{"id":35241,"date":"2016-01-15T17:49:45","date_gmt":"2016-01-15T16:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=35241"},"modified":"2016-01-15T17:49:45","modified_gmt":"2016-01-15T16:49:45","slug":"modica-giro-di-prostituzione-in-un-noto-locale-5-persone-arrestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2016\/01\/15\/modica-giro-di-prostituzione-in-un-noto-locale-5-persone-arrestate\/","title":{"rendered":"Modica, giro di prostituzione in un noto locale: 5 persone arrestate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Polizia di Modica nella nottata ha tratto in arresto quattro uomini ed una donna, che avevano creato una vera e propria fabbrica del sesso nella tranquilla cittadina modicana. Si tratta di DI ROSOLINI Corrado, di 54 anni, originario di Rosolini ma residente a Siracusa, dell\u2019avolese RAMETTA Gaetano, di anni 53 e dei modicani INTERLANDO Luca, di anni 41 e RUBERA Giovanni di anni 37 e della compagna rumena di quest\u2019ultimo, MILEA Rodica di anni 37.\u00a0I cinque sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.Le indagini della Polizia di Modica sono partite all\u2019inizio del 2014 per contrastare il diffuso fenomeno della prostituzione che pi\u00f9 volte era stato segnalato dai residenti, ingenerando allarme sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 investigativa degli uomini del Commissariato, coordinata dal Procuratore Capo Presso la Procura della Repubblica di Ragusa Dr. Carmelo Petralia e dal Sostituto Procuratore Gaetano Scollo, grazie all\u2019impiego di attrezzature tecniche con cui si effettuavano riprese all\u2019esterno e all\u2019interno del luogo attenzionato, accertava l\u2019esistenza di una illecita attivit\u00e0 di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne rumene in territorio di Modica.\u00a0Tale scoperta si rendeva possibile anche grazie ai servizi di osservazione e appostamento che vedevano impegnati numerosi poliziotti, i quali registravano la presenza assidua in questo comune del Di Rosolini, gi\u00e0 peraltro conosciuto alla Polizia di Modica per i suoi trascorsi penali (e per essersi reso responsabile in concorso con il Rametta, di un\u2019estorsione ai danni di un farmacista avolese), intenti a gestire un\u2019associazione senza fini di lucro, conosciuta ai pi\u00f9 come \u201cnight club Paradise\u201d, al cui interno per\u00f2 si svolgeva l\u2019attivit\u00e0 illecita in questione, sempre remunerativa grazie al costante interesse dei clienti per il sesso, cos\u00ec come acclarato dalle riprese in ore notturne, in cui si notava un andirivieni dal locale di auto e uomini fintamente soci tesserati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le indagini e l\u2019acquisizione di atti svelavano come i principali indagati, Di Rosolini e Rametta, assieme ad altri due modicani e ad una donna rumena, dopo aver rilevato tempo addietro il night \u201cLe Chat Noire\u201d sito nella periferia di Modica, avevano ben pensato di dichiararlo associazione culturale senza scopo di lucro per aggirare ogni norma di legge sui locali pubblici, nel tentativo di eludere i controlli di Polizia.\u00a0Tuttavia, nonostante tali stratagemmi adottati dagli indagati, che avevano anche provveduto a cambiare la denominazione in \u201cClub Paradise\u201d, non \u00e8 sfuggito agli investigatori l\u2019avvenuta trasformazione dell\u2019insospettabile associazione in una vera e propria casa chiusa, all\u2019interno della quale venivano condotte e fatte prostituire numerose donne rumene. Non solo, alcune di esse risultavano stabilmente residenti a Modica, mentre altre, \u201cpendolari del sesso\u201d, venivano ospitate per brevi periodi in una abitazione rurale di Via Fiumara, che gli indagati da tempo avevano affittato per tale scopo, dimostrando una organizzazione gi\u00e0 consolidata che aveva pianificato lo sfruttamento nei minimi particolari, anche per quanto riguardava la situazione alloggiativa delle donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Polizia scopriva che l\u2019organizzazione aveva anche ideato una rete di pubblicit\u00e0 via internet, con veri e propri annunci\/offerte di lavoro indirizzate a \u201cballerine, ragazze immagine e figuranti di sala\u201d intenzionate a trovare lavoro presso detto Club.\u00a0In effetti, tale stratagemma fungeva da vero e proprio \u201cspecchietto per le allodole\u201d per richiamare da ogni provincia d\u2019Italia donne \u201cdisponibili\u201d e dai territori confinanti con la provincia di Ragusa, uomini \u201callettati\u201d dalla possibilit\u00e0 di fare sesso.\u00a0Peraltro, proprio l\u2019astuzia criminale dell\u2019organizzazione aveva elaborato dei sistemi per intercettare anzitempo eventuali controlli della Polizia, infatti avevano installato fuori dal locale numerose telecamere a difesa della privacy, un sistema di allarme ed una porta in metallo munita di finestrella, al fine di verificare l\u2019identit\u00e0 degli avventori prima del loro accesso all\u2019interno del club, in modo da precludere, di fatto, un accesso immediato della Polizia ed impedendo al fenomeno delittuoso pi\u00f9 vecchio del mondo di emergere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2, l\u2019attivit\u00e0 investigativa svelava che le donne, tutte consapevoli dell\u2019attivit\u00e0 illecita in cui erano impiegate, in cambio avevano ottenuto l\u2019assunzione quali ballerine, in modo da dissimulare la reale attivit\u00e0 svolta. Inoltre, si dimostrava che venivano sfruttate nel meretricio dai cinque soggetti che le impiegavano nella prostituzione prezzolata all\u2019interno del \u201cParadise Club\u201d, ove erano state create apposite 11 zone riservate chiamate \u201cPrive\u2019\u201d dotate di divanetti, in cui le stesse si appartavano con i clienti dopo averli agganciati nella sala principale del night.\u00a0Inoltre, si rilevava come, astutamente, erano stati stipulati contratti di lavoro come operai anche a favore dei complici RUBERA Giovanni, INTERLANDO Luca e MILEA Rodica, circostanza questa che mirava a fuorviare eventuali controlli sulla reale funzione di questi all\u2019interno del locale in cui fattivamente favorivano la prostituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, i ruoli venivano chiariti dalle registrazioni video autorizzate dalla Procura della Repubblica di Ragusa ed effettuate all\u2019interno del club investigato: chi serviva al bar, chi sollecitava chiamando la prostituta a concludere l\u2019atto sessuale nei tempi concordati in base al prezzo pagato, chi incassava i soldi, chi puliva i priv\u00e8 dopo il sesso, chi sturava la fognatura ostruita dai preservativi usati e gettati nei bagni, chi retribuiva le \u201coperaie del piacere\u201d sulla base delle prestazioni effettuate giornalmente tra le ore 22.000 e le ore 05.00 del giorno successivo e chi invece si occupava di accompagnarle a lavoro e riportarle successivamente a casa.\u00a0Le indagini svelavano una consolidata capacit\u00e0 di eludere le indagini, infatti si scopriva l\u2019esistenza di nascondigli in cui gli indagati celavano numerosi preservativi da cedere ai clienti, un block notes con appunti criptati, riferiti al numero e alla durata delle prestazioni di ciascuna donna. Parimenti si appurava l\u2019esistenza di un sistema luminoso comandato da un unico interruttore (di accensione contestuale di tutte le luci), posto vicino alla cassa con cui avvisare gli occupanti dei priv\u00e8 dell\u2019arrivo della Polizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, le riprese chiarivano in modo esaustivo che all\u2019interno dei prive si svolgeva del sesso e che nella conduzione della impresa criminale i cinque arrestati si alternavano nei vari compiti, con una evidente condivisione di intenti, nella realizzazione del progetto delittuoso i cui proventi venivano spartiti a fine serata.\u00a0L\u2019intensa attivit\u00e0 di indagine fortemente voluta dalla Polizia di Modica e durata alcuni mesi, proprio nella decorsa nottata ha dato i suoi frutti; infatti, in esecuzione dell\u2019ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa Dr. Claudio Maggioni, il DI ROSOLINI Corrado, capo dell\u2019organizzazione criminosa, \u00e8 stato tratto in arresto e condotto presso il carcere di Ragusa, mentre RAMETTA Gaetano, INTERLANDO Luca, RUBERA Giovanni e la rumena MILEA Rodica, sono stati tratti in arresto e sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, la perquisizione effettuata all\u2019interno del locale in cui venivano catturati tre dei componenti l\u2019associazione investigata, dava ulteriore riscontro positivo in ordine ai reati contestati, atteso che veniva rinvenuta la somma in contanti di euro 3.340,00 e varia documentazione attestante le responsabilit\u00e0 penali degli arrestati. Infatti, all\u2019interno del locale venivano identificate numerose donne straniere e vari clienti della provincia di Ragusa e Siracusa.\u00a0Inoltre, nella medesima ordinanza il Giudice ha disposto il sequestro preventivo dell\u2019immobile di Contrada Musebbi ove si trova il night \u201cParadise Club\u201d, ponendo definitivamente fine all\u2019uso di detto immobile per finalit\u00e0 illecite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia di Modica nella nottata ha tratto in arresto quattro uomini ed una donna, che avevano creato una vera e propria fabbrica del sesso nella tranquilla cittadina modicana. 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