{"id":58370,"date":"2018-06-06T10:05:42","date_gmt":"2018-06-06T08:05:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=58370"},"modified":"2018-06-06T11:20:05","modified_gmt":"2018-06-06T09:20:05","slug":"traffico-di-essere-umani-e-sfruttamento-sul-lavoro-arrestati-cinque-rumeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2018\/06\/06\/traffico-di-essere-umani-e-sfruttamento-sul-lavoro-arrestati-cinque-rumeni\/","title":{"rendered":"Traffico di essere umani e sfruttamento sul lavoro: arrestati cinque rumeni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In esecuzione di un decreto di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, la Squadra Mobile di Ragusa ha posto in stato di fermo:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cartellone-BOSCHETARI-ridotto-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-58386 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-src=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cartellone-BOSCHETARI-ridotto-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" data-sizes=\"auto\" data-srcset=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cartellone-BOSCHETARI-ridotto-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cartellone-BOSCHETARI-ridotto-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cartellone-BOSCHETARI-ridotto-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cartellone-BOSCHETARI-ridotto-1.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>MILEA Lucian<\/strong>, nato in Romania, classe 1978;<\/li>\n<li><strong>IORDAN Monica<\/strong>, nata in Romania, classe 1987;<\/li>\n<li><strong>MUNTEANU Marian<\/strong>, nato in Romania, classe 1987;<\/li>\n<li><strong>OPREA Alice<\/strong>, nata in Romania, classe 1987;<\/li>\n<li><strong>OPREA Marian<\/strong> nato in Romania, classe 1981;<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"jlvid_container \"><iframe title=\"Tratta di romeni nei campi, caporalato, prostituzione e violenze\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/273646897?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"853\" height=\"480\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; encrypted-media; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\"><\/iframe><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I primi due gravemente indiziati del delitto di associazione a delinquere<\/strong> finalizzata al traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo nonch\u00e9 di plurime ipotesi pluriaggravate di traffico di esseri umani commesse in danno di connazionali alcuni dei quali minori nonch\u00e9 dei delitti di sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile; gli altri tre gravemente indiziati del delitto pluriaggravato di traffico di esseri umani commesso in danno di connazionali a scopo di sfruttamento lavorativo. Il provvedimento restrittivo accoglie gli esiti di un\u2019articolata attivit\u00e0 investigativa di tipo tecnico avviata dalla Squadra Mobile di Ragusa a seguito delle dichiarazioni rese alla fine del mese di settembre 2017 da un cittadino romeno (Mario, nome di fantasia) che, prostrato da una situazione di grave sfruttamento lavorativo, si presentava presso gli Uffici della Questura di Ragusa, attivamente coinvolti nel contrasto al fenomeno del c.d. \u201ccaporalato\u201d, ed offriva un agghiacciante narrato sulle modalit\u00e0 del suo trasferimento in Italia, sull\u2019attivit\u00e0 lavorativa in cui era impegnato, aggiungendo altri dettagli circa le condotte poste in essere\u00a0\u00a0 non solo ai suoi danni ma anche ai danni di altri connazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le dichiarazioni di Mario<\/strong>, corroborate dalle dichiarazioni di un altro connazionale, determinavano l\u2019avvio di attivit\u00e0 tecnica nell\u2019ambito di un fascicolo iscritto presso la Procura della Repubblica di Ragusa (successivamente trasferito a questo Ufficio per competenza) ed \u00a0il cui sviluppo consentiva di accertare l\u2019esistenza di una associazione criminale finalizzata al traffico di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo, composto da MILEA Lucian, dalla di lui compagna IORDAN Monica e da altro cittadino romeno, gruppo le cui attivit\u00e0 criminali godevano anche del contributo di diversi connazionali dimoranti in Italia e nel paese di origine L\u2019associazione riusciva nel tempo a curare il reclutamento, il trasferimento in Italia e l\u2019immissione nel settore del lavoro agricolo di numerose vittime connazionali, tutte scelte tra persone in stato di estremo bisogno ( in alcuni casi minori, in altri casi anziani, talvolta legati da vincoli di parentela ad alcuno dei sodali), analfabete \u00a0o appena capaci di leggere e scrivere, tutte in condizione di peculiare vulnerabilit\u00e0 (\u201c<em>boschetari<\/em>\u201d ovvero <em>senzatetto<\/em>, persone prive del necessario e quindi facilmente soggiogabili e disposte a tutto, financo accettare miserrime condizioni di vita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le vittime venivano attirate con l\u2019inganno<\/strong> e la falsa promessa di una occupazione lavorativa, di una sistemazione abitativa dignitosa e, poi, invece, private di ogni facolt\u00e0 di negoziare condizioni di lavoro, di vita, private della facolt\u00e0 stessa di pianificare il proprio futuro, si trovavano ad affrontare una dimensione paraschiavistica: oltre a non percepire nessuna somma di denaro per il lavoro prestato, venivano sottratti loro i documenti di identit\u00e0; venivano mantenute in una condizione di totale isolamento sia dal paese di origine (in quanto i contatti con i familiari erano del tutto impediti ovvero venivano consentiti solo sotto il controllo delle informazioni veicolate ad opera dei sodali), sia dal paese ove erano giunti (dimorando nelle stesse abitazioni dei loro trafficanti che lasciavano solo per esser dagli stessi condotti sul posto di lavoro); veniva, altres\u00ec, reso impossibile un autonomo ritorno presso il paese di origine perch\u00e9 in assenza di documenti e di denaro per pagare il viaggio nessuno avrebbe potuto scegliere di lasciare l\u2019Italia e, soprattutto, attuare in concreto detta scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019arrivo in Italia tutte le vittime<\/strong> venivano costrette ad abitare in immobili privi di riscaldamento, a vestirsi con indumenti prelevati dai rifiuti, a cibarsi di alimenti scaduti o di pessima qualit\u00e0 ed in minime quantit\u00e0, condotte nei vari terreni dai sodali e ivi controllate al fine di mantenerne alta la produttivit\u00e0 e, quindi, i margini di guadagno del sodalizio: l\u2019aberrante strumentalizzazione determinava talvolta alcuni di essi alla fuga che, tuttavia, durava ben poco, poich\u00e9 i sodali erano in grado di \u201c<em>recuperare\u201d<\/em> le vittime fuggite, facendo pagare loro amaramente la ribellione, con violenza inaudita; anche le vittime recalcitranti subivano simile trattamento violento, finalizzato a piegarne la volont\u00e0 e a fungere da esempio per gli altri, scongiurandone analoghi comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sistema attuato dal sodalizio<\/strong> era semplice e abbastanza rozzo ma efficace: impiegare nel settore agricolo una squadra di \u201coperai\u201d in modo da percepire un compenso commisurato al lavoro svolto da detti soggetti, il lavoro veniva pagato <em>\u201ca cassetta<\/em>\u201d, quindi ad un maggior numero di braccianti impiegati, maggiore sarebbe stato il ricavo complessivo ottenuto dal sodalizio atteso che nulla sarebbe stato corrisposto al singolo lavoratore, sicch\u00e9 l\u2019unico costo per il gruppo criminale sarebbe stato rappresentato dalle spese sostenute per garantire i mezzi di sussistenza agli operai. Al fine di ottenere la massimizzazione dei guadagni il sodalizio doveva, quindi, contenere al minimo le spese di vitto e alloggio: a tale scopo venivano utilizzate (come si \u00e8 gi\u00e0 detto) abitazioni fatiscenti, cibo in scarsa quantit\u00e0 e di pessima qualit\u00e0, vestiti prelevati dai rifiuti, limitata la somministrazione di energia elettrica anche quando il freddo notturno rendeva necessario l\u2019uso di una stufa per riscaldarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019attivit\u00e0 permetteva di identificare numerose vittime<\/strong> del traffico di esseri umani gestito dagli indagati (tredici, quattro delle quali minori) e veniva attestata la abilit\u00e0 degli associati nel gestire l\u2019attivit\u00e0 senza soluzione di continuit\u00e0 e con modalit\u00e0 altamente professionali, tali da consentire la massimizzazione dei profitti e la riduzione al minimo dei rischi, riorganizzandosi e rimodulando le proprie energie anche economiche in caso di necessit\u00e0 (in particolar modo in caso di fuga delle vittime o di controlli delle forze dell\u2019ordine) ovvero\u00a0 occupandosi della gestione delle vittime attuando diverse modalit\u00e0 di controllo, l\u2019isolamento e la loro eventuale utilizzazione in settori diversi da quello agricolo (in particolar modo lo sfruttamento sessuale per le giovani di sesso femminile e l\u2019impiego in attivit\u00e0 illecite degli operai di sesso maschile). Le indagini consentivano di individuare anche altri cittadini romeni dediti al medesimo illecito traffico di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo di connazionali, operanti in autonomia rispetto al sodalizio investigato ma capaci di offrire e ricevere supporto dallo stesso in caso di necessit\u00e0 (soprattutto in caso di temporanea assenza del trafficante, gli altri indagati si offrivano di controllare le vittime, evitandone fughe o possibili contatti con le Forze dell\u2019Ordine).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutte le vittime presenti sul territorio<\/strong> venivano collocate in protezione e prese in carico da una associazione antitratta specializzata nell\u2019ambito della tratta di persone a scopo di sfruttamento lavorativo. Il decreto di fermo veniva convalidato dal Gip di Ragusa\u00a0 che, dopo aver applicato la misura cautelare in carcere a tutti i soggetti sottoposti a fermo, prontamente trasmetteva gli atti al Gip di Catania competente per materia: il Gip etneo oltre a rinnovare la misura cautelare gi\u00e0 applicata, su richiesta di questa DDA applicava la misura custodiale in carcere anche per ulteriori ipotesi di traffico di esseri umani finalizzate allo sfruttamento lavorativo, frattanto ricostruite ed applicava altres\u00ec la misura anche nei confronti di un sesto indagato non ancora rintracciato sul territorio nazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In esecuzione di un decreto di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, la Squadra Mobile di Ragusa ha posto in stato di fermo: MILEA Lucian, nato in Romania, classe 1978; IORDAN Monica, nata in Romania, classe 1987; MUNTEANU Marian, nato in Romania, classe 1987; OPREA Alice, nata in Romania, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":58371,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-58370","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58370\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}