{"id":1834,"date":"2013-02-06T16:35:01","date_gmt":"2013-02-06T15:35:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=1834"},"modified":"2013-02-07T14:16:23","modified_gmt":"2013-02-07T13:16:23","slug":"sanita-inefficiente-e-maleducata-il-caso-di-giuseppe-cocuzza-nella-lettera-della-figlia-pina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2013\/02\/06\/sanita-inefficiente-e-maleducata-il-caso-di-giuseppe-cocuzza-nella-lettera-della-figlia-pina\/","title":{"rendered":"&#8220;Sanit\u00e0 inefficiente e maleducata&#8221;: il caso di Giuseppe Cocuzza nella lettera della figlia Pina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da parte della signora Pina Cocuzza, riceviamo e pubblichiamo una lettera denuncia nei confronti dell\u2019equipe medica e paramedica del reparto di cardiologia dell\u2019ospedale Maria Patern\u00f2 Arezzo di Ragusa Ibla. La signora e la sua famiglia hanno dovuto affrontare un episodio di \u201cmalasanit\u00e0\u201d: un insieme di negligenze, superficialit\u00e0 ed anche un pizzico di maleducazione. Una autentica disavventura, cosi come la racconta nella lettera fatta arrivare agli organi di stampa. Vittima suo padre, un uomo di ottant\u2019anni che adesso sta riprendendosi ma che \u00e8 arrivato a toccare il punto di non ritorno. Ecco il testo integrale della missiva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Siamo arrivati al PS di Ragusa con mio padre Cocuzza Giuseppe che stava male, il 31 dicembre 2012. Dai controlli effettuati \u00e8 emerso che aveva avuto degli episodi sincopali ed \u00e8 stato ricoverato presso il reparto di cardiologia. All&#8217;arrivo \u00e8 stato preso in carico dal dott Campisi, che esaminando la cartella clinica del paziente ha ritenuto che fosse indispensabile un intervento alla carotide, che otturando metteva a rischio la vita di mio padre. Intervento che viene eseguito il 2 gennaio. Tutto benissimo, almeno a parere del dott. C. che dimette mio padre, malgrado le mie perplessit\u00e0, il 3 gennaio 2013 alle 8 del mattino. Mio padre non sta bene. Il giorno successivo chiamo in reparto. Visita mio padre il \u00a0dott. R.F. che, guardando le unghie di mio padre, decide che sta cos\u00ec male perch\u00e9 ha bisogno di flebo di ferro. Nessun esame \u00e8 stato fatto a supporto di quanto prescritto. Torniamo a casa con mio padre che ha qualche linea di febbre e iniziamo immediatamente la terapia ma gli facciamo anche fare un esame del sangue che evidenzia la mancanza di ferro ma anche un numero elevato di globuli bianchi che, come ci spiega il medico di famiglia, \u00e8 indicativo di un&#8217;infezione in corso. La situazione precipita domenica 6. Arriviamo con un&#8217;ambulanza del 118 con mio padre in piena crisi respiratoria e febbre alta. Iniziano la terapia e sembra che vada bene almeno fino a domenica sera alle 21 quando lo lasciamo convinti che sarebbe stato dimesso il giorno successivo. Arriviamo luned\u00ec mattino alle 7,45. Troviamo la porta della stanza chiusa. Mio padre delirante e dissociato con febbre a 40. Chiamiamo l&#8217;infermiera che chiede a noi quando ha iniziato a stare male. Alle nostre rimostranze ci \u00e8 stato risposto: a) che il paziente non ha suonato il campanello; b) che noi lo avevamo lasciato senza assistenza, questo in un reparto dove i parenti sono ammessi solo per alcune ore. Per oltre un&#8217;ora e malgrado le nostre richieste nessun medico \u00e8 intervenuto. Era in corridoio il dott C. che \u00e8 stato da me costretto a intervenire. Per descrivere le condizioni in cui ha trovato mio padre credo di non trovare parole. Glicemia zero. Pressione zero. Non riconosceva nessuno. Ho chiamato il dott. R.F. che mi ha pregato di tenere tono bassi in quanto lui non era obbligato ad ascoltarmi essendo in ferie dal primo gennaio e in pensione dal primo marzo e che era presente in reparto solo per fare una cortesia all&#8217;azienda. Non ho parole nemmeno per descrivere i fatti accaduti nei giorni successivi quando ho chiesto che cambiassero di reparto mio padre, ricoverato da 17 gennaio in malattie infettive. Per trasportarlo altre urla. C&#8217;era l&#8217;ambulanza ma non l&#8217;infermiere. Ho chiesto al dott S. presente in reparto di salire lui sull&#8217;ambulanza o in alternativa un infermiere del reparto e finalmente andiamo via. Oggi mio padre \u00e8 ancora ricoverato presso il reparto di malattie infettive e malgrado ogni giorno sia stato un dono di Dio viste le condizioni con cui c&#8217;\u00e8 arrivato si \u00e8 aperto un altro mondo. Infermieri disponibili e che fanno il loro lavoro. Medici con cui si pu\u00f2 parlare ogni momento della giornata e un primario presente in reparto solo perch\u00e9 \u00e8 il suo lavoro e non per cortesia all&#8217;azienda. Aspetto risposte da questo reclamo che invio per conoscenza anche alla stampa locale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Pina Cocuzza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da parte della signora Pina Cocuzza, riceviamo e pubblichiamo una lettera denuncia nei confronti dell\u2019equipe medica e paramedica del reparto di cardiologia dell\u2019ospedale Maria Patern\u00f2 Arezzo di Ragusa Ibla. La signora e la sua famiglia hanno dovuto affrontare un episodio di \u201cmalasanit\u00e0\u201d: un insieme di negligenze, superficialit\u00e0 ed anche un pizzico di maleducazione. 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