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Consiglio: scintille tra Ferrara e gli uffici. Tornerà l’acqua pubblica

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Potrebbe essere stata l’ultima seduta del Consiglio comunale dell’era Barone. Il pepe di certo non è mancato. Merito dell’assessore Paolo Ferrara, che durante la discussione del terzo punto all’ordine del giorno – cioè l’approvazione dello statuto della nuova società di gestione del servizio idrico integrato (Iblea Acque S.p.a.) – ha denunciato la lentezza degli uffici nel proporre la delibera all’aula per l’approvazione: “Questo atto è arrivato a palazzo di Città il 21 aprile. Perché al presidente del Consiglio comunale è stato consegnato appena una settimana fa? Dico questo – ha detto Ferrara, riferendosi alla segretaria comunale – perché non vorrei che venisse imputato all’Amministrazione di portare le cose all’ultimo minuto. Perché non è così”. La segretaria Gruttadauria ha spiegato che tutte le delibere “passano dal protocollo e vengono trasmesse agli uffici, che le lavorano secondo un ordine di priorità. Noi facciamo sempre un passaggio in giunta: questa volta non è accaduto per accelerare l’iter”. L’architetto Occhipinti, dell’Ufficio tecnico, ha illustrato il lavoro fatto a corredo della proposta.

Ma Ferrara non è contento: “Questo genere di delibera, uguale per tutti i Comuni, non passa dalla giunta. Si è perso tempo inutilmente e temo avverrà la stessa cosa per il bilancio. A proposito, presidente, le è stato consegnato?”. La risposta di Mandarà è negativa. “Eppure – sostiene al termine dei lavori Ferrara – la giunta l’ha già approvato”. Lo strumento contabile, che rappresenta il lascito dell’Amministrazione Barone a chi verrà dopo e contiene alcune voci indifferibili (in primis, i servizi alla persona), non ha ancora cominciato il proprio iter. Il presidente del Consiglio, una volta ricevuto l’atto, dovrà avviare un confronto coi consiglieri e sottoporre il documento alle valutazioni dei colleghi per gli eventuali emendamenti: vista la scadenza elettorale non sembrano esserci i tempi tecnici.

L’approvazione dello Statuto di Iblea Acque (con l’astensione di Giavatto) sancisce un graduale ritorno all’acqua pubblica. Il Comune di Santa Croce, già nel 2018, aveva aderito all’Ati Ragusa, scegliendo un sistema di gestione in house (scelta rivendicata dal sindaco Barone anche stasera). La Mediale, nel 2023, dovrebbe essere soltanto un ricordo. A margine della seduta di questa sera, l’assessore Ferrara ha comunicato che, dopo le sue sollecitazioni (compresa un’interrogazione alla Camera dell’on. Carmelo Lo Monte del gruppo Misto), entro il 23 giugno verrà sostituito l’Atm dell’Ufficio Postale: “Ho assunto questo impegno con la città e sono riuscito a rispettarlo – dichiara – Abbatteremo i tempi per l’erogazione del servizio (circa 15 minuti) ed eviteremo code e assembramenti di fronte alle Poste. Tutti i santacrocesi potranno beneficiare di un sistema più innovativo”.

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