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“Quella carezza della sera”: un saggio per educare e prevenire il bullismo

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“Quella carezza della sera” è un saggio scritto dal dott. Giuseppe Raffa, presentato al pubblico sabato 17 maggio scorso nella sede dell’associazione UNITRE di Santa Croce Camerina, in uno degli appuntamenti previsti in calendario in occasione del trentennale dell’associazione, ospitata nei locali del Museo Demologico Camarinense.

In quest’anno ricorrono i 50 anni della fondazione dell’UNITRE nazionale e i 30 anni di quella di Santa Croce Camerina. Da qualche anno, l’associazione non si definisce più “Università della Terza Età”, ma “Università delle Tre Età”, proprio per consentire l’ingresso in essa di associati di tutte le fasce di età.

Nel 1995, seguendo la scia di altre realtà locali, venne fondata a Santa Croce Camerina l’UNITRE, un’associazione senza scopo di lucro basata sul volontariato, che da quest’anno ha assunto la qualifica di associazione di promozione sociale.

Il dott. Raffa è stato accolto sabato pomeriggio dal primo cittadino Dimartino e dalla presidente dell’associazione, Maria Rosa Vitale, e ha dialogato con Antonello La Mattina approfondendo le diverse tematiche del bullismo trattate nel saggio.

Senza anticipare troppo i contenuti del testo, è opportuno sottolineare che nel corso dell’incontro si è ribadita più volte la necessità di prevenire il fenomeno attraverso un “Piano Marshall educativo”, un’espressione usata in senso metaforico per indicare l’urgenza di un intervento straordinario e massiccio nel sistema educativo, simile per portata a quello economico del dopoguerra.

Un Piano Marshall educativo è un appello al Governo centrale, e poi a quello regionale, a non trattare l’educazione delle giovani generazioni come un settore qualunque, ma come un investimento prioritario per il futuro della società, specialmente in momenti di crisi educativa o grande trasformazione, come quello che stiamo vivendo dopo il periodo Covid. L’obiettivo è rafforzare il sostegno psicologico e relazionale, innovare la didattica tradizionale e andare oltre le riforme attuali, che si limitano ad aspetti come la valutazione degli alunni e il reclutamento dei docenti.

In un territorio con un alto tasso di dispersione scolastica, dove il numero degli alunni extracomunitari supera il 50% per classe, come il nostro, si è stati tutti d’accordo — anche attraverso gli interventi del pubblico presente — nel richiedere questo tipo di intervento straordinario, con la certezza che potrebbe realmente offrire pari opportunità a tutti i bambini e ragazzi.

L’UNITRE, con questa iniziativa, ancora una volta si è schierata a fianco dei giovani, a supporto delle famiglie, spesso incapaci di intervenire correttamente nel processo educativo dei nativi digitali, e in collaborazione con le scuole che intendono aprirsi alle iniziative del territorio.

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