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Speciale F1 Santa Croce Camerina: Rombo di motori al “Curvone del Civico Consesso”

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Signore e signori, allacciate le cinture (e tappatevi il naso, a seconda dell’aria che tira): siamo in diretta esclusiva dal circuito “Palazzo del Cigno” di Santa Croce Camerina per l’inizio delle prove libere della prossima, emozionante, campagna elettorale. L’odore acre di benzina si mescola a quello, più pungente, di vecchi rancori e nuove ambizioni. I bolidi sono ai box, i piloti si scaldano, e il Circus Politico Camarinense è pronto a regalarci brividi e colpi di scena. Al momento, la griglia di partenza è un duello tra titani della domenica, con solo due scuderie che hanno osato mettere le ruote sull’asfalto.

La Pole Position: Scuderia “Aquila Imperiale” (ex-CambiaVerso Racing)
In pole position, senza avversari diretti che gli contendano la prima piazzola, troviamo il team che fu civico e che oggi sventola con orgoglio il tricolore della destra meloniana: la Scuderia “Aquila Imperiale”, il cui motore è un monoblocco marchiato Fratelli d’Italia.

Il pilota di punta, l’unico attualmente in pista, è il confermatissimo Peppe Dimartino, il Max Verstappen della politica santacrocese (per la gioia dei suoi, per l’orticaria degli altri). La sua monoposto, a trazione “PNRR-posteriore”, sfreccia sul rettilineo delle inaugurazioni. Si dice che il telaio sia stato progettato dalla precedente amministrazione, ma l’aerodinamica social, finanziata con i soldi di tutti noi, è pura arte dimartiniana. Un’immagine patinata che oscura il fatto che il garage, a livello di qualità e quantità di meccanici, non ha esattamente fatto passi da gigante.

Il team, evolutosi da un’officina civica a un partito vero e proprio, ha perso pezzi importanti per strada. Hanno salutato la compagnia i meccanici della sinistra, rimasti a piedi nel 2022. E si mormora che stia per abbandonare la squadra anche il Capo Meccanico (alias Presidente del Consiglio) che, poverino, aveva creduto nel sogno romantico del civismo e dell’autonomia locale, non nel “Manuale di Partito, edizione Fascicolo 1”.
Curiosità: tra i meccanici al muretto box, rivediamo una vecchia conoscenza, l’ingegner Filippo Frasca, già assessore e pilota arrivato ultimo nella gara precedente. Un ritorno che fa pensare che in questa scuderia il riciclo sia una pratica consolidata.

“Nota tecnica: la squadra ha ingaggiato due nuovi consiglieri-piloti transitati dall’opposizione, probabilmente attratti da un assetto più aerodinamico e dalla promessa di un pit-stop prioritario. Nel paddock, si sa, chi tradisce la scuderia una volta è un pilota su cui è difficile scommettere, perché lo farà ancora. La credibilità, a volte, vale meno di un posto in griglia. Ma tant’è: la pole position è loro”.

La Seconda Fila: L’Invincibile Armata (Laboratorio Politico Camarinense)

Dalla seconda fila, con un rombo che sembra più un brontolio di stomaco da troppi cuochi in cucina, parte la Scuderia “Invincibile Armata” (Laboratorio Politico Camarinense). Sulla carta, è il dream team anti-Dimartino, un’accozzaglia gloriosa di partiti e movimenti: PD, Forza Italia, Democrazia Cristiana, e le officine locali Territorio e Insieme per Santa Croce.
Sembra la partenza di una 500 Miglia di Indianapolis, con ex-candidati sindaci (Mandarà, Barone, Allù) che si accalcano per un posto al volante. Un’armada che, sulla carta, ha tutte le carte in regola per sconfiggere il poleman, a patto che riescano a far entrare tutti nell’abitacolo.

L’incognita principale, che al momento li tiene in seconda fila, è duplice:
Chi guida il mezzo? Ci sono troppi team manager e nessun pilota. Si cerca disperatamente una figura autorevole, professionale, con esperienza di lavoro e di gestione della cosa pubblica. Un “volenteroso e dignitoso professionista” che non sia il solito vecchio politicante, né un 30enne con il solo pregio del cognome ereditato. Un uomo o donna di sostanza, non di sesso o bandiera. La ricerca del “Messia Civico” è aperta.

L’assetto del PD

Il Partito Democratico ha delle fazioni interne che sembrano le montagne russe. La presenza a bordo di Forza Italia o della Democrazia Cristiana potrebbe far storcere il naso ad alcuni esponenti storici del partito, rischiando una rottura del semiasse prima ancora del via.

Insomma, i motori sono accesi, l’aerodinamica si sta testando a colpi di comunicati stampa. Una cosa è certa: le prove sono iniziate e vi terremo aggiornati su ogni sorpasso, ogni testacoda e ogni pit-stop. “Che vinca il migliore, o almeno quello che non fonde il motore prima del traguardo. Noi rimaniamo a bordo pista a osservare questo gran premio, ricordandoci sempre che: ‘A tàvula cunzata, nun si sciarria nuddu’ (A tavola apparecchiata non litiga nessuno). Il problema, a Santa Croce, sarà capire chi rimarrà seduto e chi dovrà sparecchiare. A presto per i prossimi tempi sul giro!”.

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