{"id":38528,"date":"2016-06-01T12:12:42","date_gmt":"2016-06-01T10:12:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=38528"},"modified":"2016-06-01T13:39:53","modified_gmt":"2016-06-01T11:39:53","slug":"in-contrada-zimmardo-avvelenate-centinaia-di-piante-di-carrubo-e-di-ulivo-allarme-del-m5s","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2016\/06\/01\/in-contrada-zimmardo-avvelenate-centinaia-di-piante-di-carrubo-e-di-ulivo-allarme-del-m5s\/","title":{"rendered":"<font color=red>Modica &#8211;<\/font color> In contrada Zimmardo avvelenate centinaia di piante di carrubo e di ulivo, allarme del M5S"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A chi fanno gola quelle centinaia di ettari di terreni coltivate a carrubi e olivi secolari e che si estendono per decine di chilometri quadrati da Modica e Pozzallo, fino al resto del litorale ibleo e alle campagne limitrofe? Certamente a persone senza scrupoli che non esitano ad avvelenare con un mix di pericolose sostanze chimiche le branche ed i tronchi degli alberi che nottetempo vengono fatti sparire nel vano intento di nascondere o ridimensionare lo scempio agli occhi distratti delle persone o della maggior parte degli inconsapevoli proprietari. Il singolare e preoccupante fenomeno criminale, cominciato un paio d\u2019anni fa, \u00e8 proseguito inesorabilmente fino ad oggi con un intensificarsi di ronde di non meglio specificati soggetti che si aggirano furtivamente per le campagne di giorno e di notte, organizzate in veri e propri \u201cgruppi di lavoro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I componenti di queste ronde aggrediscono sistematicamente gli alberi versando direttamente sui tronchi sostanze acide e disseccanti, al fine di \u201cbruciarne\u201d la corteccia e provocando l\u2019inevitabile morte dell\u2019intera pianta, che alla fine risulter\u00e0 nera e dissecata. Oppure i soggetti procedono con \u201ciniezioni\u201d di disseccanti sistemici, a base generalmente di glifosate, sulle parti giovani della pianta, in modo tale da immettere in circolo tale \u201cveleno\u201d il quale progressivamente ne riduce il vigore fino alla morte. Un esempio emblematico \u00e8 quello di un albero dal grosso tronco letteralmente tagliato a met\u00e0 dall\u2019interno. Un mix letale, che, nei fatti, riduce gli alberi a carcasse scure prive di fronde, corteccia e foglie, con i tronchi ricurvi e spaccati in pi\u00f9 parti dall\u2019azione degli acidi, di cui alla fine del processo non ne rimane che il ricaccio, visto che nottetempo, quel che ne rimane viene portato via per non lasciarne traccia. Uno spettacolo impressionante che ricade, cos\u00ec a vista, su di un\u2019area di oltre 400 ettari a macchia di leopardo e che sta colpendo migliaia di carrubi ed olivi, per un danno di centinaia di migliaia di euro dato dalla mancata produzione di decine di milioni tra carrube e olive, senza contare il gravissimo danno all\u2019ecosistema e al contesto rurale che tra l\u2019altro ricade in parte sotto vincolo paesaggistico. Una vera ecatombe che persegue uno scopo ben preciso: far deprezzare il valore dei terreni e provocare ingenti perdite economiche ai coltivatori costringendoli all\u2019abbandono dell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 questi terreni sono cos\u00ec importanti per qualcuno? Diverse le ipotesi al momento: dall\u2019interramento dei rifiuti, anche speciali e pericolosi (come la \u201cterra dei fuochi\u201d in Campania), al riparo da occhi indiscreti e risparmiando una fortuna sui costi di smaltimento, alla speculazione edilizia selvaggia su terreni ormai privi di valore agronomico. Gi\u00e0 qualche mese fa il Movimento 5 Stelle aveva evidenziato l\u2019inquietante fenomeno, ma il grido d\u2019allarme \u00e8 finora rimasto lettera morta, sommerso dal silenzio assordante delle istituzioni. Eppure la desolante scia di carrubi e ulivi irrimediabilmente distrutti continuano ad essere sotto gli occhi di tutti <em>(corrierediragusa.it)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A chi fanno gola quelle centinaia di ettari di terreni coltivate a carrubi e olivi secolari e che si estendono per decine di chilometri quadrati da Modica e Pozzallo, fino al resto del litorale ibleo e alle campagne limitrofe? 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