{"id":34976,"date":"2016-01-02T10:23:01","date_gmt":"2016-01-02T09:23:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=34976"},"modified":"2016-01-02T10:37:19","modified_gmt":"2016-01-02T09:37:19","slug":"vittoria-blitz-dei-carabinieri-liberata-giovane-donna-segregata-da-anni-subiva-violenze-dal-compagno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2016\/01\/02\/vittoria-blitz-dei-carabinieri-liberata-giovane-donna-segregata-da-anni-subiva-violenze-dal-compagno\/","title":{"rendered":"<font color=red>Vittoria &#8211;<\/font color> Blitz dei Carabinieri: liberata giovane donna segregata. Da anni subiva violenze dal compagno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Prosegue l\u2019attivit\u00e0 preventiva sul territorio della Compagnia di Vittoria, in particolar modo a favore delle fasce pi\u00f9 deboli ed indifese della popolazione, quali donne, bambini e anziani. In tale ottica l\u2019impegno dei militari dell\u2019Arma volto a contrastare i fenomeni di violenza e di atti persecutori nei confronti delle donne, ha consentito di risolvere, durante l\u2019anno appena trascorso, numerosi casi, restituendo alle vittime la dignit\u00e0, la speranza e il diritto di vivere la propria vita serenamente.Nella giornata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria hanno arrestato un tunisino di 38 anni, Karim Frej, bracciante agricolo, da qualche anno stanziatosi nel vittoriese per lavorare nel comparto agricolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 iniziato con una telefonata al numero unico europeo di pronto intervento 112, ricevuta dalla Centrale Operativa di Vittoria, in cui l\u2019anonimo interlocutore aveva segnalato che in una abitazione del centro urbano di Vittoria era tenuta segregata una donna ed il suo bambino di sei mesi. Ci troviamo in pieno centro, nelle immediate vicinanze della piazza del popolo. I militari entrano nello stabile, salgono al secondo piano e trovano una porta serrata a chiave e con un grosso lucchetto dall\u2019esterno. Dentro l\u2019abitazione una ragazza di 18 anni, rumena, e il suo bambino di sei mesi. Fortunatamente stanno bene. Impaurita e stanca la donna ed il piccolo vengono portati al sicuro in caserma, dove trovano ad attenderli anche gli operatori del centro antiviolenza \u201cDonne a Sud\u201d che collabora attivamente con le forze dell\u2019ordine, gi\u00e0 da tempo e con risultati ammirevoli, per aiutare e seguire le donne vittime di violenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto i militari dell\u2019Aliquota radiomobile e di quella operativa, dei Carabinieri di Vittoria, si mettono subito alla ricerca del tunisino, che \u00e8 stato localizzato e arrestato poco dopo tra le serre in c.da pozzo bollente, nell\u2019azienda agricola dove lavora.\u00a0Una storia che ha commosso i militari che si sono trovati a operare in questa delicato scenario. La donna infatti, aveva iniziato una relazione con il compagno tunisino, conosciuto circa due anni fa nelle serre dove lavoravano insieme e nonostante la notevole differenza di et\u00e0 avevano iniziato una relazione e poi una convivenza. Da quel momento \u00e8 iniziato l\u2019incubo. Appena entrata in casa, ha dovuto lasciare il lavoro ed \u00e8 stata costretta a rimanere rinchiusa ogni volta che il compagno era fuori. Niente telefono, niente visite, nessuna possibilit\u00e0 di uscire di casa da sola. Una finestra ed un balcone al secondo piano, dai quali era anche \u201cvietato affacciarsi\u201d. Una vera e propria prigionia. La situazione s\u2019era ulteriormente aggravata dopo la nascita del figlio, quando sono diventati pi\u00f9 frequenti anche i momenti di violenza fisica e psicologica nonch\u00e9 le minacce inflitte dal convivente per assoggettare la povera ragazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni di paura, di privazioni della libert\u00e0. La giovane vittima, per paura di ritorsioni, non aveva avuto il coraggio di confidarsi con nessuno, neanche con i familiari, che era costretta a vedere raramente e mai da sola. Ieri, finalmente, grazie all\u2019intervento dei Carabinieri, la povera giovane \u00e8 stata liberata. Karim Frej, dopo i rilievi foto-dattiloscopici, \u00e8 stato tradotto \u2013 d\u2019intesa con il pubblico ministero Francesco Riccio della Procura della Repubblica iblea \u2013 presso il carcere di Ragusa a disposizione del giudice, davanti al quale dovr\u00e0 rispondere dei reati di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, percosse e minacce aggravate e continuate. Purtroppo, se \u00e8 vero che questa storia ha avuto, fortunatamente, un lieto fine \u00e8 pur vero che ancora oggi esistono numerosi casi di questo tipo e molte donne che non riescono a trovare il coraggio di denunciare e riconquistare il proprio diritto alla libert\u00e0 di vivere una vita normale. L\u2019attenzione dell\u2019Arma dei carabinieri resta alta sul fenomeno, in linea con le recenti misure introdotte per il contrasto della violenza in ambito familiare che prevedono una maggiore tutela delle donne, con nuovi tipi di aggravanti: la legge ha voluto tutelare l\u2019incolumit\u00e0 individuale nell\u2019ipotesi in cui violenza e minacce mettano in pericolo l\u2019integrit\u00e0 psico-fisica della vittima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue l\u2019attivit\u00e0 preventiva sul territorio della Compagnia di Vittoria, in particolar modo a favore delle fasce pi\u00f9 deboli ed indifese della popolazione, quali donne, bambini e anziani. 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