{"id":34409,"date":"2015-12-12T09:10:54","date_gmt":"2015-12-12T08:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=34409"},"modified":"2015-12-12T09:32:07","modified_gmt":"2015-12-12T08:32:07","slug":"ex-casermapuntata-5-soprintendente-la-legge-non-ammette-ignoranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2015\/12\/12\/ex-casermapuntata-5-soprintendente-la-legge-non-ammette-ignoranza\/","title":{"rendered":"Ex caserma\/PUNTATA 5. Soprintendente: &#8220;La legge non ammette ignoranza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Ho il parere della Soprintendenza che nel 2009 ha messo per iscritto che l\u2019immobile non aveva alcun\u00a0requisito storico, ma di essere compromesso e pericoloso, a rischio crollo&#8221;. Parola dell&#8217;<strong>architetto Mariangela Mormina<\/strong>, dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico Comunale, <a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/index.php\/2015\/10\/14\/ex-caserma-larchitetto-mormina-non-ce-nulla-di-storico-in-quelledificio\/\">in un&#8217;intervista di qualche tempo fa<\/a>. Il Comune di Santa Croce Camerina, prima di abbattere la caserma borbonica nel maggio 2014, non ha ritenuto opportuno chiedere un nuovo parere alla Soprintendenza perch\u00e9 la stessa non aveva &#8220;ritirato il parere\u00a0di cui sopra&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#8217;architetto e <strong>il sindaco Iurato<\/strong>, la parte centrale dell&#8217;edificio, risalente al 1800, non aveva alcun interesse culturale. <a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/index.php\/2015\/09\/15\/ex-caserma-il-sindaco-iurato-si-ribella-preferiscono-darla-ai-privati\/\">Il primo cittadino, a pi\u00f9 riprese, ha consegnato il suo pensiero a Facebook<\/a>: &#8220;Chi adesso grida allo scandalo, tirando fuori non si sa bene quale motivazione storico-culturale, era invece promotore dell\u2019abbattimento (&#8230;) Forse non sopporta che la collettivit\u00e0 venga prima del privato, e maschera il profondo e livoroso disappunto dietro non ben precisate motivazioni di tutela del presunto e ipotetico patrimonio storico culturale&#8221;. Anche alle <strong>Iene<\/strong>, in un servizio mandato in onda a ottobre, il primo cittadino aveva ribadito che non si trattasse di un edificio storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bastava, quindi, il parere espresso del 2009 dalla Soprintendenza a demolire la caserma?<\/strong> La dottoressa Rosalba Panvini ha gi\u00e0 spiegato nell&#8217;intervista che si trattasse di &#8220;un parere non assimilabile sul recupero del centro storico di Punta Secca&#8221;, ma a seguito delle nostre ricerche, e della <a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/index.php\/2015\/12\/09\/ex-casermapuntata-2-il-parere-del-2009-della-soprintendenza\/\">seconda puntata di questa inchiesta<\/a>, ha voluto ribadire con forza un concetto: &#8220;La Caserma distrutta era un bene culturale, ex art. 10, commi 1 e 5 del Codice dei Beni Culturali, laddove, fra l&#8217;altro, \u00e8 un bene culturale un immobile appartenente a qualsivoglia ente pubblico, la cui esecuzione risalga ad oltre 70 anni. <strong>La legge supera qualsivoglia parere, vigente o no, di qualunque Soprintendente, in carica o no: la legge \u00e8 legge<\/strong>. E&#8217; stato gi\u00e0 spiegato al Comune, in data 10 aprile 2014, che il procedimento di verifica dell&#8217;interesse su un immobile-bene culturale, secondo il Codice sopracitato, \u00e8 cosa completamente diversa dal parere della Soprintendenza sui piani particolareggiati. <strong>Essendo stati questi piani particolareggiati respinti, e perci\u00f2 inattivati e inattivabili, quel parere \u00e8 come se non fosse stato mai dato<\/strong>. Il Comune non poteva non conoscere il contenuto del D.D.G. del 06\/05\/2008, n.6145 dell&#8217;assessorato ai Beni Culturali, pi\u00f9 volte richiamato da questa Soprintendenza, circa il procedimento con il quale si attua la verifica di un bene culturale, procedura mirata all&#8217;accertamento circa il mantenimento e\/o la decadenza dei requisiti di culturalit\u00e0 del bene, e che nulla ha a che vedere con gli altri pareri espressi dall&#8217;Istituto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottoressa Rosalba Panvini non usa mezzi termini: &#8220;Non soltanto <strong>la legge non ammette ignoranza<\/strong>, ma il Comune, ai sensi dell&#8217;art.5 dei Beni Culturali, deve cooperare nell&#8217;esercizio delle funzioni di tutela dei Beni Culturali. Da qui la gravit\u00e0 dell&#8217;operato stigmatizzato da questo Istituto. Si chiarisce infine, ancora una volta, che l&#8217;art. 146, comma 1, del menzionato codice, prevede espressamente: &#8220;i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili non possono distruggerli, n\u00e9 introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione.\u00a0Si tenga conto che <strong>l&#8217;agire distruttivo, senza il preventivo parere, \u00e8 stato posto in essere non dal legittimo proprietario dell&#8217;area e del bene stesso, cio\u00e8 il Demanio Regionale Marittimo, ma dal comune che, in ogni caso, era privo di qualsivoglia titolo ad agire<\/strong>. Pertanto, ogni eventuale sopralluogo, in aree soggette a vincolo, anche di carattere contingente ed urgente, non pu\u00f2, n\u00e9 poteva, nel caso, essere attuato senza la presenza della Soprintendenza&#8221;. Proprio a seguito di queste mancanze, la Soprintendenza ha presentato un esposto agli inquirenti. La magistratura, unica deputata a far luce sull&#8217;argomento, ha aperto due inchieste. Noi, attraverso una mail fatta pervenire all&#8217;Ufficio Tecnico comunale e alla segreteria del sindaco, abbiamo dato al primo cittadino e all&#8217;architetto Mormina di replicare.\u00a0Finora senza successo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ho il parere della Soprintendenza che nel 2009 ha messo per iscritto che l\u2019immobile non aveva alcun\u00a0requisito storico, ma di essere compromesso e pericoloso, a rischio crollo&#8221;. Parola dell&#8217;architetto Mariangela Mormina, dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico Comunale, in un&#8217;intervista di qualche tempo fa. 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