{"id":52001,"date":"2017-09-26T11:45:59","date_gmt":"2017-09-26T09:45:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=52001"},"modified":"2017-09-26T11:46:37","modified_gmt":"2017-09-26T09:46:37","slug":"terapie-a-domicilio-coi-farmaci-dellospedale-arrestate-due-infermiere-a-vittoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2017\/09\/26\/terapie-a-domicilio-coi-farmaci-dellospedale-arrestate-due-infermiere-a-vittoria\/","title":{"rendered":"Terapie a domicilio coi farmaci dell&#8217;Asp: arrestate due infermiere a Vittoria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Polizia di Stato ha tratto in arresto Vietti Ornella, classe &#8217;65, nata a Vittoria, e Tolentino Franca, classe &#8217;66, nata a Vittoria, su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa, in seguito a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare del GIP presso il Tribunale ibleo. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ragusa hanno messo in evidenza diverse fonti di prova a carico delle due infermiere e la Procura della Repubblica, valutando positivamente quanto raccolto, ha richiesto ed ottenuto l\u2019applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. La Vietti e la Tolentino, in servizio entrambe presso il nosocomio di Vittoria, utilizzavano i presidi ospedalieri ed i farmaci nella loro disponibilit\u00e0 come se fossero di loro propriet\u00e0 per somministrare terapie a pagamento ad ignari pazienti presso i loro domicili. Le due donne lavoravano privatamente sia per case di cura che come assistenza domiciliare ai pazienti dimessi dall\u2019ospedale, offrendo un servizio \u201call inclusive\u201d. Il paziente non doveva comprare nulla in quanto, perlopi\u00f9, erano le stesse infermiere a procurare i medicinali ed altri presidi direttamente dalla farmacia ospedaliera o dai reparti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Squadra Mobile ha potuto inoltre evidenziare alla Procura della Repubblica che le due infermiere svolgessero arbitrariamente ruoli che possono essere svolti solo da medici, difatti effettuavano terapie senza alcuna disposizione di un medico ma basandosi solo sull\u2019esperienza maturata come infermiere. Si ricorda infatti che l\u2019infermiere pu\u00f2 solo somministrare medicinali prescritti da un medico e non d\u2019iniziativa. Le indagini hanno permesso di focalizzare l\u2019attenzione sulle due infermiere, quando un soggetto che voleva rimanere anonimo effettuava una telefonava alla direzione sanitaria del nosocomio per denunciare che all\u2019interno vi fossero delle irregolarit\u00e0. Il medico che ricevette la telefonata ed il direttore sanitario, informavano subito dei fatti accaduti gli investigatori della Polizia di Stato pertanto era necessario appurare questi fatti reato. Ci\u00f2 che \u00e8 emerso durante la lunga attivit\u00e0 d\u2019indagine \u00e8 particolarmente grave e di seguito si pu\u00f2 cos\u00ec riassumere: una serie innumerevole e quotidiana di prestazioni infermieristiche domiciliari extra ospedaliere a pagamento effettuate dalle indagate, il tutto utilizzando medicinali di propriet\u00e0 dell\u2019ospedale. Prestazioni domiciliari retribuite in nero a seconda della tipologia del servizio (3 euro un\u2019iniezione intramuscolo, 15 per una flebo). Le prestazioni domiciliari nascevano quasi tutte dalle informazioni che la Vietti possedeva in quanto infermiera presso l\u2019ospedale e quindi a conoscenza dei degenti in dimissione. L\u2019utilizzazione costante di presidi sanitari e prodotti farmaceutici trafugati dalle arrestate dagli armadi del nosocomio e dai reparti in genere. Abuso di esercizio della professione medica da parte delle due arrestate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte questa sfilza di reati, il sistema messo in atto dalle indagate era perfetto da un punto di vista imprenditoriale ma nel contempo contra legem. In pratica le due infermiere offrivano ai degenti ricoverati in ospedale assistenza extra ospedaliera al momento della dimissione comprendente ogni servizio. Una volta che la paziente entrava in ospedale non la \u201cmollavano\u201d pi\u00f9, difatti gli indagati la seguivano a casa con assistenza in nero e prestazioni effettuate con medicinali e presidi di propriet\u00e0 dello Stato. Gi\u00e0 durante le indagini era stato effettuato un riscontro attraverso un ingente sequestro di medicinali e presidi sanitari effettuato dalla Squadra Mobile di Ragusa e dal Commissariato nel marzo del 2017 a Vittoria. In quell\u2019occasione sono stati rivenuti farmaci ospedalieri e presidi sanitari di propriet\u00e0 del nosocomio in ingente quantit\u00e0 presso un\u2019agenzia di onoranze funebri ed il tutto era riconducibile alle due indagate che utilizzavano quel luogo anche come deposito. Ieri la Squadra Mobile, coadiuvata dal Commissariato di Vittoria, ha eseguito le ordinanze di custodia a carico delle due arrestate e contestualmente ha effettuato un controllo presso due agenzie di onoranze funebri. La perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare altre medicine e presidi sanitari di propriet\u00e0 dell\u2019ospedale, rivenuti presso a casa della Vietti, mentre nulla \u00e8 stato rivenuto a casa della Tolentino o nelle due agenzie di onoranze funebri. Al termine degli adempimenti di legge, le due infermiere sono state sottoposte agli arresti domiciliari a disposizione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia di Stato ha tratto in arresto Vietti Ornella, classe &#8217;65, nata a Vittoria, e Tolentino Franca, classe &#8217;66, nata a Vittoria, su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa, in seguito a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare del GIP presso il Tribunale ibleo. 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