{"id":27895,"date":"2015-04-24T11:05:07","date_gmt":"2015-04-24T09:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=27895"},"modified":"2015-04-24T11:05:07","modified_gmt":"2015-04-24T09:05:07","slug":"ha-abusato-di-una-donna-rumena-per-anni-arrestato-uomo-ad-acate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2015\/04\/24\/ha-abusato-di-una-donna-rumena-per-anni-arrestato-uomo-ad-acate\/","title":{"rendered":"Ha abusato di una donna rumena per anni: arrestato uomo ad Acate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non poteva esserci coincidenza migliore. A pochi giorni dal 70mo anniversario della Liberazione, un\u2019operazione dei Carabinieri di Ragusa ha consentito a S.E. , una donna rumena di 45 anni (cui per semplicit\u00e0 ci si riferir\u00e0 col nome di fantasia di \u201cErika\u201d), di mettere fine ad un vero e proprio incubo, letteralmente liberandola \u2013 \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 appropriata \u2013 dalla prigionia in cui l\u2019aveva costretta il suo aguzzino. L\u2019incubo di Erika era iniziato nel 2006, quando, da poco giunta in Italia, aveva trovato, come tante sue connazionali, un\u2019occupazione in un\u2019azienda agricola della provincia di Ragusa. Con 6 figli da mantenere rimasti in Romania, la donna credeva probabilmente di aver cos\u00ec risolto le proprie difficolt\u00e0 economiche. Non poteva certamente immaginare come sarebbe cambiato, nel volgere di breve tempo, il comportamento di quello che credeva sarebbe stato semplicemente il suo \u201cdatore di lavoro\u201d: Salvatore Nicosia, vittoriese di 67 anni, arrestato oggi dai Carabinieri di Ragusa per sequestro di persona aggravato e violenza sessuale continuata aggravata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, dopo poche settimane dal suo arrivo, quando la donna aveva ormai appreso i rudimenti del lavoro nei campi, l\u2019uomo ha completamente mutato atteggiamento, trasformandosi da \u201cdatore di lavoro\u201d in \u201cpadrone\u201d, assumendo cio\u00e8 un atteggiamento autoritario, prevaricatore, violento. Alzando la voce, diventando prepotente. Pretendendo di controllare i suoi spostamenti anche nel tempo libero. Arrivando ad impedirle di uscire da sola, fosse anche solo per fare la spesa. Un\u2019escalation che \u00e8 purtroppo sfociata nella violenza carnale. Erika ormai non sa pi\u00f9 dire quante volte, ma \u00e8 stata ripetutamente costretta a rapporti sessuali contro la sua volont\u00e0. La prima volta, l\u2019uomo aspett\u00f2 che si presentasse l\u2019occasione \u201cpropizia\u201d, quando la moglie e il figlio \u2013 che coabitano con lui \u2013 non erano in casa. Successivamente, non si cur\u00f2 pi\u00f9 nemmeno di prendere questa cautela. Semplicemente, nottetempo, entrava nella stanzetta in cui Erika alloggiava, e pretendeva di soddisfare le proprie voglie. Per quattro volte Erika \u00e8 rimasta incinta, e per quattro volte ha dovuto abortire, da sola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per anni, Erika ha sopportato in silenzio. Troppo grande il timore di perdere il lavoro, di non riuscire pi\u00f9 a sostenere economicamente i figli rimasti a casa. Quando poi un giorno ha trovato la forza di fuggire, il suo \u201cpadrone\u201d non gliel\u2019ha perdonato. Da quel momento, non le ha lasciato tregua. La chiamava in continuazione, dicendole che prima o poi l\u2019avrebbe trovata. Ed infatti cos\u00ec \u00e8 stato. L\u2019ha trovata \u2013 d\u2019altra parte la donna era rimasta nel Ragusano \u2013 e l\u2019ha ricondotta con s\u00e9 ad Acate. Cos\u00ec, dopo una brevissima interruzione, l\u2019incubo \u00e8 ricominciato, se possibile con maggior violenza. Negli ultimi mesi, poi, Erika non aveva pi\u00f9 nemmeno la possibilit\u00e0 di riposare un giorno a settimana. Doveva lavorare sempre, ogni giorno, compresa la domenica, con ritmi massacranti. E la notte, spesso, il \u201cpadrone\u201d abusava di lei. Fino a stamattina, quando, grazie all\u2019operazione dei Carabinieri di Ragusa \u2013 che da tempo stavano indagando sul fenomeno, di concerto con l\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria Iblea \u2013 l\u2019incubo \u00e8 finito. Infatti, la donna, dopo qualche ritrosia, aveva raccontato tutto il suo calvario ai militari dell\u2019Arma che hanno dovuto ricostruire i vari episodi consumati nel tempo e riferire all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria, con un dettagliato rapporto su quanto la donna aveva subito negli anni trascorsi ad Acate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il provvedimento, emesso dal G.I.P. Andrea Reale, \u00e8 scaturito, infatti, dalla serrata attivit\u00e0 investigativa condotta \u2013 sotto la direzione del Sostituto Procuratore Valentina Botti e la supervisione del Procuratore Capo Carmelo Petralia \u2013 dai Carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla e del Nucleo Operativo della Compagnia di Ragusa, con la preziosa collaborazione dei colleghi della Compagnia di Vittoria.\u00a0La malcapitata, che gi\u00e0 da tempo, dopo aver raccontato tutto ai Carabinieri, era stata affidata ad un\u2019organizzazione assistenziale operante in Provincia, ha ringraziato i militari per averla salvata da un vero e proprio incubo. Nicosia, invece, questa mattina, dopo essere stato prelevato presso la sua abitazione-azienda, \u00e8 stato condotto presso il Comando Provinciale di Ragusa, ove gli \u00e8 stato notificato il provvedimento restrittivo in questione, per essere successivamente trasferito presso il Carcere di Ragusa a disposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria. I Carabinieri invitano chiunque abbia subito o sia a conoscenza di episodi analoghi a recarsi presso il pi\u00f9 vicino Comando dell\u2019Arma per denunciare i fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non poteva esserci coincidenza migliore. 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