{"id":55836,"date":"2018-02-24T10:26:07","date_gmt":"2018-02-24T09:26:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=55836"},"modified":"2018-02-24T10:26:07","modified_gmt":"2018-02-24T09:26:07","slug":"so-di-non-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2018\/02\/24\/so-di-non-sapere\/","title":{"rendered":"So di non sapere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">So di non sapere&#8230; se ritornare a scrivere l&#8217;editoriale per questo giornale sar\u00e0 gradito o sgradito; piacevole o irritante. So di non sapere&#8230; se quello che vi racconter\u00f2 sar\u00e0 interessante o noioso, utile o inutile. Tuttavia, come Socrate, ho la consapevolezza che per l&#8217;essere sociale l&#8217;ignoranza \u00e8 fonte di ricchezza, in quanto lo spinge a migliorarsi, a misurarsi con il mistero della conoscenza, ma anche a fidarsi dell&#8217;altro che gi\u00e0 sa. Quindi se per gli altri la frase: \u201csei ignorante!\u201d \u00e8 un&#8217;offesa, un insulto, per quelli come Socrate e per le persone che, come me, ne condividono il pensiero, la stessa, identica frase ha il suono e il senso di un complimento, diventa una forma di incitamento alla conoscenza, la conferma della consapevolezza dei propri limiti, il riconoscimento della propria humanitas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Purtroppo in questo momento storico mantenere il piacere di conoscere i propri limiti e accettarli con serenit\u00e0 \u00e8 un vero e proprio lusso!<\/strong> Mezzi di comunicazione, relazioni sociali, vita privata, tutto ci\u00f2 che ci circonda ci mandano un solo, univoco messaggio: &#8220;devi sapere, non puoi ignorare&#8221;. E cos\u00ec accade che quotidianamente assorbiamo informazioni, notizie, opinioni e imponiamo alla nostra mente e alla nostra psiche di registrare tutto, allo scopo di mantenere l&#8217;illusione di &#8220;sapere&#8221; tutto e, quindi, di poter valutare, giudicare &#8220;tutto&#8221; e, aggiungerei, &#8220;tutti&#8221;. In realt\u00e0 ognuno di noi diventa un enorme contenitore saturo, una zavorra emozionale , una nobody-land cerebrale da manipolare, confondere, influenzare, omologare. Ebbene, vi chiederete se esiste un antidoto a tale sciagura e se siamo ancora in tempo a curare e guarire questa patologia sociale!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Personalmente sono molto pessimista al riguardo. Non percepisco la volont\u00e0 di guarire, anzi noto una sottile soddisfazione, quasi un vanto, a mantenere un costante e continuo stato febbrile sociale<\/strong>, stato che si acuisce in presenza di determinati accadimenti quali, per esempio, i cambi di governo, dal livello basico comunale a quelli via via pi\u00f9 elevati, cio\u00e8 regionale e statale. L&#8217;apice di tale stato febbrile si raggiunge durante la campagna elettorale, ma poi, come per incanto, conclusa questa fase, il &#8220;corpo elettorale&#8221; espelle tutte le tossine e si rigenera, o almeno, si illude di rinascere a nuova vita, ma in realt\u00e0 continuando a rifiutare la consapevolezza dei propri limiti, si \u00e8 solo trasformato nella proiezione di ci\u00f2 che era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In sostanza, rifiutando di &#8220;sapere di non sapere&#8221; ed illudendosi &#8220;di sapere tutto&#8221;, il corpo elettorale ha semplicemente creduto di rigenerarsi e rinnovarsi<\/strong>, ma in realt\u00e0 \u00e8 rimasto sempre identico a se stesso. Ovviamente nella filosofia socratica l&#8217;antidoto a tale sciuagura esiste: \u00e8 lo scorrere del tempo! Infatti, solo dopo aver preso coscienza dei propri limiti, l&#8217;essere sociale pu\u00f2 decidere di impiegare il proprio tempo a colmarli, con pazienza,\u00a0fiducia, onest\u00e0 intellettuale e&#8230; tempo!. E quindi vi invito ad assaporare e a riscoprire la bellezza della\u00a0consapevolezza del &#8220;non sapere&#8221; per salvare il salvabile!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>So di non sapere&#8230; se ritornare a scrivere l&#8217;editoriale per questo giornale sar\u00e0 gradito o sgradito; piacevole o irritante. So di non sapere&#8230; se quello che vi racconter\u00f2 sar\u00e0 interessante o noioso, utile o inutile. 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