{"id":50225,"date":"2017-07-05T13:44:50","date_gmt":"2017-07-05T11:44:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=50225"},"modified":"2017-07-05T14:44:36","modified_gmt":"2017-07-05T12:44:36","slug":"sfruttamento-dei-migranti-nelle-aziende-agricoli-4-denunce-a-santa-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/07\/05\/sfruttamento-dei-migranti-nelle-aziende-agricoli-4-denunce-a-santa-croce\/","title":{"rendered":"Sfruttamento dei migranti nelle aziende agricole: 4 denunce a Santa Croce"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Squadra Mobile di Ragusa, nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cFreedom\u201d della Polizia di Stato su parte del territorio nazionale, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, ha concluso la prima attivit\u00e0 di contrasto al caporalato nella provincia iblea. L&#8217;obiettivo era il contrasto dello sfruttamento di migranti irregolari costretti per pochi euro a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane, senza alcun giorno di riposo o altro diritto garantito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la provincia di Ragusa, la Squadra Mobile, coadiuvata dal personale della Polizia Scientifica e dei Commissariati di Comiso, Modica e Vittoria, ha conseguito i seguenti risultati: arrestati 3 uomini, denunciati 11, controllate nove aziende nei territori di Santa Croce (4 denunciati), Modica (2 denunciati), Vittoria (3 arrestati e 3 denunciati) e Acate (2 denunciati), 116 braccianti agricoli identificati (55 rumeni di cui 27 donne, 28 centro-africani di cui 2 donne, 7 albanesi, 1 donna polacca e 25 italiani di cui 2 donne).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I controlli effettuati nell\u2019ultima decade di giugno, hanno richiesto il prezioso intervento, oltre che di altre articolazioni ed Uffici della Polizia di Stato, anche del personale dell\u2019Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell\u2019ASP di Ragusa &#8211; Servizio Igiene &#8211; e dello SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro). Le attivit\u00e0 condotte dalla Polizia di Stato hanno avuto un duplice obiettivo, individuare i c.d. caporali durante le fasi di reclutamento e controllare le aziende che impiegano manodopera, al fine di verificare l\u2019esistenza di indici di sfruttamento a danno dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla presenza di diverse aziende che rispettavano in pieno le normative vigenti in ordine al contratto di lavoro come braccianti agricoli, purtroppo sono state riscontrati diversi illeciti penali. Ben 11 sono state le persone denunciate per sfruttamento della manodopera e nel caso pi\u00f9 grave registrato a Vittoria, si \u00e8 proceduto all\u2019arresto di <strong>Francesco Miccich\u00e8.\u00a0<\/strong>L\u2019uomo \u00e8 stato poi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari cos\u00ec come disposto dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Miccich\u00e8 va ad aggiungersi ai fratelli Busacca tratti in arresto il 22 giugno sempre in occasione di uno dei controlli programmati. L\u2019aver proceduto all\u2019arresto dei tre datori di lavoro, \u00e8 frutto della gravit\u00e0 di quanto da loro commesso, rispetto agli altri, che seppur indagati per lo stesso titolo di reato, non hanno violato la norma in modo cos\u00ec grave da giustificarne l\u2019arresto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso, gli operai ascoltati dagli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa sono stati concordi nel riferire di lavorare presso l\u2019azienda di Miccich\u00e8 e che proprio costui, offriva loro di dormire in casette fabbricate senza alcun minimo rispetto delle normative sull\u2019edilizia oppure li prelevava presso i loro domicili, forniva le indicazioni, impartiva gli ordini, organizzava il lavoro all\u2019interno dell\u2019azienda e li pagava. Gli operai riferivano inoltre di svolgere le mansioni di bracciante agricolo addetto alle colture in serra, di lavorare almeno 8 ore al giorno per una paga giornaliera di 25,00 euro (non 59 cos\u00ec come previsto) corrisposti ogni settimana con denaro contante, di non godere di nessun periodo di ferie (alcuni, addirittura, hanno affermato, cos\u00ec come gi\u00e0 riscontrato, di disconoscere il significato della parola) e non aver mai frequentato un corso sulla sicurezza o una visita medica. Fortissimo il timore di essere licenziati, sia qualora avessero richiesto un aumento della paga, sia nel caso in cui l\u2019efficienza nel lavoro non avesse soddisfatto le esigenze dell\u2019incaricato alla loro vigilanza. Tutti hanno affermato che le loro condizioni economiche sia pregresse che attuali erano e permangono miserevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ispettorato del Lavoro ha riferito di aver constatato, nell\u2019ambito dell\u2019intera attivit\u00e0 portata a termine in questi giorni, illeciti amministrativi con sanzioni per circa 60.000 euro. Considerato quanto constatato, sono state sospese 3 attivit\u00e0 imprenditoriali in attesa che regolarizzino la posizione di tutti i 16 lavoratori c.d. in nero assunti. I controlli effettuati in questi giorni di fine giugno hanno interessato tutta la provincia iblea, da Acate a Modica, passando per Vittoria e Santa Croce Camerina. Come detto, insieme ad aziende virtuose, sono state tante quelle segnalate all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria per la violazione della norma di recente novellata dello sfruttamento della manodopera. Alcuni indagati assumevano mediante contratto ma poi sottopagavano i dipendenti, cos\u00ec come nessuno dei lavoratori poteva godere di ferie o di assenza per malattia, in pratica, chi lavorava guadagnava, gli altri non percepivano nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Squadra Mobile di Ragusa, nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cFreedom\u201d della Polizia di Stato su parte del territorio nazionale, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, ha concluso la prima attivit\u00e0 di contrasto al caporalato nella provincia iblea. 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