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Santa Croce 2027: tra campi di sogni, asfalto europeo e il “valzer del civismo” notturno

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Settimana intensa a Santa Croce Camerina, dove l’odore dell’erba sintetica appena omologata si mescola al profumo inebriante dei milioni europei e al sudore freddo della politica post-referendaria. Un mix letale che sta trasformando il Palazzo di Città in una via di mezzo tra un set di Cantiere Italia e una puntata di House of Cards in salsa camarinense.

𝐋’𝐎𝐦𝐨𝐥𝐨𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 “𝐒𝐚𝐜𝐫𝐨 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐨”
Partiamo dalle basi: lo Stadio Kennedy è finalmente pronto. La Lega Nazionale Dilettanti ha dato il via libera e il Sindaco, con la grazia di un centravanti d’area, non si è fatto sfuggire l’occasione per la classica passerella istituzionale. Tra visite del CONI e delegati di Sport e Salute, sembrava di essere alla vigilia della finale di Champions League. Un “segnale importantissimo”, dicono. Certo, avere un campo a norma è una notizia, ma vederlo celebrato come l’allunaggio del 1969 fa sorgere un dubbio: siamo sicuri che l’impegno per lo sport si misuri in metri quadri di sintetico o forse nel numero di selfie prodotti per i social?

𝐅𝐔𝐀 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐢, 𝐌𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢
Passiamo alle cose serie (o almeno a quelle costose). A Palermo, mentre i nostri assessori probabilmente cercavano il tasto “unisciti alla call” da casa, è stato firmato l’accordo (L’intesa, sottoscritta dal presidente della Regione Renato Schifani e dal sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì, riguarda sei comuni del comprensorio provinciale, tra cui Santa Croce Camerina) per la FUA (Area Urbana Funzionale). Santa Croce porta a casa un bottino niente male: parcheggi a Punta Secca, riqualificazione a Caucana e la ciclabile verso Marina di Ragusa.

Qui la satira deve fermarsi per un applauso: stavolta la passerella ha portato i soldi. Miracolo! Resta solo un piccolo dettaglio: quando vedremo la prima pietra? Perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare della burocrazia, e il rischio che queste opere diventino come certi acquisti online — bellissimi in foto, ma chissà se arrivano per il 2027 — è dietro l’angolo. Tutto il resto, al momento, rimane “fuffa” mediatica.

𝐈𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐁𝐢𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞: 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐨𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐨𝐭𝐭𝐞
Mentre si sogna la ciclabile, la politica corre ai ripari. Lo tsunami referendario ha lasciato macerie pesanti: nonostante gli sforzi della coalizione per convincere la gente, la città ha risposto con un “No” secco e inappellabile. Uno schiaffo che ha messo a nudo la doppia faccia della gestione attuale: civismo di facciata durante il giorno, per apparire “vicini al popolo”, e corsa ai simboli di Fratelli d’Italia di notte, per tentare la scalata alle gerarchie provinciali.

Sentendo puzza di bruciato per il 2027, la mossa post-scoppola è stata tentare l’approccio con il movimento Territorio di Santa Croce. L’obiettivo? Palese: spaccare il “laboratorio politico” che l’opposizione sta costruendo. Curioso: perché cercare loro e non Forza Italia o la Nuova DC, che governano con lui a Roma e Palermo ma a Santa Croce gli fanno una guerra spietata? Forse perché con chi mastica politica davvero i nodi vengono al pettine, mentre col vessillo civico si spera ancora di incantare qualche anima candida.

𝐋𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐚𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐀𝐒𝐓𝐑𝐀: 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐨 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚?
In questo mare in tempesta, c’è un’unica roccia: l’associazione ASTRA. Ma non chiamatela solo “volontariato”. Per come è strutturata — con consiglieri comunali e fedelissimi incistati nei gangli del potere — ASTRA è un vero e proprio partito locale di fatto.

I suoi membri formano una falange d’acciaio attorno al Sindaco, garantendo un supporto totale e privo di compromessi. Mentre gli altri litigano, ASTRA osserva la danza delle poltrone con la sicurezza di chi occupa già le postazioni strategiche. Chissà come mai tanta abnegazione? Forse perché il civismo a Santa Croce è un abito che sta bene a tutti, ma viene cucito su misura solo per i soliti noti?

𝐕𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟕: 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐨 𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐅𝐫𝐞𝐝𝐝𝐨?
Il clima in Fratelli d’Italia è da crisi di nervi. Da una parte i “fedelissimi ad occhi chiusi”, dall’altra i “delusi dal rimpasto” che, rimasti senza l’agognato assessorato, chiedono a gran voce quel “repulisti” che molti cittadini auspicano.

Quanto può reggere un’amministrazione dilaniata tra ambizioni personali e correnti affamate di incarichi? Il Sindaco ha capito che politicamente si può perdere. Fischio d’inizio? No, quello era solo per l’erba sintetica dello stadio. La vera partita, quella dove non si vince con i selfie ma con la coerenza, è appena cominciata. Perché, come ricorda la saggezza dei nostri vecchi:
“𝑸𝒖𝒂𝒏𝒏𝒖 𝒂 𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂 è 𝒓𝒖𝒑𝒑𝒂 𝒓𝒖𝒑𝒑𝒂, 𝒄𝒊 𝒗𝒂 ’𝒏𝒕𝒐 𝒎𝒆𝒏𝒛𝒖 𝒄𝒖 𝒏𝒖𝒏 𝒄𝒊 𝒄𝒖𝒑𝒑𝒂”.
(Quando la corda è piena di nodi, finisce che paga chi non ha colpa).

Resta da vedere chi rimarrà impigliato tra questi nodi quando la giostra del potere smetterà di girare. Perché a forza di fare il civico di giorno e il patriota di notte, il rischio è il jet-leg politico: scendere dalla giostra col mal di mare e scoprire che, nonostante il prato nuovo dello stadio, sei già finito in fuorigioco.
Ci vediamo al traguardo del 2027. Portate i pop-corn: la nebbia in porto si fa fitta.

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