{"id":50843,"date":"2017-08-07T10:43:48","date_gmt":"2017-08-07T08:43:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=50843"},"modified":"2017-08-07T11:26:12","modified_gmt":"2017-08-07T09:26:12","slug":"scandalo-sui-pompieri-di-s-croce-appiccavano-incendi-per-denaro-un-arresto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/08\/07\/scandalo-sui-pompieri-di-s-croce-appiccavano-incendi-per-denaro-un-arresto\/","title":{"rendered":"S.Croce, scandalo pompieri: appiccavano incendi per denaro, un arresto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 uno scandalo in piena regola quello che ha colpito stamane, grazie all\u2019operazione \u201cEfesto\u201d avviata dalla Polizia di Stato, il distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Santa Croce Camerina. Il capo del gruppo, Davide Di Vita (classe &#8217;75), residente a Vittoria, \u00e8 stato arrestato perch\u00e9 durante il turno di lavoro si assentava, con la complicit\u00e0 dei colleghi, per andare ad appiccare incendi in varie zone della provincia con il suo furgoncino per poi uscire con l\u2019autobotte e andare a spegnere le fiamme. Ogni intervento di questo tipo valeva circa dieci euro all\u2019ora. Le indagini sono state avviate con la complicit\u00e0 del comando provinciale dei Vigili del Fuoco, che aveva ravvisato un numero di interventi superiore rispetto alle altre squadre. I vigili del Fuoco &#8220;compromessi&#8221; chiedevano ad amici o parenti di segnalare l&#8217;incendio al comando e, in seguito, si dirigevano sul posto per domarlo e ricevere indebitamente del denaro per la prestazione fornita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti e 15 i volontari provenienti dalla provincia di Ragusa sono indagati per truffa ai danni dello Stato italiano ed una parte di essi per incendio. Il Pubblico Ministero titolare delle indagini ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa la misura cautelare nei confronti di tutti e 15 gli indagati. Considerato il lasso di tempo trascorso dalla commissione degli ultimi fatti reato (2015), il Giudice ha valutato l\u2019esistenza di un\u2019attuale pericolosit\u00e0 solo nei confronti del capo del gruppo e non per tutti gli altri, ferme restando le fonti di prova acquisite e la sussistenza dei gravi indizi a carico di tutti i volontari indagati. Qualche settimana fa il distaccamento, in seguito alla stabilizzazione dei pompieri (da \u201cdiscontinui\u201d a effetivi) era stato chiuso per qualche giorno, suscitando polemiche nella comunit\u00e0 e nelle istituzioni, che avevano subito chiesto la riattivazione del presidio (ottenuta fino almeno al 30 settembre prossimo). Adesso la doccia fredda.<\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4DeV2JRmAKA\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-50843 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/08\/07\/scandalo-sui-pompieri-di-s-croce-appiccavano-incendi-per-denaro-un-arresto\/dsc_00040\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_00040.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_00040-150x150.jpg\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/08\/07\/scandalo-sui-pompieri-di-s-croce-appiccavano-incendi-per-denaro-un-arresto\/dsc_00030\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_00030.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_00030-150x150.jpg\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/08\/07\/scandalo-sui-pompieri-di-s-croce-appiccavano-incendi-per-denaro-un-arresto\/dsc_00020\/'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_00020.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail jl-lazyload lazyload\" alt=\"\" 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al fine di verificare l\u2019esistenza di fatti reato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>LE INDAGINI<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le indagini dovevano intanto chiarire il motivo di delle richieste probabilmente simulate per poi individuare gli elementi vulnerabili del gruppo criminale e quindi individuare i responsabili. Presso il distaccamento prestavano servizio, suddivisi in 4 turni, decine di volontari e tra gli altri i 15 indagati tutti nella stessa squadra. Anche se volontari, gli uomini del distaccamento percepiscono delle indennit\u00e0 ma solo quando effettuano gli interventi, diversamente, se restano presso la caserma, non hanno diritto ad alcun rimborso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima anomalia riscontrata che ha permesso l\u2019avvio delle indagini era da individuare sul numero degli interventi effettuati dal turno \u201cD\u201d. Rispetto agli altri volontari, gli indagati operavano per 3 volte in pi\u00f9. A dispetto di 40 interventi di una squadra, loro ne effettuavano 120 creando malumore per alcuni e volont\u00e0 di aggregarsi in altri, cos\u00ec da ottenere pi\u00f9 denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli investigatori della Squadra Mobile, appurato il movente, ovvero ottenere indebite percezioni di denaro per interventi simulati o addirittura generati dolosamente, avevano l\u2019obbligo di interrompere immediatamente <em>l\u2019iter criminis<\/em> al fine di scongiurare eventi dannosi irreparabili, considerata l\u2019estrema gravit\u00e0 di quanto messo in atto dagli indagati e soprattutto la pericolosit\u00e0 degli incendi che non sono, per loro stessa natura, \u201ccontrollabili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, con il fondamentale e prezioso aiuto dei Vigili del Fuoco, hanno permesso di appurare quale fosse il <em>modus operandi<\/em> del gruppo criminale. I componenti del turno \u201cD\u201d erano conosciuti da tutti gli altri colleghi che operavano onestamente e la loro avidit\u00e0 ha permesso di far emergere le condotte criminali poste in essere.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Una modalit\u00e0 messa in atto era quella di simulare degli interventi mediante segnalazioni inesistenti alla centrale operativa del 115.<\/li>\n<li>In altre occasioni, i volontari, chiedevano \u201caiuto\u201d a parenti ed amici, ottenendo cos\u00ec segnalazioni da parte loro del tutto inesistenti, cos\u00ec da percepire le indennit\u00e0 previste per gli interventi.<\/li>\n<li>La terza e pi\u00f9 grave tipologia di truffa ai danni dello Stato era quella di appiccare incendi a cassonetti e terreni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scandagliando le singole modalit\u00e0 messe in atto, emergeva che gli indagati fossero talmente avidi di denaro che non si preoccupavano di utilizzare i loro stessi telefoni cellulari per simulare le richieste. L\u2019esame dei tabulati telefonici delle utenze a loro in uso ha permesso di appurare che molti avevano effettuato, nel periodo 2013\/2015, numerose segnalazioni false. Le richieste erano anche non verificabili, difatti segnalavano la presenza di \u201canimali vaganti\u201d cos\u00ec da non dover giustificare utilizzo di acqua o altri sistemi di spegnimento e soprattutto nessuno avrebbe potuto constatare la reale esistenza di animali che nel contempo avrebbero potuto lasciare la zona autonomamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parenti ed amici venivano istruiti alla perfezione ma ogni tanto commettevano errori. Esaminando tutte le singole schede d\u2019intervento si \u00e8 riusciti scoprire la ripetitivit\u00e0 di alcuni nomi, poi risultati di parenti (anche loro coinvolti nell\u2019indagine) degli indagati cos\u00ec come alcuni numeri di telefono ripetuti ma cambiava il nominativo del richiedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza modalit\u00e0 di truffa ai danni dello Stato era sicuramente la pi\u00f9 grave in quanto si configurava mediante incendi appiccati solitamente con artifizi pirotecnici. Pi\u00f9 era vasto l\u2019incendio e pi\u00f9 avrebbero impiegato per spegnerlo; ci\u00f2 che mettevano in atto non poteva essere controllato. Gli incendi, per loro stessa natura, non solo controllabili ma vengono alimentati dal vento e dalle condizioni climatiche in generale quindi, per volont\u00e0 degli indagati venivano create condizioni di gravissimo pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta chiarito il sistema creato dagli indagati, gli agenti della Squadra Mobile installavano, grazie alla collaborazione del Comando Provinciale, sistemi di localizzazione gps sulle autobotti ed i mezzi dei Vigili del Fuoco, cos\u00ec come sulle auto in uso agli indagati. <strong>Questa tecnica investigativa ha permesso di appurare che Di Vita, con la complicit\u00e0 degli altri volontari, durante il turno di servizio, a bordo della sua auto si allontanava dal distaccamento di Santa Croce Camerina, appiccava l\u2019incendio o effettuava una segnalazione falsa, poi rientrava in caserma ed aspettava che la centrale operativa del 115 li inviasse sul posto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modus operandi messo in atto era infallibile in quanto la sala operativa del Vigili del Fuoco era sempre pronta ad inviare in soccorso il personale di servizio pi\u00f9 vicino al luogo segnalato, quindi anche i volontari. Oltre ai sistemi di pedinamento c.d. elettronico, la Procura della Repubblica di Ragusa autorizzava le intercettazioni di tutti gli indagati. Fondamentali ulteriori fonti di prova venivano acquisite con quest\u2019altro strumento investigativo, difatti gli indagati commentavano i diversi incendi dolosi appiccati o le simulazioni di richieste di aiuto da parte di inesistenti cittadini. Al fine di porre subito un freno a questa pericolosissima attivit\u00e0 criminale, gli indagati venivano convocati in ufficio e venivano loro contestate le numerose violazioni del codice penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi tutti ammettevano le proprie responsabilit\u00e0 durante gli interrogatori, delineando, in modo ancora pi\u00f9 chiaro, quanto gi\u00e0 constatato con le indagini della Squadra Mobile. Anche negli uffici della Polizia di Stato venivano intercettati i colloqui tra gli indagati e per loro stessa ammissione e reciproche accuse, emergevano e venivano cristallizzate ulteriori fonti di prova <em>\u201cloro sanno tutto, sanno che abbiamo dato fuoco\u201d<\/em>. Gli indagati hanno commesso i reati prevalentemente nel territorio di Santa Croce Camerina luogo dove insiste il distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari ma anche in altri territori vicini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti reato sono stati immediatamente interrotti per espressa volont\u00e0 della Procura della Repubblica proprio per la pericolosit\u00e0 di quanto messo in atto dagli indagati. Questa scelta immediatamente eseguita dalla Squadra Mobile, ha interrotto la condotta criminale e quindi il GIP, in sede di valutazione delle esigenze cautelari, ha ritenuto di non applicare una misura restrittiva della libert\u00e0 personale per 14 dei 15 indagati in quanto i fatti reato erano del 2015. Diversamente ha valutato la posizione di Di Vita Davide sottoponendolo agli arresti domiciliari perch\u00e9 ha continuato a reiterare il reato. Proprio quest\u2019ultimo ha manifestato di possedere una capacit\u00e0 criminale spiccata e di non temere in alcun modo le conseguenze delle condotte poste in essere. Addirittura, in una occasione, Di Vita asseriva di voler \u201cfare scoppiare una bomba\u201d pur di prendere le indennit\u00e0 spettanti in caso di riparazione dei mezzi di soccorso che non volevano concedergli perch\u00e9 non si trattava di un soccorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli indagati sono stati allontanati dal distaccamento e sono tutti residenti in provincia di Ragusa, parte a Vittoria, Santa Croce, Ragusa e Modica. Quasi tutti svolgono un\u2019attivit\u00e0 lavorativa anche se spesso non assunti regolarmente. Di Vita \u00e8 stato arrestato durante l\u2019attivit\u00e0 lavorativa come addetto all\u2019assistenza tecnica di impianti refrigeranti. Il volontario non ha opposto alcuna resistenza ed essendo a conoscenza dell\u2019attivit\u00e0 investigativa condotta non si \u00e8 meravigliato quando ha visto gli agenti della Squadra Mobile di Ragusa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 uno scandalo in piena regola quello che ha colpito stamane, grazie all\u2019operazione \u201cEfesto\u201d avviata dalla Polizia di Stato, il distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Santa Croce Camerina. 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