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Agricoltura in crisi irreversibile: “Prodotti venduti sottoprezzo e materie prime alle stelle”

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Discreta la quantità, buona la qualità. Ma i prezzi alla produzione segnano un calo generalizzato e soprattutto i costi per le imprese agricole sono schizzati alle stelle. I prezzi dei prodotti orticoli segnano un calo a doppia cifra. Con la melenzana che viene quotata 30 centesimi al chilo, la zucchina 50 e il pomodoro resta invenduto. Il mercato risente di una crisi generalizzata che ha travolto i produttori della fascia trasformata. “Tutti i prodotti sono sottocosto – dice Massimo Catalano, presidente della Coldiretti di Santa Croce – con gravi ripercussioni per il futuro delle aziende agricole. Di contro registriamo l’aumento dei prezzi sugli scaffali dei punti vendita con una forbice che si allarga sempre di più tra produttore e consumatore finale”. I prezzi nei campi diminuiscono e il costo delle materie prime aumenta. “Il problema non riguarda più solamente il gasolio, rincarato di oltre il 40% nell’ultimo anno – sottolinea il presidente della Coldiretti – ma anche i fitofarmaci, per cui sono previsti aumenti anche del 30-40% per i prodotti più utilizzati, senza parlare dei concimi: a noi risulta un aumento medio del 52%, con prodotti come il fosfato biammonico che costava circa 30 euro al quintale e ora viaggia attorno ai 100 euro”. Serve, secondo la Coldiretti, un progetto complessivo che tenga in considerazione innovazione tecnologica, ricerca e servizi allo sviluppo, promozione del Made in Italy, sostegno finanziario, semplificazione burocratica e aiuto al ricambio generazionale, mentre la vendita diretta, benché utile per accorciare la filiera, incide solo in modo marginale sul totale dei consumi dell’agroalimentare. “Piuttosto crediamo – conclude il presidente della Coldiretti di Santa Croce Camerina – sia utile cercare di incrementare e consolidare sempre più i rapporti con la distribuzione organizzata, per raggiungere intese relative alla fornitura dei prodotti e alla politica dei prezzi che determinino davvero vantaggi per gli agricoltori e per tutti i vari anelli della filiera”.

Fonte: Il Giornale di Sicilia

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