{"id":49699,"date":"2017-06-14T07:55:40","date_gmt":"2017-06-14T05:55:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=49699"},"modified":"2017-06-14T09:39:39","modified_gmt":"2017-06-14T07:39:39","slug":"modica-maltrattano-e-insultano-gli-alunni-due-maestre-incastrate-da-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/06\/14\/modica-maltrattano-e-insultano-gli-alunni-due-maestre-incastrate-da-video\/","title":{"rendered":"Modica, maltrattano e insultano gli alunni: due maestre incastrate da video"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Polizia di Stato \u2013 Squadra Mobile \u2013 lo scorso anno aveva avviato una delicata indagine su due maestre di un asilo comunale di Modica (RG). Le indagini avevano avuto inizio (giugno 2016) per le preoccupazioni e successive segnalazioni di alcuni genitori. Pap\u00e0 e mamma di alcuni piccoli frequentatori non riuscivano a comprendere il perch\u00e9 i loro bimbi non volessero pi\u00f9 andare in asilo. Prima avevano segnalato questo malessere al preside ma non avevano ottenuto alcuna risposta positiva nonostante l\u2019impegno del dirigente, considerato che le due donne segnalate continuavano ad esercitare la loro attivit\u00e0 in quelle classi. Nonostante gli avvisi ed i richiami da parte del preside a tenere un comportamento consono stante le segnalazioni ricevute, le maestre continuavano ad avere lo stesso comportamento che terrorizzava i bambini e di conseguenza preoccupava i genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE MICROSPIE IN CLASSE &#8211;<\/strong> Le indagini avviate dalla Squadra Mobile di Ragusa immediatamente dopo le prime segnalazioni e coordinate dalla Procura della Repubblica iblea sono state particolarmente delicate e sono state portate a termine a novembre del 2016. Al fine di appurare quanto le piccole vittime (troppo piccole per essere escusse in modo diretto da parte della Polizia di Stato) raccontavano ai genitori, in tempo di notte sono state installate telecamere e microspie all\u2019interno dell\u2019asilo. Purtroppo le segnalazioni fatte dai genitori sono state tardive rispetto alla conclusione dell\u2019anno scolastico, elemento che ha permesso di intercettare le maestre solo nel mese di giugno dello scorso anno, ovvero al termine della scuola. Nonostante tutto, in pochi giorni di intercettazioni, erano gi\u00e0 stati raccolti elementi di reit\u00e0 che hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di richiedere nuovamente le intercettazioni per l\u2019avvio della scuola a settembre dello scorso anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;SEI UN BAMBINO INSOPPORTABILE, TI DO DUE SCHIAFFONI&#8221; &#8211;<\/strong> Durante il periodo estivo, i genitori si erano confrontati tra loro chiedendo che venissero spostate le maestre ed alcuni decidevano di cambiare scuola, dato che ha messo in allarme il preside che convocava nuovamente le insegnanti, facendole preoccupare e quindi tenere un comportamento consono al loro ruolo. Nonostante tutto, quindi le avvisaglie giunte alle maestre, nei mesi di settembre ed ottobre i poliziotti intercettando ancora quanto accadeva in aula, riuscivano a raccogliere ulteriori elementi a dimostrazione del maltrattamento dei fanciulli a loro affidati. Entrambe le maestre assumevano atteggiamenti aggressivi ed ingiuriosi, basti pensare che rivolgevano ai bambini frasi di questo tipo: \u201cAlzati, ti do tanti di quegli schiaffoni! Sei un bambino insopportabile!\u201d; \u00e8 un incubo questo bambino, se la smetti di piangere forse vai, perch\u00e9 sei un disturbo\u201d; \u201csto chiamando il preside che \u00e8 sopra e glielo dici al preside\u2026e la mamma e te ne vai a casa tua e non vieni pi\u00f9 per\u00f2 e dici io devo trovarmi un\u2019altra scuola\u201d; questa \u00e8 rimbambita\u2026c\u2019era l\u2019acqua nel bicchiere, ma sei rimbambita\u201d; ce la smetti, ce la smetti! Non ti sopporta pi\u00f9 nessuno, guarda che schifo, fai a casa ad asciugarti il naso\u201d; ti arrivano tanti di quegli schiaffoni brutto maleducato! \u2026 non deve venire a scuola uno di questi, deve stare a casa sua, perch\u00e9 \u00e8 un bambino che non si sopporta pi\u00f9! Il bambino chiama la maestra con il nome dell\u2019altra insegnante per errore e la maestra risponde: \u201cquest\u2019altro rimbambito \u2026mi chiama \u2013 omissis &#8211; a fine anno non sa neanche come mi chiamo! Perch\u00e9 hai voluto l\u2019acqua, delinquente, stupido, perch\u00e9 ahi voluto l\u2019acqua e poi non la bevi, ti do tanti di quegli schiaffi bestione, sei un bestione. Quest\u2019altro rimbecillito \u00e8 un tormento questo, un tormento\u2026e poi si permette di dire che i compagni non vogliono giocare con lui, vergognati!\u201d; il bambino dice: \u201cdevo fare la cacca\u201d e la maestra risponde: \u201ca casa tua la fai la cacca\u201d; ti do all\u2019orco, lo chiamo per \u2013 omissis &#8211; \u2026cos\u00ec se lo mangia e ce lo toglie dai piedi\u2026\u201d L\u2019altra maestra rinviata a giudizio per lo stesso titolo di reato: \u201cse piangi ancora ti lascio solo\u201d; non lo fare pi\u00f9, non ti azzardare, non ti azzardare, ti metto solo, non ti azzardare mai pi\u00f9, mai pi\u00f9!\u201d; \u201cdormi a casa! La prossima volta non vieni, stai a letto a casa, lo dici alla mamma!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL RINVIO A GIUDIZIO &#8211;<\/strong> Quelle sopra riportate sono solo una parte di quanto raccolto dalla Polizia di Stato nelle attivit\u00e0 d\u2019indagine, elementi che la Procura della Repubblica ha valutato e concesso la divulgazione (le voci nel video divulgato sono state volutamente sofisticate per impedire una riconducibilit\u00e0 ai minori). La richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica \u00e8 stata formulata per il reato di maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione. Fatti reato commessi attraverso rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione. Il rinvio a giudizio \u00e8 conseguenza del rigetto, da parte del GIP, della richiesta della Procura della Repubblica di applicazione della misura cautelare. Il Gip, all\u2019epoca, aveva valutato non sussistente l\u2019abitualit\u00e0 del reato ovvero uno degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti. Seppur non concessa la misura cautelare richiesta, ovvero la sospensione dall\u2019esercizio della professione, la Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio, in quanto ha ritenuto gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile di Ragusa, sufficienti a sostenere l\u2019accusa nell\u2019eventuale e successivo giudizio. Durante l\u2019udienza preliminare dei giorni scorsi, il GUP, ascoltate le parti, ha valutato e disposto il decreto che dispone il giudizio anzich\u00e9 emettere sentenza di non luogo a procedere, valutando positivamente quanto esposto dal Pubblico Ministero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia di Stato \u2013 Squadra Mobile \u2013 lo scorso anno aveva avviato una delicata indagine su due maestre di un asilo comunale di Modica (RG). Le indagini avevano avuto inizio (giugno 2016) per le preoccupazioni e successive segnalazioni di alcuni genitori. 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