{"id":12945,"date":"2014-02-05T14:25:49","date_gmt":"2014-02-05T13:25:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=12945"},"modified":"2014-02-06T10:16:45","modified_gmt":"2014-02-06T09:16:45","slug":"procuravano-permessi-di-soggiorno-ai-cinesi-con-documenti-falsi-due-santacrocesi-ai-domiciliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2014\/02\/05\/procuravano-permessi-di-soggiorno-ai-cinesi-con-documenti-falsi-due-santacrocesi-ai-domiciliari\/","title":{"rendered":"Scandalo permessi di soggiorno: sgominata banda di falsari <font color=red>(VIDEO)<\/font color>, arrestati anche due santacrocesi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Squadra Mobile di Ragusa ha disarticolato un\u2019associazione a delinquere che percepiva dai 7 ai 9 mila euro a pratica per far permanere in Italia cittadini cinesi, mediante il rilascio di un permesso di soggiorno ottenuto con documenti falsi. Questi erano gli incassi dell\u2019associazione smantellata a Ragusa su coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania. Sono stati arrestati, in esecuzione dell\u2019ordinanza di custodia cautelare, Qiyin Zhunato della Cina Popolare, 56 anni, imprenditore tessile; <strong>Antonino Di Marco<\/strong>, ragusano di 44 anni, titolare di un\u2019agenzia d\u2019affari; Salvatore Distefano, nato a Chiaramonte Gulfi, 53 anni, commerciante ambulante e vicepresidente dell\u2019Asd Comiso Calcio; <strong>Giorgio Cappello<\/strong>, tecnico della prevenzione dell\u2019Asp, ragusano di 51 anni; Giovanni La Terra, 71 anni, comisano, imprenditore agricolo; e Giuseppe La Terra, 45 anni, comisano, imprenditore agricolo. Secondo le risultanze della Polizia di Stato sono centinaia le pratiche presentate dagli associati all\u2019Ufficio Immigrazione della Questura. E\u2019 stato proprio l\u2019elevato numero di cittadini cinesi provenienti da tutta Italia per presentare domanda di rilascio del permesso di soggiorno a Ragusa che ha fatto insospettire gli operatori di Polizia, facendo cos\u00ec iniziare le indagini. Da un primo controllo a campione della Polizia, si costatava sin da subito che alcune pratiche erano composte da documenti falsi e per questo venivano disposti dal Questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, pi\u00f9 verifiche, anche presso le abitazioni di chi dichiarava di ospitare cinesi come badanti o ancora di risiedere a Ragusa per ottenere il ricongiungimento familiare. Dalle serie considerevole di controlli emergeva essere in opera una associazione finalizzata a procurare il titolo di soggiorno ad una molteplicit\u00e0 di \u201cclienti\u201d costretti a pagare fino a 9.000 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Centinaia le pratiche individuate dalla Squadra Mobile, con relativi elementi di prova che verranno contestati agli arrestati. Contemporaneamente, le richieste di provvedimenti amministrativi inoltrate all\u2019Ufficio Immigrazione della Questura di Ragusa, sono state oggetto di rigetto e\/o revoca.\u00a0I sei associati colpiti da provvedimenti restrittivi dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria sono risultati avere ruoli ben precisi.\u00a0Vengono ritenuti promotori ed organizzatori dell\u2019associazione, Zhu, quale committente ed intermediario tra i cittadini cinesi (dai quali percepiva il compenso per ciascuna pratica di 9.000 euro) ed i soggetti privati e pubblici che attestavano falsamente l\u2019esistenza di requisiti per ottenere il rilascio del nulla osta al ricongiungimento. Durante un controllo di Polizia Zhu ha tentato di distruggere degli appunti ingoiando fogli di carta ma la prontezza degli Agenti ha fatto si che venissero recuperati dati fondamentali per le indagini. Zhu seppur non utilizzava telefoni cellulari per paura di essere intercettato, annotava tutte le pratiche da lui gestite, dalle quali si \u00e8 potuto evincere che lo stesso aveva clienti in buona parte d\u2019Italia e che i suoi \u201cclienti\u201d erano usi pagare ingenti somme di denaro per il permesso di soggiorno; Di Marco curava la registrazione dei contratti di locazione presso l\u2019Agenzia delle Entrate; cos\u00ec come del ritiro dei nulla osta su delega anch\u2019essa falsa degli istanti. Talvolta assumeva il ruolo di datore di lavoro e per la sua \u201camicizia\u201d e frequentazione con un medico dell\u2019Ufficio Tecnico di Prevenzione (Cappello), era uso non produrre i prescritti documenti necessari a corredo delle istanze indirizzate all\u2019Asp; inoltre si occupava di redigere atti falsi, quali contratti d\u2019affitto, contratti di lavoro, buste paga e dichiarazioni dei redditi; nonch\u00e9 del deposito e ritiro atti presso gli uffici competenti; Cappello in qualit\u00e0 di tecnico della prevenzione in servizio presso l\u2019Asp di Ragusa effettuava false attestazioni dell\u2019idoneit\u00e0 igienico-sanitaria degli alloggi.\u00a0La compartecipazione emergeva con evidenza dalla disamina dei certificati da lui redatti, attestanti idoneit\u00e0 di alloggi ubicati al di fuori del territorio di sua competenza, anche in assenza di richieste dei rispettivi proprietari delle abitazioni ignari di quanto accadesse. Il tutto \u00e8 stato riscontrato da accurate indagini di Polizia effettuate dalla Squadra Mobile con il concorso del locale Ufficio Immigrazione. In alcuni casi, il funzionario non effettuava neanche i prescritti ed opportuni sopralluoghi; in altri rilasciava l\u2019idoneit\u00e0 per immobili risultati fatiscenti; Di Stefano figurava rispettivamente come finto datore di lavoro e delegato al ritiro delle pratiche, in quanto i cittadini cinesi di sovente non sono risultati portarsi a Ragusa per le varie fasi istruttorie, presentandosi solo per ritirare il permesso di soggiorno. Per altre casistiche (ricongiungimento familiare) la relativa attestazione veniva spedita dal sodalizio al \u201ccliente\u201d;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri due associati.<br \/>\nI La Terra Giovanni, rispettivamente padre e figlio, si occupavano di redigere falsi contratti di affitto di loro immobili, cos\u00ec come di contratti di lavoro; inoltre falsificavano buste paga e si occupavano di ritirare i documenti nonch\u00e9 i nulla osta. Centinaia le pratiche esaminate, dalle quali \u00e8 emerso che vi era un sistema ben collaudato per far entrare o far permanere in Italia cittadini cinesi privi di qualsiasi titolo, attivit\u00e0 che ha fruttato migliaia di euro. L\u2019associazione smantellata era diventata un punto di riferimento in tutta Italia, difatti tra le pratiche esaminate vi sono quelle di cittadini cinesi provenienti da Prato, Milano, Torino, Roma, Ancona, Reggio Calabria per fare degli esempi. Veniva falsificato di tutto, tranne il permesso di soggiorno che se rilasciato era chiaramente originale.<br \/>\nL\u2019extracomunitario che si trovava in Italia perch\u00e9 entrato clandestinamente o persino quanti ancora in Cina che voleva ricongiungersi ad un familiare, erano usi rivolgersi a Zhu, che in qualit\u00e0 di intermediario (il cosiddetto \u201ccollettore\u201d, colui che portava la \u201cmateria prima\u201d da lavorare all\u2019associazione), percepiva dal soggetto dai 7 ai 9 mila euro. Zhu, in Italia da diversi anni e residente a Comiso, contattava Di Marco e quindi, Cappello, Di Stefano ed i La Terra, cos\u00ec attivando i medesimi per i rispettivi compiti operativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la Polizia tutti gli arrestati contribuivano fattivamente a reperire i diversi documenti necessari per il ricongiungimento, producendo alla Pubblica Amministrazione (Sportello Unico per l\u2019Immigrazione della Prefettura di Ragusa, INPS, Agenzia delle Entrate, Questura, Camera di Commercio, Registri Immobiliari) attestazioni false o alterate. Di Marco veniva contattato da Zhu e da li si poneva in essere la procedura illecita con fabbricazione dei documenti falsi. Dapprima il contratto d\u2019affitto o di comodato d\u2019uso falso (in concreto si attestava falsamente che l\u2019extracomunitario aveva stipulato un contratto pur se quest\u2019ultimo non si era mai portato nell\u2019immobile, con incarichi fattivi del Distefano che contattava dietro corrispettivo in denaro i proprietari d\u2019immobili suoi conoscenti); poi serviva la busta paga per provare di aver un reddito in Italia e poter sostenere il familiare da ricongiungere e qui lo stesso Di Marco falsificava la busta paga ed il CUD falso; poi era necessaria la cessione di fabbricato ed i due La Terra proprietari di immobili attestavano falsamente di ospitare chi richiedeva il permesso; in ultimo il coinvolgimento del Dottore Cappello quale Tecnico della Prevenzione dell\u2019Asp (Ufficio Igiene e Ambiente di Vita) che in qualit\u00e0 di Pubblico Ufficiale attestava falsamente l\u2019idoneit\u00e0 dell\u2019immobile da punto di vista igienico sanitario, di poter ospitare fino a 4 persone, sopralluogo molto spesso mai effettuato, in altri casi non idoneo per cui veniva dichiarato il contrario. E\u2019 stato inoltre accertato che in pi\u00f9 occasioni i dichiarati datori di lavoro degli extracomunitari non sapessero di aver assunto alcuno e si accorgevano di quanto fatto a loro insaputa quando l\u2019INPS li convocava per pagare i contributi, tanto da recarsi in Questura per denunciare il reato. Quanto sopra \u00e8 risultato per la Polizia essere il modus operandi dell\u2019associazione a delinquere, per permettere l\u2019ingresso e la regolarizzazione dei clandestini. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno esaminando altre istanze presentate all\u2019Ufficio Immigrazione valutando la posizione di centinaia di insospettabili cittadini che hanno dichiarato nel tempo di avere alle dipendenze extracomunitari o di aver loro affittato un immobile, non escludendo ulteriori sviluppi dell\u2019indagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Redazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>GUARDA IL VIDEO DEGLI ARRESTI<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[youtube]hPvzF5_jLos[\/youtube]\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/giorgio_cappello1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-12975 lazyload\" title=\"giorgio_cappello[1]\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/giorgio_cappello1-244x300.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/giorgio_cappello1-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/giorgio_cappello1.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Giorgio Cappello<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/antonio_di_marco1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-12977 lazyload\" title=\"antonio_di_marco[1]\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/antonio_di_marco1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/antonio_di_marco1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/antonio_di_marco1.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><em>Antonio Di Marco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Squadra Mobile di Ragusa ha disarticolato un\u2019associazione a delinquere che percepiva dai 7 ai 9 mila euro a pratica per far permanere in Italia cittadini cinesi, mediante il rilascio di un permesso di soggiorno ottenuto con documenti falsi. 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