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Loris, parenti serpenti e Rete divisa: il circo dei social suggestiona tutti

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Su Facebook continua ad andare in scena, senza sosta, l’indignazione della Rete, in particolare del gruppo “Veronica  Panarello è innocente”, che sul social network ha già superato duemila like, dopo la conferma del Tribunale del Riesame di Catania, che ha mantenuto in cella la donna, accusata di avere assassinato suo figlio Loris e di averne gettato il corpo in una canale di scolo per le acque. Contemporaneamente il social si conferma “luogo di confronto” tra le parti in causa: le zie Antonella Stival e la sua omonima Panarello, Jessica Stival, e i nonni Francesco e Andrea che sembrano aver disattivato i loro account ufficiali da giorni ma hanno trovato modo di accusarsi a vicenda di “superficialità” e di offendersi senza mezzi termini anche per le recenti interviste rilasciate da qualcuno a tv e giornali.

In questa triste e tragica vicenda sembrano esserci tutti gli ingredienti di una realtà che non avrebbe bisogno di like e commenti di nessun genere, ma proprio la Rete sembra rendere tutto paradossalmente più facile: comunicando con migliaia di persone contemporaneamente non ci si cura di ledere la reputazione, quindi sembrano essere diventate necessarie e opportune espressioni offensive, denigratorie o espressioni dubitative, insinuanti, allusive, sottintese, ambigue, suggestionanti. I commenti per il modo in cui sono scritti fanno sorgere in chi li legge, e facciamo riferimento ad  una vasta platea non sempre attenta ma ben disposta ad unirsi al coro di proteste con un like o un commento a sproposito, un plausibile convincimento sull’effettiva rispondenza a verità dei fatti narrati e resi noti ad oggi da chi indaga sulla tragica morte di Loris. Proprio della ricostruzione dei fatti si occupano senza sosta gli inquirenti e sono attesi per le prossime ore ulteriori sviluppi che spiegano anche l’assedio mediatico nel quale il paese è ritornato nelle ultime ore.

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Redazione

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