{"id":59479,"date":"2018-08-06T19:08:02","date_gmt":"2018-08-06T17:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/?p=59479"},"modified":"2018-08-06T19:08:54","modified_gmt":"2018-08-06T17:08:54","slug":"i-love-you-punta-secca-la-replica-degli-admin-siamo-al-paradosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santacroceweb.com\/index.php\/2018\/08\/06\/i-love-you-punta-secca-la-replica-degli-admin-siamo-al-paradosso\/","title":{"rendered":"&#8220;I love you, Punta Secca&#8221;, la replica degli admin: &#8220;Siamo al paradosso&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In riferimento all\u2019articolo apparso stamattina 6 agosto 2018<\/strong>, dal titolo <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.santacroceweb.com\/giornale1\/index.php\/2018\/08\/06\/dettagli-su-minore-finiscono-su-gruppo-facebook-la-discussione-degenera\/\">&#8220;Dettagli su minore finiscono su gruppo Facebook: la discussione degenera&#8221;<\/a><\/strong><\/span>, gli amministratori della pagina Facebook &#8220;I love you, Punta Secca&#8221; hanno chiesto di poter replicare con una lettera aperta inviata alla nostra redazione. Spazio ovviamente accordato. Qui di seguito il testo integrale del loro intervento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Siamo al paradosso<\/strong> e lo spiegheremo galantemente alla fine di questo nostro doveroso intervento riguardante l\u2019articolo apparso stamattina su Santa Croce Web che chiama in causa chi gestisce il gruppo su Facebook denominato: \u201cI Love You, Punta Secca\u201d! Essendo gli amministratori, chiamati in causa perch\u00e9 \u201cdisattenti di non conoscere le regole del gioco\u201d, non capiamo quale sia questo \u201cgioco\u201d. Il gruppo, non \u00e8 un \u201cgioco\u201d, \u00e8 un semplice gruppo aperto dove ognuno posta foto, commenti reazioni a riguardo la nostra, amata, osannata e martoriata Punta Secca. Chi posta, chi scrive chi comunque va sopra le righe e insulta chi che sia, \u00e8 sempre responsabile delle proprie azioni e di quello che dice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il gruppo non \u00e8 un Forum<\/strong> e nemmeno un Blog, gli amministratori non possono essere tenuti a moderare il dibattito, dibattito che in questo caso \u00e8 stato bombardato in meno di 24 ore di commenti a raffiche, al limite di poter seguire il dibattito. Gli amministratori, semmai, sono tenuti in casi molto gravi, che scavalcano le regole democratiche della discussione civile, di intervenire per richiamare, nei casi di offese personali o di natura razziale, omofoba e certamente anche in casi di tutela dei minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il post, che \u00e8 stato evidenziato in bella vista<\/strong> nell\u2019articolo del giornale online, come si pu\u00f2 chiaramente vedere e leggere, non cita nome, cognome o paternit\u00e0 del minore chiamato in causa per schiamazzi notturni, ma una generica citazione dei capelli, del fisico e di fare uso di una presunta bevanda alcolica (Monster non \u00e8 una bevanda alcolica, ma contiene una percentuale alta di caffeina), tutto qui. Quanti ce ne saranno bambini \u201csimili\u201d in giro? Possiamo credere solo uno? Ma a tutto ci\u00f2, la discussione tramutata in dibattito, probabilmente \u00e8 sfuggita a noi amministratori di mano, nel senso che non \u00e8 stato possibile seguirla dal continuo batti e ribatti di opinioni e critiche personali che sono state lanciate da diverse persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma ritornando alla nostra esternazione<\/strong>: SIAMO AL PARADOSSO! \u00c8 stato addirittura messo in risalto nell\u2019articolo sulle pagine di Santa Croce Web, sicuramente suggerito dall\u2019interessata, che si \u00e8 \u201cbattuta\u201d per far capire che ci fosse da parte di chi ha postato la rimostranza, qualche violazione della privacy sui minori, lo screenshot del post incriminato, dove \u00e8 stato cancellato il cognome di chi lo ha redatto ma addirittura \u00e8 stato sottolineato, come fanno le maestrine a scuola quando facevamo errori di ortografia o grammaticali, le parole presunte che dovrebbero identificare il minore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fateci capire, un momento<\/strong>, gli amministratori di \u201cI Love You, Punta Secca\u201d sono rei di non aver moderato controllato e di non aver cancellato quel post, e invece, per \u201cdovere di cronaca\u201d, si rilancia nuovamente il post alla visione e alla merc\u00e9 di un pubblico pi\u00f9 vasto? Se prima, il dibattito \u201csa cantavano e sa suonavano\u201d in 8, 9 persone, adesso \u00e8 ben chiaro, che, con questa geniale idea di rendere il \u201cfatto\u201d pubblico attraverso un articolo, ancora una volta non si \u00e8 tutelato il minore. Facciamo presente, che non siamo stati gli amministratori a cancellare il post, ma bens\u00ec chi lo ha postato inizialmente. Quindi, nuovo titolo: I presunti dettagli del minore sono finiti anche su un notiziario online. A noi qualcosa non quadra\u2026 a voi?&#8221;.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>LA REPLICA DEL DIRETTORE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non entro nel merito del dibattito perch\u00e9 non l&#8217;ho seguito nel suo sviluppo. Solo che la consigliera Zisa ci teneva a far passare un messaggio che in parte condivido: ossia che di questi strumenti si fa un uso smodato. Evitare di pubblicare il cognome della signora \u00e8 una scelta editoriale, imposta dall&#8217;evidenza dei fatti e dal tentativo di impedire una &#8220;caccia al colpevole&#8221;. E sebbene dai nostri interlocutori venga presentata come un paradosso, la &#8220;notizia&#8221; non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;evidenziare quella descrizione, che per qualche ora \u00e8 stata offerta in pasto ai numerosi utenti di Facebook e componenti del gruppo. D&#8217;altronde non stiamo parlando di un ragazzino che ha commesso o subito chiss\u00e0 quale crimine (la Carta di Treviso non ci lascerebbe scampo alcuno). Ma ha semplicemente fatto un po&#8217; di schiamazzi, e come lui altri cento: magari con i capelli rasati e magri come grissini. Con la presente si vuole garantire il diritto di replica, una grande conquista dell&#8217;informazione libera. Che i social ancora non conoscono abbastanza. (Paolo Mandar\u00e0)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In riferimento all\u2019articolo apparso stamattina 6 agosto 2018, dal titolo &#8220;Dettagli su minore finiscono su gruppo Facebook: la discussione degenera&#8221;, gli amministratori della pagina Facebook &#8220;I love you, Punta Secca&#8221; hanno chiesto di poter replicare con una lettera aperta inviata alla nostra redazione. Spazio ovviamente accordato. 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