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Stival non lavorerà per il comune di S.Croce: “Nomina diretta è impossibile”

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Davide Stival
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Il mancato rinnovo dell’incarico di autista presso il comune di Vittoria, ha riportato Davide Stival, padre del piccolo Loris, agli onori della ribalta. L’uomo era stato assunto dal precedente sindaco Giuseppe Nicosia, che adesso però non è più sindaco della città ipparina. Chi gli è subentrato – Giovanni Moscato – non ha proceduto al rinnovo per “questioni di coerenza” (leggi qua). Così, da più parti, si è sollevato un coro: “Perché non far lavorare Davide al comune di Santa Croce, ossia il suo comune?”. Con un intervento pubblicato sulla sua pagina Facebook, il sindaco Franca Iurato spiega che non è possibile: “Come già in precedenza e da più fronti, si chiede come mai non sia il Comune di residenza del giovane a offrire un’occupazione a questo papà affinché possa restare quanto più vicino possibile al suo bimbo, reduci entrambi da una dolorosa tragedia familiare. Quale Primo Cittadino, mi corre l’obbligo di spendere due parole sul perché il Comune di Santa Croce non abbia potuto e non può assumere Davide Stival: le assunzioni dirette di componenti di uno staff, come molti altri strumenti (quali Ufficio di Gabinetto, Ufficio Stampa etc etc), non sono di pertinenza dei comuni piccoli come il nostro, modalità invece possibili in comuni più grandi. Le assunzioni ordinarie presso il Comune di Santa Croce, così come per gli altri, passano da strumenti quali bandi, concorsi o precise graduatorie speciali, procedure impossibili da scavalcare. Un’assunzione diretta, come si richiede per questo caso o analoghi, si configura come reato di natura penale per abuso di atti d’ufficio. Quindi, dal punto di vista istituzionale, devo sottolineare l’impossibilità della cosa”.

“Dal punto di vista umano e personale, invece, chiedo, a chiunque sia nella facoltà di farlo, di dare un posto di lavoro a Davide. Approfitto, allora, anche di questa piazza virtuale per invitare titolari di aziende, di attività commerciali e chiunque della zona ne abbia la possibilità, a valutare l’assunzione di questo ragazzo per le competenze che lui offre, perché possa lavorare dignitosamente, senza allontanarsi troppo dall’altro bimbo. Non sarebbe certo la prima volta se, con il passaparola, la nostra piccola comunità desse prova di sensibilità trovando soluzioni e opportunità per chi vive, suo malgrado, situazioni particolarmente difficili. L’augurio è che il mio appello vada a buon fine, per la sensibile generosità di cui si è sempre potuta vantare l’intera comunità iblea”.

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