{"id":15376,"date":"2014-04-29T08:35:38","date_gmt":"2014-04-29T06:35:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=15376"},"modified":"2014-04-29T00:36:23","modified_gmt":"2014-04-28T22:36:23","slug":"anche-la-scuola-cambia-abitudini-per-venire-incontro-ai-nativi-digitali-rubrica-educazione-e-pedagogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2014\/04\/29\/anche-la-scuola-cambia-abitudini-per-venire-incontro-ai-nativi-digitali-rubrica-educazione-e-pedagogia\/","title":{"rendered":"La scuola cambia abitudini per venire incontro ai &#8220;Nativi Digitali&#8221; <font color=red>RUBRICA EDUCAZIONE E PEDAGOGIA<\/font color>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono cresciuti tra smartphone, tablet, mp3, chat e videogiochi: sono loro, i \u201cNativi Digitali\u201d. Sono stati definiti tali, dal pedagogista Marc Prensky, tutti i bambini nati dopo la diffusione di internet e in grado fin da piccoli di integrare realt\u00e0 e tecnologia. Una generazione che si dimostra superiore e in conflitto con quella che, nata prima del diffondersi di sistemi multimediali, \u00e8 stata di contro designata come la generazione degli \u201cimmigranti digitali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cospicue potenzialit\u00e0 di questi bambini implicano un necessario mutamento del sistema scolastico, motivo per cui gi\u00e0 da qualche anno \u00e8 emersa la volont\u00e0 da parte del MIUR di percorrere pi\u00f9 decisamente la strada del \u201cdigitale a scuola\u201d, recuperando il ritardo accumulato. Ma perch\u00e9 tanta fretta? Numerosi studi hanno dimostrato, con immenso stupore, che i \u201cNativi Digitali\u201d sono dotati di un cervello pi\u00f9 percettivo e meno simbolico rispetto a quello dei loro genitori. Questi sono maggiormente creativi, rapidi nei movimenti e dotati di un\u2019intelligenza multitasking, capace di gestire contemporaneamente 4-5 attivit\u00e0 diverse. Sorprenderli ad ascoltare la musica e a studiare contemporaneamente appare incomprensibile per chi, come gli \u201cimmigrati digitali\u201d, riesce a fare una cosa alla volta, eppure ai nostri ragazzi riesce benissimo. Questa \u00e8 la dimostrazione di un evidente evoluzione della mente umana, che va affrontata con l\u2019attivazione di nuovi progetti pedagogici. Occorrono, quindi, scuole abili nel fornire stimoli molteplici e veloci, e in grado di valorizzare il \u201cgioco\u201d che, rivelatosi da sempre il metodo pi\u00f9 efficace per imparare, adesso risulta funzionale solo se estremamente divertente e rapido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo parlando di una generazione che soffre l\u2019attesa, che pretende tutto e subito, e al quale solo il \u201cdigitale\u201d pu\u00f2 rispondere: garantendo l\u2019apprendimento e valorizzandone le capacit\u00e0. Stimolare, pertanto, i propri figli attraverso strumenti multimediali risulta importante per il loro sviluppo intellettivo che rimarrebbe profondamente indietro con l\u2019utilizzo di metodi tradizionali, ritenuti vecchi e fallimentari, in quanto caratterizzati da stimoli univoci, lineari e da uno studio mnemonico, che lascia l\u2019individuo in una totale\u00a0 passivit\u00e0. Si tratta di metodi non pi\u00f9 affini col nuovo sistema di apprendimento presente nei nostri bambini, che invece necessitano di innovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Doriana Dipasquale<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono cresciuti tra smartphone, tablet, mp3, chat e videogiochi: sono loro, i \u201cNativi Digitali\u201d. Sono stati definiti tali, dal pedagogista Marc Prensky, tutti i bambini nati dopo la diffusione di internet e in grado fin da piccoli di integrare realt\u00e0 e tecnologia. 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