Dimartino: “Un incarico da 10 mila euro non giustifica il clamore”

Il presidente delle Ordine degli Ingegneri torna sulla polemica con Nello Dipasquale

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“In merito alle notizie e le polemiche che continuano a susseguirsi sugli organi di stampa e che riguardano gli incarichi conferiti dalla Struttura Tecnica di Supporto nell’ambito di attuazione del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana, è necessario fare delle precisazioni, visto anche il respiro politico regionale che la vicenda ha assunto e che mi vede coinvolto mio malgrado”. Lo scrive in una nota l’ingegnere Vincenzo Dimartino, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ragusa, che nei giorni scorsi è finito al centro di una polemica sollevata dal deputato regionale del Pd, Nello Dipasquale. Secondo il parlamentare ibleo, infatti, a Ragusa “ben tre incarichi professionali su quattro sono stati affidati allo stesso professionista, un ingegnere, nello specifico coordinatore della sicurezza per l’ospedale Maggiore di Modica, coordinatore della sicurezza per l’ospedale Guzzardi di Vittoria, direzione lavori per il Giovanni Paolo II di Ragusa. Ciò rappresenta già qualcosa di anomalo – aveva detto Dipasquale – se si considera che la normativa di riferimento vieta espressamente affidamenti allo stesso operatore per la medesima categoria di servizi per il principio della rotazione degli affidamenti degli incarichi”.

“Sul piano della comunicazione, stante che gli atti politici e ispettivi attengono alla sfera istituzionale, che non mi compete e che rispetto, dispiace rilevare come si sia dato risalto mediatico ad informazioni evidentemente incomplete, acquisite solo presso l’ASP di Ragusa e non invece presso la struttura commissariale che le ha emanate e ne detiene gli atti originali – scrive Dimartino nella nota -. In effetti ribadisco che dei tre incarichi su 287 complessivi, formalmente affidati tra novembre 2020 e febbraio 2021 (e dunque non in pochi giorni), sono titolare di un solo incarico, relativo a coordinatore della sicurezza in fase esecutiva per l’allargamento della Terapia intensiva dell’Ospedale di Vittoria, per un importo stimato di circa 10 mila euro. Somma che non disprezzo ma che non ritengo minimamente paragonabile alle esorbitanti somme affrettatamente pubblicate (150 mila euro ad incarico) e certamente non correlabili con le responsabilità e i rischi sottesi ad un incarico vieppiù fiduciario perché da svolgere in area ospedaliera Covid ed in regime di somma urgenza. In provincia di Ragusa – continua la nota dell’ingegnere – gli incarichi sono ben più di tre, come superficialmente rilevato, in quanto in quattro siti diversi e con almeno tre professionisti coinvolti in ciascun sito. In quest’ultima ottica, l’incarico relativo alla medesima funzione presso il P.O. di Modica mi è stato affidato e revocato questa volta sì nell’arco di pochi giorni) e meraviglia che l’ASP di Ragusa non abbia contezza che lo stesso è stato immediatamente affidato ad altro professionista, così come ad altri professionisti è stata affidata la direzione lavori, sia di questo lavoro sia di quello relativo al nosocomio di Vittoria. In questo senso era ed è tuttora sufficiente leggere i cartelli di cantiere che riportano i rispettivi nominativi e l’indicazione che ‘ulteriori informazioni possono essere acquisite presso l’Ufficio del Commissario Delegato, piazza Ottavio Ziino etc…’”.

“L’Italia delle emergenze – conclude Dimartino – cataloga in maniera diversa i volontari che, come me, si recano gratuitamente nelle zone terremotate e quelli che con lo stesso spirito aderiscono senza indugi alla “chiamata” in periodo di pandemia, anche se retribuiti. Allo stesso modo rincresce che si possa ignorare il fatto, ben più rilevante per il territorio, che l’intervento relativo all’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, previsto a novembre 2020 e di cui avrei dovuto svolgere la direzione dei lavori, non sia stato più avviato e anzi pare escluso dalla immediata programmazione emergenziale. Forse su questo si sarebbe dovuta concentrare l’attenzione di un Parlamentare attento alle esigenze del territorio! Perdonatemi, infine, un’ultima riflessione solo apparentemente personale. L’imminenza delle elezioni di rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri che ho l’onore di presiedere per il secondo mandato concesso, ha forse acuito un interesse verso la persona e il professionista, altrimenti secondari nella vicenda, e che forse non merito”.

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