{"id":33644,"date":"2015-11-16T14:54:23","date_gmt":"2015-11-16T13:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=33644"},"modified":"2015-11-16T14:54:46","modified_gmt":"2015-11-16T13:54:46","slug":"ragusa-sfruttamento-della-prostituzione-arrestate-quattro-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2015\/11\/16\/ragusa-sfruttamento-della-prostituzione-arrestate-quattro-persone\/","title":{"rendered":"Ragusa, sfruttamento della prostituzione: arrestate quattro persone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Polizia di Stato \u2013 Servizio Centrale Operativo e Squadra Mobile di Ragusa \u2013 ha eseguito i provvedimenti di Fermo di indiziato di delitto con la collaborazione dei colleghi di Novara per OGAGAOGHENE Ejiro Oghene intesa \u201cFaith\u201d, nata il 22.12.1991 in Nigeria e OJU Ogaga Oghene, nato il 12.11.1983 in Nigeria; di Ferrara per OBOH Angela, nata il 20.10.1987 in Nigeria; di Napoli per IZOGIE Felicia Kelechi intesa \u201cEva\u201d, nata il 12.12.1988 in Nigeria.\u00a0Le 4 persone catturate (un uomo e tre donne) sono state fermate in quanto gravemente indiziate dei delitti di cui agli artt. 416, 1^ e 6^ comma c.p. per avere, unitamente ad altri soggetti, allo stato ignoti, costituito e promosso un\u2019associazione dedita: 1) alla tratta di giovani donne nigeriane, illegittimamente introdotte nello Stato italiano al fine di avviarle alla prostituzione; 2) all\u2019induzione e sfruttamento della prostituzione delle stesse. Reati aggravati dal fatto che si tratta di un gruppo che opera in pi\u00f9 di uno Stato (Libia, Nigeria e Italia). Ed ancora dei reati previsti dagli articoli 110 e 601 c.p. perch\u00e9, in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato ignoti, approfittando dello stato di estrema indigenza in cui versavano le vittime, mediante l\u2019inganno della promessa di un lavoro lecito e con minacce di mali ingiusti per s\u00e8 e per i propri familiari (riti voodoo), reclutavano ed introducevano nel territorio dello Stato donne al fine di indurle e costringerle a prestazioni lavorative di tipo sessuale, con l\u2019aggravante di aver commesso i fatti reato, al fine dello sfruttamento della prostituzione e per aver cagionato grave pericolo per la vita o l\u2019integrit\u00e0 fisica e psichica della persona offesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA GENESI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di febbraio di quest\u2019anno, giustappunto il 14, in uno dei tantissimi carichi di migranti giunti presso il porto di Pozzallo, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa notavano che tra i 126 sbarcati vi erano numerosissime donne di origine nigeriana. Le capacit\u00e0 investigative acquisite dagli investigatori della Polizia di Stato iblea permettono di individuare anche alcune dinamiche criminali, ormai consolidate negli anni, da parte di network criminali transnazionali.\u00a0In relazione all\u2019esperienza maturata, gli uomini della Squadra Mobile si avvalgono tra l\u2019altro di una giovane interprete nigeriana, anch\u2019essa sbarcata a Pozzallo qualche anno fa, ora inserita in modo stabile nei team investigativi della Polizia di Stato di Ragusa. Grazie all\u2019opera di mediazione della citata donna si \u00e8 riusciti ad indurre una giovanissima migrante a raccontare agli investigatori la sua tremenda esperienza. La donna riferiva di essere stata contatta in Nigeria da alcuni connazionali che le offrivano un futuro migliore, fatto di studi e lavori come baby sitter o badante. Considerata la sua gravissima situazione finanziaria, cos\u00ec come quella della sua famiglia, la giovane accettava di raggiungere l\u2019Italia; per di pi\u00f9 le avevano detto che non avrebbe dovuto pagare nulla, salvo poi rimborsare la somma versata per lei di 400 euro.\u00a0Al fine di \u201cproteggerla\u201d dagli spiriti del male, gli organizzatori la sottoponevano al rito voodoo, tagliandole una ciocca di capelli, i peli del pube e le unghie, scattandole anche una foto. Per far questo la portavano da un \u201cbaba-loa\u201d da qui il nome dell\u2019indagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cbaba-loa\u201d \u00e8 una figura religiosa tradizionale molto diffusa e rispettata, soprattutto nelle zone non musulmane della Nigeria meridionale. Solo nello stato di Edo ci sono infatti ben 5000 baba-loa regolarmente iscritti a un albo professionale di categoria, i cui compiti sono legati soprattutto al bisogno di coesione comunitaria, mediazione nei conflitti sociali e familiari, nonch\u00e9 virt\u00f9 di carattere terapeutico. Il baba-loa \u00abbenedice\u00bb la partenza delle donne, sottoponendole a un rito vud\u00f9 ben codificato: prende alcuni elementi intimi della candidate alla partenza (peli pubici, unghie dei piedi, un assorbente sporco di sangue) e li mescola in un sacchetto pieno di polveri magiche. Come una corda stretta intorno al collo, il rito vud\u00f9 contribuir\u00e0 a rendere docili le ragazze: terrorizzate dal fatto che alcune parti del loro corpo sono nelle mani dello stregone, si sentiranno legate a doppio filo all&#8217;impegno preso.\u00a0Forti di questo duplice vincolo, le organizzazioni criminose sanno di avere il coltello dalla parte del manico. Una volta selezionate, e spesso illuse le donne con la promessa di un falso lavoro,i criminali organizzano il loro passaggio in Europa (fonte progetto \u201cRoxana\u201d)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCi serviranno per pregare per te, ma tu ricordati che se non onorerai i tuoi debiti morirai\u201d, cos\u00ec le avrebbero detto prima di partire, minacciando anche la sua famiglia. La ragazza, una volta ascoltata dalla Polizia, grazie anche al supporto dell\u2019OIM, veniva informata che per le leggi italiane sarebbe stata protetta ed accompagnata presso una struttura inserita in un programma nazionale codificato dalla cd \u201clegge antitratta\u201d. Una volta rassicurata, la giovane donna appuntava, poco prima di andare via, un numero di telefono di una delle criminali consegnandolo agli ispettori della Polizia di Stato. \u00a0\u201cQuesto numero l\u2019ho dovuto imparare a memoria; mi avevano detto che una volta giunta in Italia avrei dovuto contattare questa donna e che lei mi avrebbe aiutato prelevandomi proprio presso la citt\u00e0 di sbarco\u201d. La donna ovviamente non ha pi\u00f9 fatto quella telefonata, evitando cos\u00ec di essere avviata alla prostituzione; per contro \u00e8 ormai salva e lavora nel ragusano in una azienda, non meglio indicata dalla Polizia di Stato, per sua garanzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE INDAGINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver acquisito le prime importanti notizie investigative, gli uomini della Polizia di Stato hanno chiesto ed ottenuto dalla Procura della Repubblica di Catania di intercettare l\u2019utenza telefonica fornita dalla vittima sbarcata a Pozzallo.\u00a0Poco dopo aver dato inizio alle intercettazioni, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa e del Servizio Centrale Operativo, che coordina tutti gli uffici investigativi della Polizia di Stato, avevano un quadro gi\u00e0 molto chiaro di quanto realizzassero i sodali dell\u2019organizzazione. Gli stessi risultavano \u201cspecializzati\u201d in distinti ruoli: chi in Nigeria procacciava le ragazze promettendo facili guadagni, lavori leciti ed un futuro certo, sottoponendo per\u00f2 le vittime ai riti voodoo; chi in Libia fungeva da connection man per il trasferimento in Italia; chi prelevava le ragazze vicino ai luoghi di sbarco e chi poi le obbligava a stare su strada per prostituirsi. In particolar modo capita spesso che le vittime di tratta diventino esse stesse carnefici poich\u00e9, per sottrarsi agli obblighi di versare denaro, divengono anch\u2019esse delle \u201cmaman\u201d, in modo da estinguere il debito senza pi\u00f9 prostituirsi. Nel concreto una rete criminale destinata solo ad allargarsi se non individuata dagli investigatori. Le indagini sono durate mesi ed hanno permesso di individuare ben tre network delinquenziali operanti in Italia nelle tre citt\u00e0 ove si \u00e8 proceduto alle catture: Novara, Ferrara e Napoli. I punti in comune che hanno legato in questa indagine quanti impegnati nelle varie citt\u00e0 erano proprio i soggetti operanti in territorio straniero.Chi \u201cvende\u201d le ragazze opera in Nigeria e Libia; in posizione diversa chi ha base in Italia o in nord Europa che prima \u201cordina\u201d le vittime, spesso minori, per poi obbligarle alla prostituzione, pena disavventure prodotte dai riti voodoo. Le migliaia di intercettazioni hanno, quindi, permesso di individuare questi soggetti presenti in Italia, raccogliendo per tutti i sodali gravissimi indizi di reit\u00e0 a loro carico. Fortemente toccanti le violenze verbali usate dagli indagati, in un crescendo di responsabilit\u00e0 caratterizzato tra l\u2019altro dalla totale assenza di rispetto della vita umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE CATTURE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Procura Distrettuale Antimafia ha valutato di procedere al Fermo di indiziato di delitto per impedire: in primis la reiterazione del reato, cos\u00ec sottraendo le vittime ai loro aguzzini; poi anche per evitare la fuga, stante il fatto che tutte le persone indagate sono risultate in possesso di regolare permesso di soggiorno italiano, potendo cos\u00ec liberamente ritornare in patria o spostarsi verso altri paesi, facendo poi perdere le loro tracce. In questi giorni, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, con la collaborazione dei colleghi di Napoli, Novara e Ferrara, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno eseguito le catture in tre citt\u00e0 diverse. L\u2019operazione molto complessa, perch\u00e9 articolata su territori diversi tra loro ma con soggetti comunque tra loro collegati, \u00e8 stata portata a termine dopo un attento lavoro di localizzazione delle persone da catturare. Durante l\u2019esecuzione a Novara, \u00e8 stato possibile sottrarre alla rete criminale una donna che si trovava in casa degli arrestati. La stessa, rintracciata in una casa, non ha mancato di ringraziare la Polizia di Stato per averla sottratta ai suoi aguzzini: un uomo ed una donna che la costringevano a prostituirsi per pagare il debito da lei contratto di 25.000 euro. La vittima, peraltro giovanissima, ha riferito di essere stata anch\u2019essa sottoposta al rito voodoo anche se non ha voluto specificare nulla proprio perch\u00e9 credeva nella magia nera. In concreto avrebbe dovuto pagare, l\u2019affitto di casa; della piazzola di sosta dove si prostituiva in strada; il vitto e poi anche il debito gi\u00e0 contratto all\u2019atto della partenza. In pratica sarebbe restata legata ai debiti per anni. Al termine delle catture tutte le persone indagate sono state identificate dalla Polizia Scientifica e poi condotte nelle carceri pi\u00f9 vicine al luogo di esecuzione del provvedimento di fermo. Il Giudice per le indagini preliminari competente per zona ha convalidato i fermi dei 4 indagati rimettendo gli atti per competenza al Tribunale di Catania per la relativa fase dibattimentale che si auspica potr\u00e0 portare alla condanna per decine di anni di carcere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia di Stato \u2013 Servizio Centrale Operativo e Squadra Mobile di Ragusa \u2013 ha eseguito i provvedimenti di Fermo di indiziato di delitto con la collaborazione dei colleghi di Novara per OGAGAOGHENE Ejiro Oghene intesa \u201cFaith\u201d, nata il 22.12.1991 in Nigeria e OJU Ogaga Oghene, nato il 12.11.1983 in Nigeria; di Ferrara per OBOH [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":33645,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,22],"tags":[],"class_list":["post-33644","post","type-post","status-publish","format-video","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca","category-provincia","post_format-post-format-video"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33644"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33644\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33645"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}