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Il Teatrino Camarinese: Tra Fratelli (Coltelli), Messia e il Valzer delle Poltrone

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Mentre il Consiglio Comunale si prepara al mistico rito dell’approvazione del bilancio di previsione – quel momento magico in cui si promette di trasformare l’acqua in vino (o almeno i debiti in asfalto) – le quinte di Palazzo di Città vibrano di un fermento che nemmeno il calciomercato di riparazione saprebbe generare. Proprio in queste ore, ci arrivano dalle nostre fonti notizie fondate di alcuni movimenti importanti che segnano la vita politica locale e che promettono di ridisegnare la mappa del potere cittadino.

𝐋𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 “𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐨𝐭𝐢” (𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐛𝐮𝐬 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐕𝐞𝐫𝐬𝐨)
L’evento clou della prossima seduta non sarà la contabilità, ma la chimica delle poltrone. I consiglieri comunali, freschi di “folgorazione sulla via della Fiamma” dopo essere transitati recentemente sotto l’ala di Fratelli d’Italia (e di conseguenza approdati in maggioranza), sembrano ormai orientati a formalizzare il gruppo consiliare del partito della Meloni in Consiglio Comunale. Il vero “totopotere” riguarda però i consiglieri di CambiaVerso: chi di loro si aggiungerà per rinforzare la truppa? Il salto della quaglia è ormai una disciplina olimpica, e resta da capire chi deciderà di cambiare verso… restando però ben saldo sulla stessa sedia.
Ma non è tutto oro quel che luccica sotto il vessillo di Giorgia. Le voci di corridoio – quelle che i protagonisti smentiranno con la stessa enfasi di un bambino sorpreso con le mani nella marmellata – parlano di due correnti interne a FdI: i “Fedelissimi del Sindaco” e i “Nemici Amatissimi”. Una spaccatura che rende il partito più simile a un condominio in rivolta che a una forza di governo granitica.

𝐎𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨: 𝐌𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐜𝐜𝐡𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐢
Tutta questa manovra, questo gran movimento di truppe e vessilli, sembra avere un unico, nobile (si fa per dire) scopo: portare in Giunta Carlo Occhipinti. Il segretario cittadino attende sulla sponda del fiume, sospinto dai consiglieri “neo-patrioti” che faranno da traino all’operazione. Il quesito per i cittadini resta però irrisolto: questo trasformismo 2.0 cosa porterà in dote alla città, oltre a una nuova targa sulla porta di un ufficio?

𝐈𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 “𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢”
Clima gelido, invece, per il Presidente del Consiglio. Tradito dal manuale Cencelli e dai patti non mantenuti, si è visto recapitare un “Gran Rifiuto” dal Sindaco: niente assessorato di metà legislatura. Risultato? I rapporti con il suo movimento civico sono ai minimi storici e la voglia di tornare alle origini è tanta. Il Presidente sembra pronto a rispolverare il suo vecchio amore: l’opposizione dura e pura. Lo vedremo presto passare dal campanello della presidenza alle barricate dei banchi di minoranza? In politica, si sa, il rancore è un carburante ad alto numero di ottani.

𝐈𝐥 𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐢: 𝐂𝐞𝐫𝐜𝐚𝐬𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚
Nel frattempo, fuori dal Palazzo, il “Laboratorio Politico Camarinense” è un cantiere aperto dove si prova a montare un mobile Ikea senza istruzioni. Il problema? Troppi galli nel pollaio, troppi generali senza truppe e troppe riflessioni inconcludenti.

L’obiettivo è ambizioso: estrarre dal cilindro un “Candidato Messia”. Una figura mistica capace di mettere d’accordo tutti e fare resuscitare anche i fantasmi dell’opera (politica) come la DC, il PD e Forza Italia, che recentemente versano in grave stato di salute a livello provinciale, regionale e nazionale; a Santa Croce, questi partiti sembrano attualmente in stato di coma farmacologico, in attesa di un miracolo che li faccia tornare rilevanti prima che il prossimo bilancio diventi… consuntivo.

In questo grande laboratorio a cielo aperto, dove le alleanze durano quanto un gelato al sole di Punta Secca, la sensazione è che si stia giocando una partita dove le regole cambiano a ogni mano. Ma a Santa Croce la politica segue una saggezza antica:

“𝐒𝐢 𝐯𝐮𝐭ò 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐞 𝐬’𝐚𝐦𝐦𝐢𝐬𝐜𝐚𝐮 𝐥𝐮 𝐦𝐚𝐳𝐳𝐮”.
Resta da vedere se, dopo aver mischiato così bene, ai cittadini resterà in mano almeno una carta vincente o se, come al solito, pagheranno solo il conto del tavolo. Insomma, tra rimpasti, correnti e vendette personali, la politica santacrocese si conferma il miglior spettacolo gratuito in città. Peccato che il biglietto, alla fine, lo paghino sempre i contribuenti.

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