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Giornate Fai di primavera: a Ragusa il debutto del palazzo Antoci

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Sabato 26 e domenica 27 marzo la Delegazione FAI di Ragusa ha organizzato due giorni intensi che hanno condotto alla scoperta di luoghi di grande attrazione, catalogati come patrimonio artistico e culturale del nostro territorio. Durante le Giornate FAI diventano visitabili a tutti oltre 700 luoghi in Italia, solitamente inaccessibili o poco conosciuti, in 400 città, con un contributo libero e nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Proprio quest’anno, in occasione del trentesimo anniversario di questa importante manifestazione, è stato aperto il Palazzo della famiglia Antoci.

“Per celebrare il trentennale delle Giornate FAI di Primavera – afferma il Capo Delegazione di Ragusa avvocato Gisella Scollo Pacetto – ho pensato a questa Antica dimora gentilizia del cavaliere Rosario Antoci che nel 1820 fece edificare il primo nucleo di quello che nei decenni successivi divenne uno dei palazzi storici più prestigiosi della città, Palazzo Antoci. Un Palazzo nel ‘piano del Patro’, nella Ragusa superiore e che ha recepito il vento di innovazione artistica dettato dall’eleganza dell’Art Nouveau e dalle linee dolci e sinuose del Liberty che si stavano affermando in tutta Italia e nel mondo”.

In queste due giornate Fai di Primavera si è registrata, a Ragusa, una grande partecipazione. “Il palazzo degli Antoci- commenta il Capo Delegazione – “rappresenta un vero fiore all’occhiello del patrimonio artistico culturale della città di Ragusa, pertanto si ringraziano i proprietari, Professor Lorenzo Pinzero, la moglie Professoressa Antoci e la figlia Raffaella per la grande disponibilità e sensibilità mostrata nei confronti del FAI e della collettività, mettendo a disposizione per l’occasione, il loro bene. Gentilissimi padroni di casa che rispecchiano la vera nobiltà ed il senso di ospitalità tipicamente siciliano ed ancor di più, tipico della nostra bellissima provincia”. Si ringraziano tutti i volontari nonché gli apprendisti ciceroni che hanno condotto le molteplici visite, illustrando dettagliatamente i tesori del Palazzo Antoci e l’Associazione dei Carabinieri per aver prestato attraverso i propri volontari associati, il servizio di vigilanza.

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