{"id":23633,"date":"2014-12-18T20:01:26","date_gmt":"2014-12-18T19:01:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=23633"},"modified":"2014-12-18T20:09:13","modified_gmt":"2014-12-18T19:09:13","slug":"funerali-loris-lomelia-del-vescovo-folle-che-ha-ucciso-deve-essere-fermato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2014\/12\/18\/funerali-loris-lomelia-del-vescovo-folle-che-ha-ucciso-deve-essere-fermato\/","title":{"rendered":"Funerali Loris, l&#8217;omelia del vescovo: &#8220;Folle che ha ucciso deve essere fermato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Monsignor Paolo Urso, vescovo di Ragusa, ha officiato la santa messa per i funerali del piccolo Loris Stival, morto a Santa Croce il 29 novembre scorso. La Diocesi di Ragusa ha diffuso in anteprima, per le testate giornalistiche, l&#8217;omelia del sacerdote che qui vi riproponiamo integralmente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorelle e fratelli carissimi,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ci siamo dati appuntamento in chiesa, questo pomeriggio, per celebrare insieme l\u2019Eucaristia. Vogliamo chiedere al Signore di accogliere tra le sue braccia il piccolo Loris, vogliamo esprimere la nostra affettuosa vicinanza ai familiari affranti dal dolore, vogliamo ascoltare da Dio parole di conforto e di speranza, e testimoniare la nostra fede nella risurrezione. L\u2019Eucaristia rende presente Ges\u00f9 che muore e risorge perch\u00e9 noi abbiamo la vita per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla sera di sabato 29 novembre sgomento e speranza hanno abitato il nostro cuore. La notizia della morte del piccolo Loris mi raggiunse a Toledo, dove mi trovavo con un numeroso gruppo di vittoriesi per partecipare all\u2019ordinazione presbiterale di un giovane, nato a Vittoria, che andr\u00e0 a svolgere il ministero a Cuzco, in Per\u00f9. La notizia mi fu data da due Sms di un amico, laconici e freddi, come fredda \u00e8 la morte: Bambino scomparso a Santa Croce\u2026 Bambino ucciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una notizia tremenda. Un fatto assurdo. Un gesto disumano. Veramente l\u2019uomo \u00abha la spaventosa possibilit\u00e0 di essere disumano, di rimanere persona vendendo e perdendo al tempo stesso la propria umanit\u00e0\u00bb (Benedetto XVI, 13.3.2008).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le morti non sono tutte uguali. C\u2019\u00e8 chi muore dopo un lungo percorso di vita e chiude cos\u00ec serenamente il proprio cammino perch\u00e9 \u00e8 arrivato al capolinea. C\u2019\u00e8 chi muore, bambino giovane o adulto, perch\u00e9 aggredito da una prepotente e impietosa malattia\u2026 Ma un bambino no. <span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Un bambino non pu\u00f2 morire perch\u00e9 un altro essere umano si \u00e8 arrogato il diritto inesistente di togliergli la vita. Come si pu\u00f2 uccidere un bambino? Solo un folle, un pericoloso folle, pu\u00f2 compiere un tale gesto. Un folle che deve essere fermato.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ci\u00f2 avviene, la nostra umanit\u00e0 si ribella e le domande insorgono e si inseguono. Non solo quelle rivolte agli uomini, ma anche quelle rivolte a Dio. Perch\u00e9? Perch\u00e9 Dio non \u00e8 intervenuto? Perch\u00e9 non ha bloccato la mano omicida? Se Dio \u00e8 Padre, come pu\u00f2 permettere che un bambino, innocente e indifeso, sia ucciso e buttato in un canalone?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi cristiani non possiamo dire parole di circostanza, parole vuote, falsamente consolatorie. Noi cristiani ci ricordiamo delle risposte di Giobbe ai falsi amici che \u00absputavano sentenze\u00bb, ponendosi su un piedistallo di superiorit\u00e0: \u00abQuel che sapete voi, lo so anch\u2019io; non sono da meno di voi. Ma io all\u2019Onniptente voglio parlare, con Dio desidero contendere. Voi imbrattate di menzogne, siete tutti medici da nulla. Magari taceste del tutto: sarebbe per voi un atto di sapienza\u2026 Ne ho udite gi\u00e0 molte di cose simili! Siete tutti consolatori molesti. Non avranno termine le parole campate in aria?\u2026 Anch\u2019io sarei capace di parlare come voi, se voi foste al mio posto: comporrei con eleganza parole contro di voi e scuoterei il mio capo su di voi \u00bb (Giobbe 13,2-5; 16,2-4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Signore, che mi ha costituito pastore in questa Chiesa, vuole che io vi dica solo le parole della fede, le uniche che possono consolare il cuore, pur nella consapevolezza che la morte, e la morte di un bambino per violenza, rimane sempre avvolta da un\u2019ombra di mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono in grado di rispondere in maniera compiuta alle tante domande che la tragedia, che qui ci vede riuniti, suscita in noi. Posso dirvi, per\u00f2, che <span style=\"color: #000000;\"><em><strong>Dio non \u00e8 insensibile di fronte alla morte e alla sofferenza che essa provoca. Dio \u00e8 accanto a chi muore e a chi soffre.<\/strong><\/em><\/span> Un giorno cadr\u00e0 il velo che copre i nostri occhi e capiremo. Alla bambina giapponese di sette anni, che aveva chiesto a papa Benedetto di spiegarle perch\u00e9 molti suoi coetanei erano morti nel terremoto che aveva colpito il suo Paese e perch\u00e9 i bambini devono avere tanta tristezza, il Papa rispose: \u00abCara Elena\u2026 anche a me vengono le stesse domande\u2026 E non abbiamo le risposte\u00bb. E poi aggiunse: \u00abma sappiamo che Ges\u00f9 ha sofferto come voi\u2026 Dio sta dalla vostra parte\u2026 un giorno potremo anche capire perch\u00e9 era cos\u00ec\u00bb (22.4.2011).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che noi non possiamo scrutare il segreto di Dio perch\u00e9 vediamo soltanto frammenti e ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio (cfr. Benedetto XVI, Discorso ad Auschwitz-Birkenau, 25.5.2006). Possiamo per\u00f2 gridare davanti a Dio, mentre attendiamo con fiducia la salvezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Parola del Signore ci aiuta a vivere questo momento di grande sofferenza e ci offre due certezze: Dio ci ama, la nostra vita \u00e8 nelle sue mani; il nostro futuro non \u00e8 la morte, ma la vita.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Dio ci ama, la nostra vita \u00e8 nelle sue mani<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio non vuole la morte perch\u00e9 \u00e8 il Dio della vita! Egli ci ama e niente potr\u00e0 mai separarci dal suo amore. \u00abIo sono infatti persuaso, scrive san Paolo, che n\u00e9 morte n\u00e9 vita, n\u00e9 angeli n\u00e9 principati, n\u00e9 presente n\u00e9 avvenire, n\u00e9 potenze, n\u00e9 altezza n\u00e9 profondit\u00e0, n\u00e9 alcun\u2019altra creatura potr\u00e0 mai separarci dall\u2019amore di Dio, che \u00e8 in Cristo Ges\u00f9, nostro Signore\u00bb (Rm 8,38-39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Parola del Signore ci conferma che \u00able anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccher\u00e0\u2026 essi sono nella pace\u2026 la loro speranza resta piena di immortalit\u00e0\u00bb (Sap 3,1-4). Non solo dopo la morte, ma anche prima noi siamo nelle mani di Dio, quelle mani che trasmettono fiducia e sicurezza perch\u00e9 sono forti! Siamo nel cuore di Dio, caldo ed accogliente, capace di perdono. Quel cuore che fa dire a Dio: \u00abQuando Israele era fanciullo, io l\u2019ho amato e dall\u2019Egitto ho chiamato mio figlio. Ma pi\u00f9 li chiamavo, pi\u00f9 si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bont\u00e0, con vincoli d\u2019amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare\u2026 Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri, Israele?\u2026 Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione\u00bb (Os 11,1-8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esprimere l\u2019infinit\u00e0 dell\u2019amore di Dio per tutti noi, c\u2019\u00e8 un\u2019espressione nella Bibbia ancora pi\u00f9 toccante e incisiva: \u00abSi dimentica forse una donna del suo bambino, cos\u00ec da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticher\u00f2 mai\u00bb (Is 49,15). Quel \u00abmai\u00bb (io non ti dimenticher\u00f2 mai) \u00e8 di una forza travolgente. Questo spiega perch\u00e8 don Orione abbia potuto dire a Ignazio Silone: \u00abNell\u2019avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo\u00bb (Uscita di sicurezza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amore sconfinato di Dio per l\u2019uomo esige che, da parte nostra, ci sia un analogo impegno di amore per tutti. Nessuno deve essere abbandonato e lasciato solo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prova, che Dio ama ed ama senza limiti e senza condizioni, ci \u00e8 offerta dal fatto che Ges\u00f9 ha accettato di essere ucciso per tutti. Il vangelo secondo Luca ci racconta che, da mezzogiorno alle tre del pomeriggio, quando dovrebbe esserci la pienezza della luce, si fa invece buio su tutta la terra e il sole si eclissa. Perch\u00e9 Ges\u00f9 muore. \u00c8 il buio del tradimento, del rinnegamento, della solitudine, della morte. \u00c8 sempre cos\u00ec, quando un uomo viene ucciso. Si fa buio su tutta la terra!<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong>Il nostro futuro non \u00e8 la morte, ma la vita<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non siamo nati per morire. Siamo nati per vivere e vivere per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marta piange il fratello morto e manifesta a Ges\u00f9 il suo rammarico perch\u00e9 non \u00e8 venuto prima: \u00abSignore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!\u00bb. Ma Ges\u00f9 cos\u00ec le risponde: \u00abTuo fratello risorger\u00e0\u2026 Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno\u00bb (Gv 11,21-26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella proclamazione del vangelo secondo Luca abbiamo sentito che il primo giorno della settimana, al mattino presto, portando con s\u00e9 gli aromi che avevano preparato, le donne vanno al sepolcro dove pensano di trovare il corpo di Ges\u00f9. Ma non lo trovano. Discutono tra loro per cercare di capire il senso dell\u2019accaduto, quando vengono impaurite dalla presenza di due uomini in abito sfolgorante. Mentre le donne tengono il volto chinato per terra, i due uomini chiedono: \u00abPerch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo? Non \u00e8 qui, \u00e8 risorto\u00bb (Lc 24,1-6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amore non permette alla persona amata di morire. \u00abAmare qualcuno significa dirgli: tu non morirai!\u00bb, sostiene Gabriel Marcel. Tu continuerai a vivere nel ricordo, nell\u2019affetto e non solo. Tu vivrai di una vita nuova e speciale perch\u00e9 la vita non ci \u00e8 tolta ma trasformata, perch\u00e9 Dio ci ama e l\u2019amore sfonda la barriera del tempo! Ci rattrista, \u00e8 vero, l\u2019esperienza della morte ma ci consola la promessa dell\u2019immortalit\u00e0 futura. Cos\u00ec, infatti, ci fa pregare la liturgia: \u00abmentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata una abitazione eterna nel cielo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti al corpo senza vita di Loris, noi proclamiamo la nostra fede e la nostra speranza. La nostra fede nel Dio che ci ama, la nostra speranza nella vita senza fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non sono stato capace di dire parole veramente consolanti, sia lo stesso Signore a deporre nel cuore dei familiari del piccolo Loris e di tutti voi quelle parole che leniscono il dolore, asciugano le lacrime, rasserenano la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monsignor Paolo Urso, vescovo di Ragusa, ha officiato la santa messa per i funerali del piccolo Loris Stival, morto a Santa Croce il 29 novembre scorso. 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