Frasca e Zisa scrivono al prefetto: “Valutare revoca della zona rossa”

"Vogliamo capire se i divieti sono stati stabiliti con criterio. Cittadini mortificati"

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Gli operatori commerciali sono stanchi, le forze politiche in subbuglio. Sono trascorsi quattro giorni dall’istituzione della zona rossa (il provvedimento scadrà il prossimo 22 aprile), ma di fronte all’incertezza dei numeri, e alle prospettive nefaste per molte attività, non ci si rassegna. E’ il caso della consigliera comunale Giusy Zisa (Api) e dell’ex assessore alle Attività produttive, attuale segretario di Territorio, Filippo Frasca, che hanno scritto una lettera al Prefetto: “Eccellenza, trasparenza e dati aperti sono fondamentali per la vita di tutti i cittadini, sia quando si parla di sanità che quando ci si occupa di lavoro – scrivono in una nota -. Queste ultime sono questioni che si intersecano tra di loro, sembra proprio che manchino dati epidemiologici aggiornati e disponibili, sulle cause dell’attuale istituzione della zona rossa per il Comune di Santa Croce Camerina. Dati aperti e comprensibili sono un diritto di tutti i cittadini e un dovere per le amministrazioni pubbliche – sostengono Zisa e Frasca -; se i dati sono fondamentali, lo sono anche la trasparenza, il diritto di sapere e di informare e, come stiamo facendo, il potere di segnalare casi di reale incongruenza, senza rischiare ripercussioni o critiche. Non chiediamo niente di più che semplici “informazioni” che altre istituzioni, non sentono l’obbligo o il bisogno di fornire al popolo, nonostante si tratti, di imporre e giustificare una decisione che grava sulle vite di ciascun cittadino, limitando la libertà personale ed il diritto al lavoro”.

“Le informazioni che chiediamo sono riferite ai numeri necessari per istituire la zona rossa Santa Croce Camerina, poiché siamo fortemente convinti dell’esistenza di errori di interpretazione del DPCM che individua il rapporto contagiati/popolazione su base “Settimanale”. Illustrissimo Signor Prefetto, è con vero sentimento di gratitudine e speranza che La esortiamo ad intervenire in maniera tempestiva per fare giungere, in maniera particolare, alle categorie produttive, le informazioni utili a stemperare gli animi di coloro che si ritengono collocati in zona rossa inopportunamente, al centro di un territorio che è rimasto arancione e nel particolare con contagi giornalieri in costante e netta diminuzione. La class action – spiegano Zisa e Frasca – avrà una risonanza mediatica di caratura nazionale e costerà alle istituzioni più di quanto si possa immaginare, rispetto agli eventuali ristori che non vedono arrivare. Eccellenza, ribadiamo, sono le informazioni che pretendiamo dalle istituzioni lontane dai cittadini, che da quello che apprendiamo e leggiamo nei vari siti web, sembrano fare a scarica barile: “Vogliamo capire se questa zona rossa è stata istituita con criterio o in maniera avventata sequestrando nelle proprie abitazioni e mortificando nelle attività lavorative, una comunità di 11123 abitanti”. A chi dobbiamo rivolgerci se non a Lei per avere chiarimenti? Non pretendiamo che la S.V. risponda alla nostra missiva, ma ci aspettiamo che un Suo sollecito, possa far scaturire una risposta da parte di chi è responsabile di tale provvedimento! Una risposta chiara, leggibile, comprensibile da tutti, una risposta che ci faccia sentire partecipi di un unico progetto istituzionale”.

“Riporti queste istituzioni sulla retta via – è l’invito dei due esponenti politici – perché sembra che non ci sia un dialogo tra Istituzioni e il Popolo, che resta “Sovrano” nelle Sue prerogative di difesa dei diritti e delle libertà sancite nella Costituzione alla quale stiamo cercando di dare voce. In conclusione, se la verifica dovesse dare ragione alle nostre perplessità, la prego di non esitare nel sollecitare le istituzioni preposte per l’apertura immediata dei diversi settori commerciali costretti ad abbassare le saracinesche dal nove aprile al ventidue, per rendere giustizia ad un intero territorio”.

Il sindaco ringrazia il prefetto per l’aumento dei controlli

Un altro messaggio al prefetto, Filippina Cocuzza, è arrivato questa mattina dal sindaco Barone: “È stata una risposta celere ed efficace – dice il Sindaco Barone – quella delle forze dell’ordine al mio appello di aiuto nel far rispettare i divieti imposti dall’ordinanza regionale che impone la zona rossa a Santa Croce Camerina. Lo scorso venerdì, giorno dell’entrata in vigore della zona rossa, avevo lanciato un appello a tutte le forze dell’ordine per avviare un controllo a tappeto a causa dei numerosi assembramenti che avevamo segnalato in città. Nello stretto giro di poche ore, i Carabinieri e le altre forze di polizia, sono stati presenti su tutto il territorio camarinense garantendo il rispetto delle norme che regolano la zona rossa. Grazie al Prefetto di Ragusa, S.È. Filippina Cocuzza, e a tutte le forze dell’ordine per aver recepito la richiesta di aiuto nel controllo del territorio che sarà garantito per il resto dell’ordinanza regionale.”

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