{"id":31128,"date":"2015-08-27T15:06:05","date_gmt":"2015-08-27T13:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=31128"},"modified":"2015-09-09T12:31:22","modified_gmt":"2015-09-09T10:31:22","slug":"vittoria-tunisino-violenta-donna-rumena-nelle-serre-scatta-larresto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2015\/08\/27\/vittoria-tunisino-violenta-donna-rumena-nelle-serre-scatta-larresto\/","title":{"rendered":"Vittoria, tunisino violenta donna rumena nelle serre: scatta l&#8217;arresto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Squadra Mobile ha notificato la misura cautelare a B.S.M. tunisino di 28 anni residente a Gela, ma domiciliato presso una delle numerose aziende agricole di Vittoria, per il reato di atti persecutori ai danni di una giovane rumena.\u00a0La Squadra Mobile di Ragusa pochi giorni fa riceveva informazioni dettagliate dal personale di un\u2019associazione che si occupa della tutela dei lavoratori (braccianti agricoli) presso le serre in provincia di Ragusa ed in particolar modo, tutela le donne lavoratrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia riguardava l\u2019allontanamento di una donna rumena della quale un cittadino tunisino dichiarava fosse scomparsa probabilmente perch\u00e9 rapita dal suo datore di lavoro. Le indagini, considerata la gravit\u00e0 di quanto raccontato, iniziavano immediatamente con intercettazioni telefoniche di tutti i soggetti coinvolti ed appostamenti presso le serre.\u00a0In alcune occasioni i poliziotti si sono finti braccianti agricoli per poter carpire qualche notizia in pi\u00f9 durante le fasi di raccolto delle melanzane. Le notizie apprese erano molto utili per conoscere le dinamiche che si evolvono all\u2019interno delle serre e per individuare il luogo dove la donna si era rifugiata. L\u2019aspetto pi\u00f9 complesso in questi casi \u00e8 quello di dover indagare in vaste campagne adibite a serra dove \u00e8 difficilissimo addentrarsi senza essere subito individuati dagli addetti ai lavori come soggetti estranei al mondo delle aziende agricole. Per questo \u00e8 stata vincente la strategia di aver inviato dei poliziotti a lavorare nelle serre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pochi giorni di attivit\u00e0 la Polizia di Stato ritrovava la donna sana e salva ma molto impaurita. Tra le intercettazioni di diversi soggetti e della stessa vittima \u00e8 stato possibile appurare quanto effettivamente accaduto alla donna da quando in Italia.\u00a0La vittima accompagnata presso gli uffici della Squadra Mobile veniva affiancata sin dai primi istanti da personale femminile della Polizia di Stato e da una psicologa esperta, cos\u00ec previsto dalle norme vigenti e giuste direttiva della Procura della Repubblica di Ragusa. La sua storia in Italia inizia un anno e mezzo fa quando viene invitata da una connazionale a trasferirsi a Vittoria per lavorare nelle serre considerato che in Romania non aveva alcuna occupazione. Fin qui tutto normale, in pratica lo stesso copione si ripete per tutti i braccianti agricoli provenienti dalla Romania e non solo.\u00a0La donna accettava di buon grado, anche se quando arrivata presso la serra indicata dalla sua amica si rendeva subito conto che le condizioni di vita sarebbero state pessime.\u00a025 euro al giorno per 10 ore di lavoro, costretta a vivere all\u2019interno di baracche in legno costruite sempre dentro le serre, in quanto un affitto per una casa era troppo caro. Dalla serra non si esce mai, non ci sono mezzi e possibilit\u00e0 per raggiungere il centro abitato, si permane sempre all\u2019interno di quel perimetro fatto di teli di plastica e recinzioni per delimitare le propriet\u00e0. Quando si vuole andare in centro si deve cercare un passaggio ed \u00e8 proprio nel momento del bisogno che le donne vengono sottoposte a ricatto. \u201cVuoi un passaggio?\u201d Bene, ma devi soddisfare le richieste del datore di lavoro, del bracciante agricolo che da tempo in Italia ha potuto comprare un\u2019auto. La donna viene subito fatta oggetto di \u201cattenzioni\u201d di datori di lavoro e caporali che si occupano di far trovare occupazione a tutte le donne rumene quando arrivano a Ragusa e di conseguenza era costretta a cambiare sempre azienda ed a volte consenziente si offriva per ottenere qualche vantaggio.\u00a0Alcune donne cedono ai ricatti morali e si prostituiscono per avere pi\u00f9 denaro, altre vengono solo sfruttate professionalmente perch\u00e9 sottopagate ed altre per avere un trattamento \u201cmigliore\u201d, si concedono ai titolari di aziende avendo cos\u00ec diritto ad una casa fatiscente, ma pur sempre una casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I racconti della vittima sono molto forti ma lei stessa riferisce episodi risalenti a pi\u00f9 di 6 mesi addietro, reati che non possono pi\u00f9 essere contestati perch\u00e9 mai da lei denunciati e non vi \u00e8 pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di presentare querela nei confronti di chi aveva abusato di lei. La vittima comunque non vuole denunciare, riferisce che il pi\u00f9 delle volte aveva dato il suo consenso.\u00a0La vittima per sottrarsi ai datori di lavoro si confidava con un suo \u201cpari\u201d, un bracciante agricolo come lei, un cittadino tunisino al quale diceva che voleva essere aiutata ma dovevano restare amici senza nulla di pi\u00f9, lei sognava di avere un fidanzato suo connazionale. L\u2019uomo inizialmente la proteggeva con affetto in quanto si era innamorato di lei e la rispettava. La sua protezione aveva permesso alla donna di tenere lontani tutti i soggetti che ruotano attorno a questa vicenda, titolari, altri braccianti agricoli, caporali. Dopo un po\u2019 il tunisino non poteva fare a meno di stare con lei ed iniziava a chiederle delle prestazioni sessuali sempre respinte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno fa il tunisino si ubriacava e minacciandola con una pistola (\u00e8 stato accertato fosse finta) la costringeva a subire un rapporto sessuale. Lei il giorno dopo lo insultava per quanto fatto e lui chiedeva scusa giustificandosi che era ubriaco ed innamorato di lei. La donna continuava a lavorare nella stessa serra a 25 euro al giorno e non trovava via d\u2019uscita, si sentiva schiacciata tra i datori di lavoro ed il tunisino che in teoria la doveva proteggere ma l\u2019aveva violentata.\u00a0All\u2019ennesima richiesta di un rapporto sessuale, pochi giorni fa, la donna fuggiva trovando riparo da un connazionale con il quale nel contempo aveva iniziato un rapporto di amicizia sincero. Il tunisino credendo fosse stata a lui sottratta dal datore di lavoro che voleva proteggerla, simulava un rapimento contattando personale di un\u2019associazione di volontariato. Peccato lui non sapesse che l\u2019associazione collabora con la Squadra Mobile di Ragusa da anni, difatti quando \u00e8 stato chiamato dalla Polizia di Stato per verbalizzare le sue dichiarazioni era particolarmente confuso nel narrare i fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine delle tempestive e brevissime indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa la Squadra Mobile \u00e8 riuscita ad appurare che l\u2019uomo avesse inventato tutto al fine di poter rientrare in \u201cpossesso\u201d della vittima. Nonostante la donna fosse stata ritrovata, lui venuto a conoscenza (da parte di altri braccianti agricoli) del luogo dove si trovava, continuava a perseguitarla, con centinaia di telefonate ed appostamenti davanti la serra dove la vittima si trovava. Una delle telefonate alle quali la vittima rispondeva (perch\u00e9 fatta con numero oscurato), l\u2019uomo le diceva \u201ctu devi stare con me, io ho bisogno di avere un rapporto sessuale o sto con te o prendo un\u2019altra donna, non mi interessa, io non ho rapporti da 15 giorni\u201d. Al termine dell\u2019attivit\u00e0 investigativa condotta dalla Polizia di Stato, la Procura della Repubblica ha richiesto la custodia cautelare in carcere per il tunisino responsabile del reato. Emessa la misura cautelare dal G.I.P. di Ragusa, gli uomini della Squadra Mobile si sono appostati vicino la serra dove dimora il tunisino ed appena \u00e8 stato riconosciuto con certezza, \u00e8 stato catturato e condotto in ufficio per l\u2019esecuzione del provvedimento nei suoi confronti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La donna oggi si trova in una localit\u00e0 protetta, continua a lavorare presso le serre e cos\u00ec come da lei riferito ha ritrovato la serenit\u00e0, aiutata dalla Polizia di Stato e da qualche connazionale amico. Le indagini della Squadra Mobile continuano per ci\u00f2 che concerne il fenomeno del cosiddetto \u201ccaporalato\u201d e per lo sfruttamento dei lavoratori, sottopagati e spesso impiegati senza alcun contratto di lavoro. Numerosi sono i soggetti individuati nell\u2019ambito dell\u2019indagine con precise responsabilit\u00e0 in ordine ad altri reati connessi allo sfruttamento dei lavoratori. Negli ultimi anni la Squadra Mobile ha denunciato alla Procura della Repubblica centinaia di soggetti, in particolar modo datori di lavoro, che in modo fittizio impiegavano lavoratori stranieri percependo da loro parte del compenso dell\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione per poi impiegarli in nero durante il periodo di non impiego. Diverse le indagini condotte a tutela dei lavoratori e dell\u2019INPS che pi\u00f9 volte ha potuto bloccare milioni di euro di indennit\u00e0 che sarebbero state concesse qualora non vi fossero state le indagini della Squadra Mobile. La Polizia di Stato, anche con diverse iniziative fatte presso le serre, cerca di vincere il silenzio al quale sono costrette le lavoratrici ed i lavoratori della terra iblea, cos\u00ec da poter individuare gli autori di condotte criminali commesse ai danni dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Squadra Mobile ha notificato la misura cautelare a B.S.M. tunisino di 28 anni residente a Gela, ma domiciliato presso una delle numerose aziende agricole di Vittoria, per il reato di atti persecutori ai danni di una giovane rumena.\u00a0La Squadra Mobile di Ragusa pochi giorni fa riceveva informazioni dettagliate dal personale di un\u2019associazione che si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":31129,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,22],"tags":[],"class_list":["post-31128","post","type-post","status-publish","format-video","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca","category-provincia","post_format-post-format-video"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}