{"id":15240,"date":"2014-04-24T09:00:47","date_gmt":"2014-04-24T07:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=15240"},"modified":"2014-04-24T08:58:10","modified_gmt":"2014-04-24T06:58:10","slug":"nellepoca-di-facebook-i-social-network-sono-il-primo-strumento-di-relazione-sociale-rubrica-moda-e-tendenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2014\/04\/24\/nellepoca-di-facebook-i-social-network-sono-il-primo-strumento-di-relazione-sociale-rubrica-moda-e-tendenze\/","title":{"rendered":"I social network sono diventati il primo strumento di relazione sociale <font color=red>RUBRICA MODA E TENDENZE<\/font>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tutti ormai in Italia hanno un profilo &#8220;Facebook&#8221;. E\u2019 il social network pi\u00f9 diffuso sugli smartphone e computer degli italiani, che ormai ovunque vediamo picchiettare sulle tastiere dei telefonini. Quasi a volerne dare una giustificazione per un\u2019ipotetica, e talvolta reale, riprovazione, si dice di accedere a tale &#8220;social network&#8221; o ad altri simili, solo per ritrovare gli amici di scuola, quelli di cui si sono perse le tracce, per instaurare o mantenere contatti con persone vicine e lontane. Ci\u00f2 \u00e8 senza dubbio vero, ma vi \u00e8 dell\u2019altro. In piena osservanza della statistica sul caso, a fronte di maggior numero di contatti aumenta pure la possibilit\u00e0 di trovare persone interessanti ed interessate ad incontrarsi. In passato, lo strumento adottato era la discoteca, la balera e simili luoghi di aggregazione, giovanile e non. Ancor prima, le vetrine per immettersi sul \u201cmercato\u201d e per osservare la \u201cmerce\u201d erano i lungomari e le vie cittadine principali, il cui asfalto veniva eroso dallo struscio del passeggio ad oltranza. Ma il dispendio di energia, i tempi, la limitatezza dell\u2019offerta, il modesto ambito di sua diffusione erano svantaggi che ben presto sono stati avvertiti allorch\u00e8 lo strumento informatico si \u00e8 largamente diffuso, finendo per divenire, questo, la primaria piazza di incontro sociale. A riprova di ci\u00f2, e dunque di come nell\u2019ambito dei rapporti umani di rilievo sessuale internet sia divenuto il veicolo pi\u00f9 usato come mediatore sociale, etico e non, basti pensare a quanta parte dell\u2019offerta di prostituzione ormai sia formulata proprio a mezzo della rete web.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di questo che \u00e8 solo un esempio di aspetti esasperati, allo strumento informatico deve comunque indiscutibilmente attribuirsi il valore di far aumentare le occasioni di conoscenza e comunicazione fra le persone. Fino a pochi anni fa si era ritrosi nell\u2019ammettere che la conoscenza sentimentale era iniziata in e tramite una chat. Ci\u00f2 era considerato patetico, quasi disonesto, espressione di disperazione, di grave disagio nel relazionarsi in canali e con schemi tradizionali e perci\u00f2 ritenuti gli unici \u201csani\u201d, validi, apprezzabili, idonei a eludere il rischio di fare \u201ccattivi incontri\u201d. Diffuso era il retropensiero evocativo di qualche sparuto ma molto pubblicizzato caso di criminalit\u00e0 proprio veicolata dalla conoscenza instaurata in chat, che, per tanto, era ritenuto luogo d\u2019incontri a rischio, potenzialmente pericolosi. Poi Internet \u00e8 diventato parte della nostra vita quotidiana, le chat sono diventate social network, e il pregiudizio contro questi mezzi di comunicazione \u00e8 scomparso o si \u00e8 molto ridotto. Oggi \u00e8 normale incontrare persone e dialogare con loro pur essendone distante; se ne colgono gli interessi e gradimenti, se ne condividono aspetti di quotidianit\u00e0 (foto, musica, video) espandendo la propria ed altrui conoscenza, soddisfacendo il desiderio di sapere, apprendere, svagarsi, ma pure di intrattenersi e quindi di instaurare legami amicali che possono svilupparsi in sentimenti, senza che ci\u00f2 ne sia il fine primario od essenziale. Cos\u00ec lo strumento di socializzazione assume il connotato di ruffiano, di mediatore d\u2019incontro fra internauti, il quale sulle prime si limita a qualche scambio di parole, magari di meri commenti su foto o video, per poi divenire un dialogo quasi quotidiano. A monte di ci\u00f2 sta una piacevole immagine della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavorio continuo di fornire di s\u00e9 un\u2019icona accattivante impone estenuanti sedute davanti allo specchio per autoscatti spesso orripilanti (selfie) con pose pi\u00f9 o meno accattivanti od attraenti (dipende dalla personalit\u00e0). Si scomodano amici e parenti per realizzare la \u201cfoto del profilo\u201d, il biglietto di presentazione che fluidificher\u00e0 i contatti. Cos\u00ec la ragazzina si proporr\u00e0 con labbra a cuore e abbigliamento sexy, per promuoversi come macchina del sesso. Il ragazzo si proporr\u00e0 con la massacrante posa da macho de &#8220;noiantri&#8221;, rigorosamente con occhialone da sole per celare sguardi inespressivi, magari ostentando la moto o l\u2019utilitaria personalizzata come fosse una fuoriserie acchiappa-femmine. Il foto-stupratore (s\u00ec cos\u00ec dovrebbero essere definiti gli appassionati di fotografia) si propongono in plastiche pose con il loro giocattolo preferito, magari munito di un lungo obiettivo, forse inconscio eppur emblematico segno di prestanza sessuale. La tenerona si propone con nebbiose immagini del proprio viso, debitamente incorniciato da fiori, su sfondo di tramonti. La maniaca della privacy, la bruttina o la complessata rinunzieranno ad esporsi col proprio volto, mutuando altrove un\u2019immagine che sia comunque tale da attirare quantomeno la curiosit\u00e0. La casistica \u00e8 enorme e sarebbe veramente arduo fornire un elenco delle modalit\u00e0 con le quali ci si propone sulla vetrina del social network.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che la bella immagine della persona, magari con qualche accorgimento per attenuare o celare i presunti difetti, \u00e8 il modo per calamitare l\u2019attenzione. Da qui al primo approccio, alla \u201crichiesta di amicizia\u201d, all\u2019accettazione di detta richiesta, il passo \u00e8 breve. Una rapida scorsa all\u2019immagine del richiedente, un\u2019occhiata su quanto abbia pubblicato sul suo profilo, qualche deduzione, qualche aspettativa, qualche rapido conto, e subito la richiesta di amicizia viene accettata. I pi\u00f9 cauti preferiscono prima scambiare qualche messaggio per capire con chi hanno a che fare. Un primo scambio di saluti, qualche informazione anagrafica e sugli interessi, poi \u2013 la tempistica \u00e8 molto variabile &#8211; l\u2019invito ad incontrarsi \u201cmagari per un caff\u00e8\u201d. La storia si ripete: l\u2019approccio col mezzo informatico non \u00e8 molto diverso da quello tradizionale, ma ha certamente un vantaggio: il preliminare dialogo scritto crea una tensione, l\u2019aspettativa dell\u2019incontro reale. Quel che accade al momento di tale incontro \u00e8 incredibilmente bizzarro: il bel ragazzone ha la vocina da Spongebob; la stramega sexy \u00e8 una banale ragazzotta senza alcun fascino, il banale attempato signore con conclamata calvizie si rivela essere un amabile seduttore, la signora apparentemente scialba si svela essere una panterona scatenata sciupa-maschi. Ma si pu\u00f2 pure trovare conferma alla propria impressione, e cos\u00ec conoscere una persona gradevole, con la quale trascorrere momenti simpatici e poi\u2026 se scatta qualcosa\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E a discapito delle aspettative di qualche anno fa, soprattutto da parte degli scettici, di coloro che non credevano nelle potenzialit\u00e0 sociali della tecnologia, studi, ricerche e sondaggi sempre pi\u00f9 spesso confermano che le relazioni interpersonali in quest\u2019era digitale sono cambiate, e anche tanto. Internet sarebbe dunque il principio ed \u00e8 curioso pensare che mentre gli incontri online possono dar vita a storie anche durature, dall\u2019altra possano far finire relazioni che invece erano iniziate in modo \u201ctradizionale\u201d, senza monitor e mouse, senza chat, senza social network. Sar\u00e0 dunque pi\u00f9 \u201cvero\u201d un incontro virtuale di uno reale? Probabilmente no, anche perch\u00e9 solitamente all\u2019uno segue anche l\u2019altro, ma c\u2019\u00e8 una considerazione da fare: parlare e \u201cfrequentarsi\u201d senza guardarsi negli occhi a volte fa emergere verit\u00e0 e lati caratteriali che altrimenti verrebbero fuori dopo mesi; in un certo senso dunque, se l\u2019intenzione della relazione online \u00e8 in qualche modo seria, il risultato \u00e8 che ci si conosce prima e pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Sara Hassen<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti ormai in Italia hanno un profilo &#8220;Facebook&#8221;. E\u2019 il social network pi\u00f9 diffuso sugli smartphone e computer degli italiani, che ormai ovunque vediamo picchiettare sulle tastiere dei telefonini. 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