{"id":28551,"date":"2015-05-26T09:00:52","date_gmt":"2015-05-26T07:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=28551"},"modified":"2015-05-26T10:13:54","modified_gmt":"2015-05-26T08:13:54","slug":"la-vita-a-sud-di-lampedusa-i-morti-in-mare-ci-ho-fatto-il-callo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2015\/05\/26\/la-vita-a-sud-di-lampedusa-i-morti-in-mare-ci-ho-fatto-il-callo\/","title":{"rendered":"La vita a sud di Lampedusa: &#8220;I morti in mare? Ci ho fatto il callo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato la disperazione di chi arriva, dall\u2019altra l\u2019incapacit\u00e0 \u2013 conclamata \u2013 dei governi di affrontare l\u2019emergenza. In mezzo morti e soccorritori. Il Canale di Sicilia \u00e8 un flagello. Non si contano pi\u00f9 i barconi, le vite spezzate e le parole buttate al vento. L\u2019ultima tragedia, la pi\u00f9 enorme vista le proporzioni, si \u00e8 consumata il 19 aprile scorso: 900 dispersi in mare, appena 28 superstiti. Ma \u00e8 una storia che va avanti tutto l\u2019anno e tutti gli anni. \u201cPresto soccorso in mare dal 2011, cerchiamo di salvaguardare le vite umane \u2013 ci ha confidato un militare siciliano della Guardia Costiera, che preferisce rimanere anonimo -. Ormai ci ho fatto il callo a vedere i morti in acqua, non mi impressiona pi\u00f9 nulla. E questa storia andr\u00e0 avanti per molto, allo stato italiano fa comodo. E\u2019 un giro di soldi senza precedenti\u201d. A piangere le vite umane sono rimasti solo i parenti delle vittime. Quelli che, dopo aver attraversato mezzo continente nero, arrivano in Libia e salgono sui barconi nella speranza di un nuovo approdo: \u201cQuesta gente, in preda alla disperazione, si affida alle organizzazione criminali e paga fino a 1000 euro per affrontare il viaggio della speranza. Arrivano da Gambia, Bangladesh, Eritrea, Somalia. In un\u2019imbarcazione di 12 metri sono stipate fino a 450 persone, di cui almeno 40 bambini. Gli scafisti, dopo essersi allontanati 18-20 miglia dalla coste libiche, si mettono in contatto con il comando generale della Capitaneria di Porto e lanciano l\u2019allarme. A quel punto entriamo in azione\u201d. La motovedetta della Guardia Costiera si avvicina al punto prestabilito e comincia le operazioni di salvataggio: \u201cIo sono uno dei primi a entrare in contatto con i migranti \u2013 ci spiega il nostro interlocutore -. Mi tuffo in mare, mi avvicino al peschereccio e cerco di capire la situazione. Una volta trovammo a bordo 700 persone, un numero spaventoso. Cominciamo a salvare donne e bambini, ma va anche garantito l\u2019equilibrio a bordo dell\u2019imbarcazione per evitare che si rovesci. Nel frattempo partono le indagini di polizia giudiziaria per individuare i responsabili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo ripete con una naturalezza disarmante, \u00e8 evidente che ci ha fatto il callo: \u201cIl mio compito \u00e8 tuffarmi in mare e salvare delle vite umane. Faccio soltanto il mio lavoro, non mi piace essere chiamato \u2018eroe\u2019, anche se per questa attivit\u00e0 mi sono stati riconosciuti una medaglia e vari encomi\u201d. Sulle carrette del mare si avverte la disperazione, quella voglia cieca di aggrapparsi all\u2019ultima spiaggia, di fuggire dal pericolo. Alcune storie commuovono, altre impressionano: \u201cUna volta una donna siriana, piena di gioielli, mi offr\u00ec 1000 euro per dormire in cabina. Le chiesi: \u2018Come fai ad avere tutti questi soldi\u2019. Lei mi rispose: \u2018Mio marito, kalashnikov\u2019. Faceva il trafficante d\u2019armi\u201d. Frequentare il Canale di Sicilia in modo cos\u00ec assiduo (\u201cQuest\u2019anno siamo rimasti in mare da per un mese e mezzo\u201d) ti fa conoscere la morte da vicino: \u201cHo recuperato dei cadaveri in avanzato stato di decomposizione. E una volta, durante il salvataggio di 39 persone, ne recuperammo uno senza vita\u201d. Anche il lavoro della Guardia Costiera, infarcito di &#8220;palle&#8221; e coraggio, gratificante fin che si vuole, ha mille aspetti negativi: \u201cNon ci sentiamo tutelati n\u00e9 dallo Stato n\u00e9 dall\u2019Europa. Tutti i giorni corriamo dei rischi. E adesso c\u2019\u00e8 anche il pericolo che sulle carrette del mare salgano gli esponenti dell\u2019ISIS e ci facciano fuori tutti quanti\u201d. Eppure\u2026 Che vita \u00e8 quella di un militare? \u201cUna vita normale, faccio solo il mio lavoro, \u00e8 quello che ho sempre voluto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un lato la disperazione di chi arriva, dall\u2019altra l\u2019incapacit\u00e0 \u2013 conclamata \u2013 dei governi di affrontare l\u2019emergenza. In mezzo morti e soccorritori. Il Canale di Sicilia \u00e8 un flagello. Non si contano pi\u00f9 i barconi, le vite spezzate e le parole buttate al vento. 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