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Maledette discariche: c.da Grassullo è la foto di un sistema malato

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Ma veramente ci meritiamo questo? Strada Ragusa-Santa Croce Camerina, c/da Grassullo, territorio di Ragusa. “Il sindaco faccia qualcosa, faccia pulire, interessi gli uffici tecnici, metta le telecamere, insomma si muova. Non è possibile che vi siano queste discariche a cielo aperto. Sono una offesa alla nostra voglia di riscatto”. Questo è uno dei post apparsi su Facebook nei giorni scorsi.

Ancora oggi, dopo mesi di segnalazioni, continua l’orrendo spettacolo in contrada Grassullo, al confine fra i comuni di Ragusa e Santa Croce Camerina, sulla s.p.37, al chilometro 16,500. Da quando le Province Regionali (con il controllo sistematico della Polizia provinciale) sono state congelate, il controllo del territorio è praticamente allo sbando. Cumuli di spazzatura, non solo nell’area di sosta ma anche a ridosso dei muretti a secco, con sacchi colmi di rifiuti organici e rifiuti provenienti dall’edilizia, materassi, copertoni, elettrodomestici di ogni tipo, fanno capolino e stonano con il fantastico scenario fornito dalle campagne e dalle immense distese di aree verdi demaniali della Regione Siciliana. Le denunce fatte da Fare Ambiente in questi anni, ad amministrazioni sorde e insensibili ai problemi ambientali, ci convincono ancor di più che la pulizia, l’igiene e la salvaguardia di patrimoni ambientali non rientrano nei programmi di questi enti locali.

“Le amministrazioni possono essere di destra, di sinistra o grilline – spiegano i membri dell’associazione ambientalista -, ma i luoghi e i rifiuti purtroppo non cambiano e da oltre 6 mesi non sono mai stati portati via (malgrado diverse sollecitazioni). In questo modo si deturpano le poche aree verdi rimaste in questa provincia e non distrutte dai piromani. Confidiamo nell’autorevole intervento del sindaco di Ragusa Peppe Cassì (per competenza) per la rimozione immediata o del Prefetto di Ragusa affinché chieda l’intervento della Polizia Provinciale che per competenza possa vigilare e reprimere atti e usi definibili delinquenziali”.

Intanto, cresce l’allarme sanitario: la puzza attira ratti, cani randagi e zanzare. I medici e le loro organizzazioni segnalano i rischi (diossina, infezioni) che potrebbero derivare da questa situazione e chiedono di rafforzare i presidi sanitari. La presenza di cumuli di rifiuti infatti per più mesi, potrebbe inficiare la qualità dell’aria, dell’acqua e dei prodotti che quotidianamente consumiamo o con i quali siamo a contatto.

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Redazione

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