{"id":30282,"date":"2015-07-31T10:43:46","date_gmt":"2015-07-31T08:43:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=30282"},"modified":"2015-07-31T20:59:52","modified_gmt":"2015-07-31T18:59:52","slug":"chiudono-le-province-siciliane-ecco-cosa-prevede-la-riforma-dellars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2015\/07\/31\/chiudono-le-province-siciliane-ecco-cosa-prevede-la-riforma-dellars\/","title":{"rendered":"Chiudono le province siciliane. Ecco cosa prevede la riforma dell&#8217;Ars"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il governatore Crocetta e il parlamento regionale varano una riforma promessa a Giletti in un programma televisivo domenicale in antitesi al proprio programma di governo votato dai siciliani. Ci sono voluti quasi tre anni, 36 assessori regionali, nove mesi di commissioni parlamentari per attuare una spending review, sempre e comunque a discapito dei cittadini. Servizi ridotti e sospesi, assistenza ai disabili quasi cancellata, nessuna manutenzione delle strade con buche e muri a secco nei cigli delle strade sovrastate da erbacce, canneti e sterpaglie, per non parlare delle scuole dove oramai non esiste la manutenzione ordinaria e manca il gasolio per il riscaldamento. Per\u00f2 si continuano a pagare dirigenti e dipendenti senza poter dar loro gli strumenti per poter lavorare con l&#8217;impossibilit\u00e0 di trasferimenti in altri enti locali, per via di norme contraddittorie e inattuabili. In Sicilia dopo l\u2019abolizione, con il voto favorevole di appena 36 deputati su 90, il mondo delle Province piomber\u00e0 nel caos e nell\u2019emergenza finanziaria a causa delle norme contraddittorie che tra legge di Stabilit\u00e0 e la riforma di Graziano Delrio che avrebbe dovuto regolare la riorganizzazione delle funzioni e il ricollocamento del personale. Mentre il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia cinguetta messaggi rassicuranti, sulla rete impazza l\u2019hashtag disperato &#8220;a chi compete la cultura&#8221;, lanciato dai dipendenti senza pi\u00f9 un ruolo dopo che le competenze su turismo, agricoltura, commercio, artigianato, ambiente, servizi sociali, pubblica istruzione e tante di quelle attivit\u00e0 che erano di sostegno ai cittadini e diventavano il motore economico e produttivo di un sistema che funzionava. Bene queste competenze tolte da tempo alle province, non ancora riassegnante. Pensate che ci siano comuni, distretti o citt\u00e0 metropolitane che possano sopperire a queste competenze? Nessuna sorpresa se continueremo a vedere strade dissestate o scuole con i soffitti cadenti, da una classe politica che avrebbe dovuto tagliare prima i propri costi per una democrazia sempre meno partecipata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa prevede la riforma approvata \u00a0all\u2019Ars?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nove enti di area vasta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nuovi enti intermedi corrisponderanno territorialmente con le ex Province. Sei i Liberi consorzi (Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa, Trapani) e tre le Citt\u00e0 metropolitane (Palermo, Catania e Messina). Si tratta di enti di area vasta dotati di autonomia statutaria, regolamentare, amministrativa, impositiva e finanziaria. E su quest\u2019ultimo punto non sono mancate le perplessit\u00e0 da parte dell\u2019opposizione. \u201cTra personale, funzionamento e costi indiretti, gli istituti scolastici in provincia di Palermo gravano per circa 18 milioni di euro \u2013 ha spiegato Vincenzo Figuccia di Forza Italia -. Siamo curiosi di sapere dove i nuovi enti di area vasta troveranno queste risorse\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli organi di governo<\/strong><br \/>\nQuattro gli organi che andranno a comporre i nuovi enti territoriali. Si tratta del Presidente (Sindaco per le Citt\u00e0 metropolitane), dell\u2019Assemblea (Conferenza per le Citt\u00e0 metropolitane), della Giunta e dell\u2019Adunanza elettorale. Organo, questo, che sar\u00e0 formato da tutti i sindaci e consiglieri comunali in carica nei comuni appartenenti all\u2019ente e avr\u00e0 come compito quello di eleggere il presidente del Libero consorzio e il sindaco della Citt\u00e0 metropolitana, oltre che i membri della Giunta. Proprio sulla previsione della elezione di secondo livello si \u00e8 creata la frattura tra maggioranza e parte dell\u2019opposizione. Lista Musumeci, Forza Italia e Pid non hanno preso parte all\u2019esame e al voto della riforma per protestare contro la presidenza dell\u2019Ars che ha dichiarato inammissibili tutti gli emendamenti volti a introdurre l\u2019elezione diretta. Possibilit\u00e0 che la riforma lascia, invece, alla potest\u00e0 statutaria di ciascun ente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi pu\u00f2 presiedere gli enti<\/strong><br \/>\nPossono occupare la poltrona di presidente e sindaco metropolitano solo i primi cittadini dei comuni appartenenti all\u2019ente territoriale, a condizione che il loro mandato scada non prima dei 18 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni. \u201cUna misura \u2013 ha spiegato il presidente della prima commissione Antonello Cracolici \u2013 per evitare incarichi troppo brevi\u201d, dal momento che la cessazione dalla carica di sindaco di un comune o di consigliere comunale comporta la decadenza immediata di qualsiasi carica ricoperta negli organi dei Liberi consorzi e Citt\u00e0 metropolitane. Non c&#8217;\u00e8 l&#8217;automatismo previsto altrove in Italia per cui nelle Citt\u00e0 metropolitane il sindaco del comune capoluogo \u00e8 anche sindaco metropolitano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Elezioni e fine dei commissariamenti<\/strong><br \/>\nAssemblea e Conferenza sono gli organi di indirizzo politico degli enti di area vasta e sono composte dai sindaci dei comuni. La Giunta \u00e8, invece, l\u2019organo esecutivo e i componenti variano da quattro a otto in base al numero di abitanti dell\u2019ente. Per la prima elezione bisogner\u00e0 attendere il prossimo autunno. \u201cTra ottobre e novembre si riuniranno nelle ex province circa 10mila tra sindaci e consiglieri comunali \u2013 spiega Cracolici -. Numeri che segnano una grande novit\u00e0, oltre la fine dei commissariamenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il costo degli organismi<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda il costo degli organismi, al presidente e al sindaco metropolitano \u00e8 attribuita un\u2019indennit\u00e0 pari alla differenza tra quanto percepito per la carica di sindaco e quella spettante al primo cittadino del comune con il maggior numero di abitanti. Nel caso questa indennit\u00e0 dovesse corrispondere a quella gi\u00e0 percepita, sar\u00e0 aumentata del 20%. Per ci\u00f2 che riguarda i componenti delle Giunte, invece, la somma sar\u00e0 pari alla differenza tra l\u2019indennit\u00e0 percepita per la carica ricoperta nel proprio comune e il 50% di quella spettante al presidente del consorzio o sindaco metropolitano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le competenze<\/strong><br \/>\nMa pi\u00f9 che sulla governance, \u00e8 sulle funzioni dei nuovi enti che governo e maggioranza hanno voluto sottolineare le innovazioni rispetto al recente passato. \u201cCon questa riforma abbiamo messo fine agli sprechi per ripetizione della spesa \u2013 afferma Cracolici -. Non esisteranno pi\u00f9 nove \u2018supercomuni\u2019, come erano nei fatti le ex Province, perch\u00e9 Liberi consorzi e Citt\u00e0 metropolitane avranno competenze esclusive\u201d.<br \/>\n\u201cIn capo ai nuovi enti restano molte competenze delle ex Province \u2013 ha spiegato l\u2019assessore alla Funzione pubblica Giovanni Pistorio \u2013, ma con alcune modifiche di rilievo. In particolare, vengono trasferite ai comuni le competenze su manifestazioni artistiche e ricreative, mentre alla Regione passano le competenze su formazione professionale e tutela ambientale. I Liberi consorzi \u2013 ha aggiunto &#8211; avranno, invece, competenza sull\u2019approvazione degli strumenti urbanistici ed entro il prossimo anno anche sull\u2019edilizia popolare abitativa, sulla vigilanza dei consorzi di bonifica e sulla motorizzazione civile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il personale<\/strong><br \/>\nMa \u00e8 il capitolo pi\u00f9 scottante era sicuramente quello relativo al personale delle ex Province che attendeva con il fiato sospeso l\u2019approvazione della riforma. \u201cIn un momento in cui le province del resto d\u2019Italia hanno messo in mobilit\u00e0 il 50% dei dipendenti, noi pensiamo di aver messo in sicurezza il personale\u201d, ha affermato l\u2019assessore Pistorio. \u201cIl risultato pi\u00f9 importante \u00e8 aver dato continuit\u00e0 ai posti di lavoro dei dipendenti delle ex Province\u201d, ha detto il deputato Giovanni Di Mauro (Mpa).<br \/>\nDi tutt\u2019altro avviso il forzista Vincenzo Figuccia. \u201cNon \u00e8 affatto vero che il personale verr\u00e0 garantito. Anzi. Visto che a questi enti sono state attribuite nuovi funzioni senza il giusto corrispettivo in termini di dotazione finanziaria, c\u2019\u00e8 il rischio concreto di messa in mobilit\u00e0 di centinaia dipendenti\u201d.<br \/>\nNel dettaglio, la riforma dispone che gli enti di area vasta stabiliscano entro tre mesi la propria dotazione organica. Il personale che rester\u00e0 assegnato ai nuovi enti o che andr\u00e0 in mobilit\u00e0 sar\u00e0 individuato con decreto del presidente della Regione, previa delibera di giunta su proposta dell\u2019assessore regionale alle Autonomie locali, sentite le principali organizzazioni sindacali.<br \/>\n\u201cGli elementi che mi convincono di pi\u00f9 della riforma sono tre \u2013 ha spiegato il governatore Crocetta &#8211; . Innanzitutto offre sin da subito una impostazione ben definita dei nuovi enti; rispetta i referendum gi\u00e0 fatti, consentendo ai comuni che avevano gi\u00e0 scelto di passare ad un altro libero consorzio di confermare il la loro decisione; consente, infine, la possibilit\u00e0 di formare nuovi Liberi consorzi di comuni che abbiano i requisiti di continuit\u00e0 territoriale e una popolazione non inferiore a 180 mila abitanti, requisiti che ne eviteranno la inutile proliferazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governatore Crocetta e il parlamento regionale varano una riforma promessa a Giletti in un programma televisivo domenicale in antitesi al proprio programma di governo votato dai siciliani. Ci sono voluti quasi tre anni, 36 assessori regionali, nove mesi di commissioni parlamentari per attuare una spending review, sempre e comunque a discapito dei cittadini. 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