Nella splendida cornice del Teatro Comunale Vittoria Colonna, gremito in ogni ordine di posti, giovedì 30 aprile è andato in scena “Il Paese dei Tempi”, lo spettacolo conclusivo del progetto “Granaio Culturale”, esito dei laboratori di teatro integrato e letture spettacolari curati dalla cooperativa Nuovi Orizzonti Cooperativa Sociale, presieduta da Marilena Meli.

Lo spettacolo ha visto protagonisti circa 50 ragazzi tra i 10 e i 17 anni del centro giovanile “Granaio Culturale” di Vittoria, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di trasformarsi in una riflessione collettiva sul valore del tempo e dei diversi ritmi di vita. All’evento erano presenti l’assessore ai Servizi Sociali Francesca Corbino, l’assessore alla Cultura Arturo Barbante e la presidente dell’ente capofila Donata Stracquadaini, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un progetto che ha messo al centro i giovani e la comunità.
Il progetto “Granaio Culturale”, nato da un lavoro di coprogettazione tra enti del Terzo Settore e il Comune di Vittoria, con capofila la cooperativa sociale Fo.Co. Onlus, è stato selezionato e finanziato nel 2022 nell’ambito dei fondi destinati alla realizzazione di spazi aggregativi promossi da Con i Bambini Impresa Sociale. L’iniziativa ha rappresentato il primo spazio aggregativo giovanile della città, pensato come luogo di prossimità capace di promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva di adolescenti e preadolescenti, offrendo loro opportunità di crescita educativa, formativa e personale.
In questo contesto si è inserita la collaborazione con il Liceo Mazzini, partner di progetto, da cui provenivano molti dei ragazzi coinvolti nel progetto, rafforzando il legame tra scuola, territorio e progettualità educativa.
“È proprio all’interno di questo percorso che lo spettacolo è nato – dichiara Marilena Meli presidente della Coop. Soc. Nuovi Orizzonti – sviluppandosi attraverso un’esperienza condivisa fatta di ascolto, relazione e scoperta. Il lavoro non si è limitato a essere una rappresentazione teatrale, ma si è configurato come un viaggio nel modo in cui ciascuno vive il proprio tempo”.
Sul palco hanno preso forma il tempo lento, il tempo veloce e il tempo instabile: ritmi diversi che non si sono contrapposti, ma hanno dialogato tra loro trasformandosi in valore. Attraverso il corpo, la voce, il gesto e la relazione, i partecipanti hanno costruito uno spazio espressivo inclusivo, rispettoso dei tempi individuali, dimostrando come ogni ritmo potesse trovare armonia nell’incontro con l’altro.
Il messaggio che è emerso è stato chiaro e profondo: ogni tempo ha valore e, insieme agli altri, può diventare armonia. Lo spettacolo si è posto, quindi, come un invito a guardare l’altro con uno sguardo nuovo, a riconoscere la ricchezza delle differenze e a rallentare quando necessario, trasformando il teatro in uno spazio autentico di incontro tra persone, esperienze e sensibilità diverse.
“Questo lavoro non ha offerto risposte
– afferma Rosanna Venerando vicepresidente della Nuovi Orizzonti – ma si è proposto come uno specchio capace di restituire il rapporto tra il nostro ritmo naturale e quello imposto dalla società. Non si è trattato di un invito a tornare bambini, ma a imparare da loro a vivere il tempo in modo più autentico, presente e vero, restituendo al teatro la sua funzione più profonda: creare connessioni e generare consapevolezza”.