{"id":45598,"date":"2016-12-18T09:27:15","date_gmt":"2016-12-18T08:27:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=45598"},"modified":"2018-01-30T17:58:24","modified_gmt":"2018-01-30T16:58:24","slug":"p-secca-tutto-pronto-per-il-belvedere-ultimo-capitolo-di-una-storia-controversa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2016\/12\/18\/p-secca-tutto-pronto-per-il-belvedere-ultimo-capitolo-di-una-storia-controversa\/","title":{"rendered":"P.Secca, tutto pronto per il belvedere: ultimo capitolo di una storia controversa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Cui prodest? ovvero: &#8220;A chi giova?&#8221;. E&#8217; una famosa citazione del filosofo ed avvocato Cicerone, ma \u00e8 la stessa domanda che si erano posti i consiglieri comunali di opposizione e in particolare quelli della lista &#8220;Noi ci crediamo&#8221; dell&#8217;allora candidato a sindaco Giovanni Barone. L&#8217;ex caserma della guardia di finanza di Punta Secca \u00e8 stata una vicenda proficua di malcontenti: vuoi per le critiche da parte dei cittadini che evidenziavano la mancanza di soldi per sostenere le famiglie (dal trasporto alunni alla mensa scolastica), vuoi per gli accordi trasversali che si stanno perpetrando in vista delle prossime elezioni, senza che i cittadini abbiano avuto la dovuta chiarezza. Tutto ha inizio nei primi mesi del 2014, quando il sindaco Franca Iurato, rispettando il programma della sua lista, vuole abbattere l\u2019edificio dell\u2019ex caserma della guardia di finanza di via fratelli Bandiera di Punta Secca, sito di quasi 1000 metri quadrati di propriet\u00e0 demaniale, la cui parte\u00a0centrale tra l\u2019altro risale ai primi dell\u2019800, dunque in et\u00e0 Borbonica, ed \u00e8 catalogato tra le zone di interesse culturale, e quindi sotto la tutela della Soprintendenza. I documenti ufficiali e pubblici dimostrano per\u00f2 delle anomalie in tutto l\u2019iter che ha portato alla demolizione prima e al progetto poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primavera il Comune, su perizia propria, intima il Demanio, proprietario dell\u2019immobile, di demolire l\u2019edificio perch\u00e9, sempre secondo il Comune, vige in uno stato di abbandono e di rischio imminente di crollo. La pratica subisce un&#8217;accelerazione tra\u00a0le chiacchiere di piazza e i servizi delle Iene che parlano di un interesse diretto di politici che possiedono immobili proprio di fronte la ex caserma, che sicuramente aumenterebbero di valore col panorama libero. Intanto il sindaco tira dritto e d\u00e0 al Demanio venti giorni di tempo per abbattere l\u2019immobile. L\u2019opposizione non ci vede chiaro e lamenta il fatto che nessun ente competente &#8211; come Capitaneria di Porto, Genio Civile, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Soprintendenza dei Beni Culturali di Ragusa &#8211; certifica che debba essere abbattuto l\u2019immobile, ma solo transennato. Il Comune nel frattempo chiede alla Soprintendenza se ci siano vincoli per poterlo abbattere; questa risponde che dovr\u00e0 fare dei rilievi per poterlo attestare e chiede un po\u2019 di tempo per le opportune verifiche con le normali procedure; il Comune allora risponde che nel 2009, con l&#8217;allora sindaco Schembari e con indirizzi ben diversi dalla\u00a0pubblica utilit\u00e0, la Soprintendenza aveva dato gi\u00e0 un parere, e basandosi su quest\u2019ultimo continua le pratiche di demolizione. Nonostante l\u2019invito della Soprintendenza a rimandare. L&#8217;Amministrazione non demorde e demolisce la caserma, alla presenza di alcuni politici regionali vicini al sindaco, partendo proprio dalla parte storica; e qui ci sta un altro punto oscuro, non essendoci agli atti alcuna ordinanza di demolizione del sindaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriva la Capitaneria di Porto che blocca temporaneamente i lavori di demolizione e denuncia il Dirigente dell\u2019Ufficio Tecnico. Alla prima conferenza dei servizi convocata dal sindaco Iurato sul progetto belvedere,\u00a0visti gli atti, la Capitaneria non partecipa, e neanche la Soprintendenza che su indirizzo della Regione, proprietaria dello immobile, inoltra denuncia al nucleo tutela del territorio dei Carabinieri. Dagli esiti comunque negativi, l\u2019amministrazione propone ed il Consiglio comunale approva a maggioranza un mutuo di un milione di euro per la realizzazione del belvedere, dicendo che il bene era stato acquisito dal Comune. Tra qualche giorno inizieranno i lavori ed entro sei mesi dovremmo avere un belvedere con le potenzialit\u00e0 per incrementare il turismo, impreziosendo il centro storico di Punta Secca, magari accantonando le polemiche per la mancanza di risorse economiche che non garantiscono pi\u00f9 i servizi essenziali alle famiglie, ai diversamente abili, o a coloro che non hanno casa. Cui prodest? Alla fine alla collettivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cui prodest? ovvero: &#8220;A chi giova?&#8221;. E&#8217; una famosa citazione del filosofo ed avvocato Cicerone, ma \u00e8 la stessa domanda che si erano posti i consiglieri comunali di opposizione e in particolare quelli della lista &#8220;Noi ci crediamo&#8221; dell&#8217;allora candidato a sindaco Giovanni Barone. 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