Home News Attualità Giocare con i propri figli: un piacere condiviso per farli crescere bene RUBRICA PEDAGOGIA
AttualitàNews

Giocare con i propri figli: un piacere condiviso per farli crescere bene RUBRICA PEDAGOGIA

Condividi
Condividi

I bambini hanno sempre giocato e trascorso molto del loro tempo a manipolare oggetti, esplorare l’ambiente, fingere scene e interpretare ruoli diversi. E’ solito sorprendere i bambini ad imitare  la madre, la maestra, o professionisti e personaggi ambiti quali il medico, il cantante,  la ballerina e, perché no, anche un astronauta durante un’importante missione sulla luna. I bambini escono così dalla realtà per giungere in un mondo fittizio, a metà strada tra l’immaginazione pura e il reale. Il gioco può essere definito un’attività volontaria e intrinsecamente motivata, che accompagna tutta la crescita del bambino, contribuendo al suo sviluppo cognitivo, sociale, emotivo e fisico.

Pur trattandosi della “più spontanea abitudine del pensiero infantile”- così come insinuava Piaget – rimane importante giocare con i figli, insegnando loro a farlo nel modo più corretto e con gli strumenti più adatti. Purtroppo sempre più rari sono i momenti di divertimento con i propri bambini, soprattutto in una società dove lavorare è necessità per entrambi i genitori che, rientrati in casa stremati dal lavoro, sono privi di energie per giocare con i propri figli. Giocare con i bambini è estremamente importante ed è una grande opportunità per insegnare  loro alcuni aspetti della vita in comune, e lo si può fare seguendo poche, ma buone regole.

Il primo messaggio che occorre trasmettere e che “non è sempre possibile giocare”, ci sono momenti dedicati al gioco e momenti per altre attività. La scelta del gioco è fondamentale: si possono scegliere giochi liberi o collettivi, regolamentati sempre da una serie di regole, poche ma chiare, che vanno rispettate. Non sottovalutare poi l’inventiva e la fantasia dei bambini, questa li aiuterà ad essere propositivi ed ad avere fiducia nelle proprie capacità creative e organizzative. Impariamo quindi a ritornare un po’ bambini e a giocare con loro come più desiderano, senza percepire ciò come una forzatura perché  “giocare non è dovere, ma piacere condiviso”.

Doriana Dipasquale

Condividi
Scritto da
Redazione

Il primo portale d'informazione sulla città di Santa Croce Camerina.

Articoli correlati

Santa Croce protagonista ad “Aria Pulita” con la partecipazione di Luca Agnello

Santa Croce Camerina è stata protagonista della trasmissione nazionale Aria Pulita, condotta...

Santa Croce Camerina celebra il Giorno della Memoria: gli studenti protagonisti

In occasione del Giorno della Memoria, il Comune di Santa Croce Camerina...

Tutela della costa: verso l’avvio degli interventi sul litorale di Santa Croce

La Regione siciliana ha comunicato il proprio ok all’ultimo passaggio dell’iter amministrativo...

Sicurezza urbana, il sindaco Peppe Dimartino riceve il nuovo Questore di Ragusa, Salvatore Fazzino

Il sindaco di Santa Croce Camerina, Peppe Dimartino, insieme alla Giunta comunale...