{"id":20119,"date":"2014-09-30T08:55:11","date_gmt":"2014-09-30T06:55:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=20119"},"modified":"2014-09-29T22:55:59","modified_gmt":"2014-09-29T20:55:59","slug":"economia-e-sviluppo-in-terra-iblea-e-lultima-fatica-di-giuseppe-micciche-lintervista-allautore-del-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2014\/09\/30\/economia-e-sviluppo-in-terra-iblea-e-lultima-fatica-di-giuseppe-micciche-lintervista-allautore-del-libro\/","title":{"rendered":"&#8220;Economia e sviluppo in terra iblea&#8221; \u00e8 l&#8217;ultima fatica del prof. Miccich\u00e9: l&#8217;intervista all&#8217;autore del libro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Incontriamo il professor Miccich\u00e8 nella sua abitazione estiva per discutere del suo ultimo libro e sulla condizione di salute economico-culturale del nostro territorio. Miccich\u00e9 ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole secondarie; \u00e8 co-fondatore e presidente fino al 2002 del Centro Studi F. Rossitto di Ragusa, dal 1985 al 2002 \u00e8 stato direttore del bimestrale \u201cPagine dal Sud\u201d ad esso legato. Ha pubblicato numerose opere, tra cui &#8220;Dopoguerra e fascismo in Sicilia 1919-1927&#8221; (1976), &#8220;Il Partito Comunista in Sicilia&#8221; (1987), &#8220;Uomini illustri della provincia iblea secoli XIX-XX&#8221; (2001), &#8220;Santa Croce Camerina nei secoli&#8221; (2003), &#8220;Il Movimento socialista nella Sicilia sud-orientale&#8221; (2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In \u201cEconomia e sviluppo in terra iblea\u201d, pubblicato nel gennaio di quest\u2019 anno, egli analizza lo sviluppo economico dai Greci ad oggi, sottolineando i caratteri originali e specifici del territorio ibleo.\u00a0 A partire da qui si sviluppa la nostra intervista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali sono stati i momenti pi\u00f9 importanti e di svolta nella storia economica del nostro territorio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 rinnovatrice della gente iblea nel nostro territorio la possiamo rilevare principalmente a partire dalla seconda met\u00e0 del \u2018500 con l\u2019introduzione dell\u2019istituto dell\u2019Enfiteusi (gi\u00e0 esistente nell\u2019antica Grecia\\Roma). Attraverso questo istituto il feudatario cedeva parte della sua terra e in cambio riceveva un tributo in natura, raramente era un censo in denaro. Buona parte del territorio della Contea di Modica venne frazionata, \u00a0si cominci\u00f2 a sviluppare la piccola e media propriet\u00e0 laddove prima c\u2019erano antichi latifondi. Con l\u2019introduzione di nuove colture si ebbe un\u2019economia basata non solo sulla granicoltura, ma anche su canapa, olivo, carrubbo. L\u2019allevamento del bestiame crebbe soprattutto grazie all\u2019utilizzo della vacca modicana (l\u2019impiego delle attuali olandesi si diffuse nel secondo dopoguerra). Le masserie (massae) divengono un elemento caratterizzante di questa parte della Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia si svilupper\u00e0 la viticultura. Soprattutto nel territorio tra Acate, Vittoria e S.Croce ci fu un arricchimento di tante famiglie. Il nostro vino venne apprezzato molto in Inghilterra e in America. Attraverso Malta i bastimenti portavano i nostri prodotti in quei lontani Paesi. Il terzo momento di sviluppo \u00e8 la serricultura nel secondo dopoguerra con lo sviluppo delle colture ortofrutticole protette, che hanno trovato possibilit\u00e0 di commercializzazione nei grandi mercati del nord Italia e del resto d\u2019Europa. L\u2019Enfiteusi\u00a0 fu uno strumento utilizzato dalla piccola borghesia in formazione. La viticultura vide l\u2019avanzamento di un nuovo strato sociale, il mezzadro, che divent\u00f2 affittuario e poi piccolo proprietario. La serricultura fu un fenomeno essenzialmente proletario: l\u2019ex bracciante riusc\u00ec a comprare uno o due ettari di terra per impiantare la sua serra. Un numero crescente di persone in modo progressivo ha partecipato allo sviluppo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come hanno inciso il socialismo e le lotte politiche nell\u2019evoluzione della nostra economia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno inciso parecchio, soprattutto nella seconda met\u00e0 dell\u2019800 e nei primi anni del \u2018900. La dottrina socialista chiama i proletari a migliorarsi sotto l\u2019aspetto della cultura e della maturazione politica, facendone\u00a0 una\u00a0 componente attiva, eleggendo nei consigli comunali anche rappresentanti di contadini e artigiani. Addirittura paesi come Comiso e S.Croce vengono conquistati da liste di rappresentanti proletari. La lotta proletaria ha portato ad un aumento dei salari e ridotto il numero dei mendicanti e dei senza lavoro. Alla fine dell\u2019800 nacquero i Fasci dei lavoratori che aggregarono contadini, operai, intellettuali, progressisti e si fecero promotori di lotte per l\u2019aumento dei salari. Nei primi del \u2018900 con il suffragio universale maschile anche i proletari elessero i loro rappresentanti in parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ai nostri giorni quali sono le potenzialit\u00e0 del nostro territorio che possono permettere un progresso economico e sociale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La colonna portante della nostra economia resta ancora l\u2019agricoltura, che tra gli anni \u201960 e \u201980 ha avuto grande sviluppo e si \u00e8 modernizzata; in seguito questo settore ha incontrato anni difficili. Bisognerebbe insistere di meno su alcune colture di cui il mercato \u00e8 oramai saturo e ingegnarsi nello sviluppo di nuove. Sarebbe necessario un aiuto da parte del governo ai produttori, superare l\u2019individualismo: se si riunissero i coltivatori in cooperative, i costi di produzione e di spedizione diminuirebbero. Il turismo \u00e8 la speranza del futuro che potrebbe diventare certezza se ci fosse maggiore collaborazione tra potere pubblico e privato. Servirebbe un miglioramento dei mezzi di locomozione per collegare i vari comuni della provincia e una maggiore pubblicizzazione delle nostre ricchezze paesaggistiche ed archeologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei \u00e8 stato protagonista della vita politica santacrocese impegnandosi nella realizzazione della biblioteca comunale e poi nella fondazione del museo civico. Come valuta la situazione culturale oggi a S. Croce? Cosa si potrebbe fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S.Croce ebbe il suo museo della civilt\u00e0 contadina quando altri comuni della provincia ancora non lo possedevano, mobilitando i cittadini a contribuire alla realizzazione con donazioni. Purtroppo il museo ha avuto le sue disavventure,\u00a0 diventando un magazzino. Per quanto riguarda la biblioteca, dobbiamo dimenticarci degli anni in cui fu vista come un deposito di libri. Le biblioteche sono elementi di cultura viva, di mobilitazione, ospitano conferenze, favoriscono il confronto delle idee e il dialogo. Le nuove generazioni devono sentirla come uno strumento di crescita e miglioramento. Da qualche anno si spende poco per l\u2019acquisto di libri. Io ricordo che a met\u00e0 degli anni \u201980 spendemmo in un solo anno 20 milioni. Bisognerebbe cercare di ottenere contributi da parte dei privati, perch\u00e9 i comuni attraversano un periodo di difficolt\u00e0 finanziaria. La mia impressione \u00e8 che non c\u2019\u00e8 stato molto a livello culturale in questi anni. La cultura non deve essere considerata come dimostrazione di sapere personale ma come strumento di crescita della comunit\u00e0, deve riuscire a risvegliare gli interessi dei cittadini coinvolgendoli. Collegare S.Croce agli altri comuni e non chiudersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Gaetano Giudice<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontriamo il professor Miccich\u00e8 nella sua abitazione estiva per discutere del suo ultimo libro e sulla condizione di salute economico-culturale del nostro territorio. Miccich\u00e9 ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole secondarie; \u00e8 co-fondatore e presidente fino al 2002 del Centro Studi F. 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