiche più volte rivelate dalla tv e da Montalbano.

Alla cerimonia hanno partecipato anche l’ex sindaco Franca Iurato (leggi qui la sua intervista) e il presidente della Società di Storia Patria, Gaetano Cascone, che ha ripercorso le tappe che hanno portato alla data odierna e illustrato gli ambienti del museo, ospitato nei locali dell’ex Soat, presso la circonvallazione Costa degli Archi: “La demologia è lo studio delle tradizioni popolari – ha detto Cascone – In effetti nasce come museo etnografico e viene aperto l’11 aprile del 1997. Qui c’è anche il prof. Micciché, all’epoca assessore alla Cultura e mio vice-sindaco, che ha speso mesi della sua vita per lanciare l’idea a tutti i cittadini di Santa Croce: furono in 120, inizialmente, a donare pezzi del proprio patrimonio storico e familiare per questa causa”. La storia del museo civico si interruppe bruscamente per nove anni, durante i quali i locali rimasero in quiescenza. Ma ora è risorto, grazie al lavoro degli uffici, dei ragazzi del servizio civile, che ne hanno curato l’ultima fase dell’allestimento, e della stessa società di Storia Patria, vero custode del passato santacrocese: “Assieme all’Amministrazione, al di là dei colori politici, ho un interesse primario: che alle generazioni future venga trasmessa la nostra cultura popolare” ha ribadito Cascone. Il quale ha poi accompagnato Tusa, Ragusa e Rizzuto nella visita dei vari ambienti, tutti disposti al pian terreno.

Quello più spazioso è la replica della “casa di abitazione”, dove si terranno incontri e convegni (“Anche per le scolaresche” precisa il sindaco). Poi una serie di botteghe: quella del carratore e del falegname con tutti gli utensili da lavoro, quella del sellaio, del bottaio e del maestro dei crivelli. Nell’altro ambiente, oltre il corridoio, è stata ricostruita una stalla, “a casa a’ mannara”, dove si faceva un tempo la ricotta; l’ultima stanza è quella dei “mestieri puliti”, i lavori più raffinati. Cascone cita utensili e benefattori, che conosce a menadito. La Iurato ne approfitta per ringraziare il sindaco, che ha portato un progetto in cui lei, per prima, è tornata a credere fortemente. Il museo c’è. L’auspicio è che diventi un centro culturale: pieno di reperti, ma che ha voglia e sete di conoscenza.

FOTOGALLERY A CURA DI LINO SCILLIERI

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